28 Febbraio 2026

Coppa FMI Magione Awine R3: Ronzoni detta il ritmo a Magione

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All’Autodromo dell’Umbria di Magione la gara dell’International Grand Prix Awine R3, valida per la Coppa , si è trasformata in un vero test di costanza sul passo. I dati di analisi tempi mettono in luce la superiorità sul giro di Jacopo Ronzoni, ma anche l’elevato livello medio del gruppo, con distacchi contenuti e ritmo serrato per tutta la distanza.

Ronzoni il più veloce in pista

Il riferimento assoluto della giornata è Jacopo Ronzoni, autore del miglior crono in 1’15.965 sui 2.507 metri del tracciato umbro. Dopo un primo passaggio di assestamento in 1’23.022, il pilota trova subito il ritmo, scendendo con regolarità sotto l’1’17. Il giro record arriva al quarto passaggio, con un tempo che rimane il benchmark della corsa.

Interessante la costanza: nella fase centrale Ronzoni si mantiene stabilmente tra 1’16 alto e 1’17 basso, con velocità di punta nell’ordine dei 215 km/h. Solo qualche decimo in più nella parte finale lascia intuire una gestione lucida del margine più che un calo fisico o tecnico.

La struttura dei suoi giri racconta un pilota efficace soprattutto nei settori centrali del circuito, dove i parziali si confermano spesso i migliori o tra i migliori in assoluto, a conferma di una guida pulita e redditizia nella parte più guidata di Magione.

Heierli e gli inseguitori: margini minimi

Alle spalle di Ronzoni si mette in grande evidenza R. Heierli, capace di fermare il cronometro su 1’16.306, impronta chiara di un potenziale da primissime posizioni. Dopo un avvio prudente con un primo giro in 1’23.649, Heierli costruisce la sua gara su un passo molto regolare in 1’16 alto – 1’17 medio, lasciando intravedere margini soprattutto sul giro secco.

Nella stessa fascia di prestazioni si colloca un gruppo di piloti che si muove nell’intorno del minuto e 17: Campaci (1’17.481), Modesti (1’17.047), Gnani (1’17.220), Scagnetti (1’16.700) e Peruzzi (1’17.857) condividono un passo omogeneo, con differenze spesso racchiuse in pochi centesimi.

  • Jacopo Ronzoni – best lap 1’15.965
  • R. Heierli – best lap 1’16.306
  • D. Scagnetti – best lap 1’16.700
  • G. Gnani – best lap 1’17.220
  • M. Modesti – best lap 1’17.047

In termini di passo, molti di loro mostrano sequenze di giri quasi sovrapponibili, segno di un livello tecnico compatto. Scagnetti, ad esempio, dopo un giro d’apertura più lento, costruisce la propria gara su ripetuti 1’16-1’17, mentre Modesti, dopo aver limato progressivamente dal secondo al quinto passaggio, si stabilizza su un ritmo costante intorno al 1’17 medio.

Il resto del gruppo tra crescita e gestione

Più staccati sul giro secco i piloti oltre l’1’18, ma spesso con una lettura interessante della progressione. Laurentzi (1’18.608) e Becker (1’18.694) passano da giri iniziali oltre l’1’26 a tempi stabilmente sotto l’1’20, dimostrando un adattamento graduale alle condizioni di pista e gomme. Un copione simile anche per Isola (1’18.612) e Frigenti (1’18.596), che trovano il loro giro migliore a gara inoltrata, quando il serbatoio più leggero e la maggiore confidenza permettono di spingere di più.

Nella parte centrale della classifica spiccano le prestazioni di Lazzarin (1’22.767) e Macrelli (1’22.191), entrambi autori di una gara regolare, con flessioni solo nelle fasi più concitate e nei giri condizionati dal traffico. Più attardati, ma costanti, Delucchi (1’22.818) e Gesi (1’28.904), con quest’ultimo impegnato soprattutto a gestire la distanza e a portare a casa chilometri ed esperienza, come suggeriscono i tempi oltre il minuto e trenta a fine gara.

Situazione particolare per alcuni protagonisti: Pozzo completa solo due giri ma firma comunque un sorprendente 2’04.434 con passaggi molto veloci nei settori iniziali, mentre Tedesco, rallentato da un doppio passaggio ai box, riesce comunque a chiudere con un interessante 1’19.850 nella seconda parte di gara. Canelli, con un best di 1’24.191, alterna giri sul ritmo a passaggi più lenti, probabilmente condizionati da qualche problema o da un calo di gomme nel finale.

Complessivamente, i numeri della Awine R3 a Magione confermano la validità della Coppa FMI come palestra per affinare ritmo gara, costanza e gestione, con un gruppo di testa capace di girare su riferimenti vicini a quelli dei campionati di vertice nazionali.