Africa Eco Race, l’abbraccio di Verona ai protagonisti italiani

Motor diventa per un giorno il campo base italiano dell’. Nel piazzale della Fiera di piloti, mezzi e appassionati si sono ritrovati per salutare la carovana tricolore diretta verso l’undicesima edizione del raid africano, tra Marocco, Mauritania e Senegal. Freddo pungente e atmosfera da grande evento hanno accompagnato l’ultima passerella prima della partenza verso Mentone del 28 dicembre.

Verona trasformata in bivacco africano

Nonostante i soli due gradi di temperatura, il pubblico ha affollato l’area esterna del PalaExpo per vedere da vicino moto, auto, SSV e camion destinati al deserto. Il piazzale della Fiera è stato allestito come un vero bivacco, con assistenze, mezzi da gara e un piccolo museo dedicato ai grandi .

Il Moto Club U.S. Leonessa 1903 ha esposto la Husqvarna di Maurizio Cecconi insieme a due che hanno corso la negli anni Ottanta, una impegnata tra il 1992 e il 1993 alla Parigi–Città del Capo e alla Dakar e una Gilera RC600, icone di un’epoca pionieristica. Un contesto ideale per accompagnare la nuova generazione di italiani che si apprestano a sfidare l’Africa.

Protagonisti e mezzi italiani al via

Tra le moto, il pubblico ha potuto stringere la mano ai grandi nomi del rally raid tricolore: , Franco Picco, Maurizio Cecconi, Simone Agazzi, Giovanni Moretto, Enrico Peronato, Giampietro Dal Ben, Enzo Tracanzan e Valdimiro Brezzi. Tutti si sono concessi ai tifosi tra foto, autografi e racconti di sabbia e piste africane.

Grande curiosità per gli equipaggi auto e SSV. Graziano Scandola e il figlio Michelangelo hanno mostrato come si può condividere l’abitacolo compatto di un Polaris 1000, dove affronteranno per la prima volta insieme l’Africa Eco Race. Più spazio nel Polaris 1000 Turbo di Paolo Ceci e Sara Bioli, entrambi all’esordio fianco a fianco in gara e decisi a misurarsi con le tappe che li porteranno fino al Senegal.

A catturare l’attenzione è stata anche la possente Bmw X6 dei Gemelli De di Padova, un esemplare unico spinto da un motore 10 cilindri da 8400 cc. Il rombo dell’otto cilindri ha risuonato tra i padiglioni percorrendo la breve passerella fino al PalaExpo. In azione anche il Nissan Patrol del team aretino 4×4, già protagonista lo scorso anno, con Stefano Rossi al volante e Alberto Marcon alla sua prima grande avventura africana.

Completavano il quadro due camion assistenza Iveco EuroCargo, protagonisti a loro volta dello spettacolo con clacson e passaggi in mezzo alla folla, a ricordare il ruolo fondamentale dell’assistenza nei grandi rally raid.

René Metge e il legame con l’Italia

Ospite d’onore della giornata veronese è stato René Metge, figura simbolo dei rally africani e anima dell’Africa Eco Race insieme a Jean Louis Schlesser. Il francese si è intrattenuto a lungo con i piloti italiani, affascinato dal calore del pubblico e dalla passione che circonda il movimento tricolore.

Attorno a lui si sono ritrovati anche molti volti storici dei raid, come Giacomo Vismara, Ciro De Petri e Bruno Birbes. Metge ha condiviso con i concorrenti indicazioni preziose sul terreno di gara, sulle prove speciali e sui piccoli accorgimenti utili per affrontare al meglio le insidie del percorso nordafricano, senza risparmiarsi nelle spiegazioni.

L’Africa Eco Race scatterà ufficialmente dal Principato di Monaco domenica 30 dicembre, con il trasferimento verso il Nord Africa e la prima speciale in programma il 1° gennaio a Nador, in Marocco. Per i protagonisti italiani, Verona e il Motor Bike Expo hanno rappresentato l’ultima occasione per un bagno di folla, prima di lasciare l’asfalto europeo e immergersi definitivamente nei paesaggi e nelle sfide del deserto.

  • Motor Bike Expo trasformato in bivacco africano
  • Gran folla per piloti e mezzi italiani diretti all’Africa Eco Race
  • In mostra moto storiche dai grandi rally degli anni Ottanta e Novanta
  • Debutto in SSV per le coppie Scandola–Scandola e Ceci–Bioli
  • Protagoniste anche le auto dei Gemelli De Lorenzo e il team Rossi 4×4
  • René Metge a Verona per raccontare segreti e insidie della gara