Suzuki Italia, Massimo Nalli è il nuovo Presidente

Cambio al vertice per Suzuki Italia: dal 1° novembre 2017 Massimo Nalli assume la carica di Presidente della filiale italiana della casa di Hamamatsu, attiva nei settori auto, moto e motori marini. Una nomina che segna un passaggio strategico importante, perché per la prima volta in un grande mercato europeo il ruolo non è affidato a un manager giapponese, ma a una figura cresciuta professionalmente in Italia.
Un manager italiano alla guida di Suzuki Italia
Nato a Verona 54 anni fa e laureato in ingegneria elettronica, Massimo Nalli è una figura di primo piano nel mondo automotive. In Suzuki Italia dal 2000, ricopriva dal 2009 il ruolo di Direttore Generale della divisione Automobili, posizione che continuerà a mantenere ad interim anche dopo la nomina a Presidente.
La sua carriera si è sviluppata tra Italia e Stati Uniti, con esperienze in alcune tra le principali realtà del settore: FCA, Fiat USA, Honda Automobili Italia e Honda Motor Europe. Un percorso che gli ha permesso di maturare una visione internazionale del business, combinata a una profonda conoscenza del mercato italiano.
La scelta di affidare a Nalli la guida di Suzuki Italia viene letta come un riconoscimento concreto ai risultati ottenuti negli ultimi anni dalla filiale e dal team locale. Il quartier generale di Hamamatsu evidenzia così la fiducia nel management sviluppato nel nostro Paese, in un momento in cui il marchio è impegnato a rafforzare la propria presenza sia a quattro sia a due ruote, oltre che nel settore marine.
Una novità che coinvolge anche moto e marine
Il riassetto del vertice si accompagna a un’altra mossa chiave per il mondo moto e per il business dei fuoribordo. Sempre dal 1° novembre 2017, il Vice Presidente di Suzuki Italia e responsabile della Divisione Motocicli, Tomoki Taniguchi, assumerà anche la direzione della Divisione Marine, che cura i motori fuoribordo del marchio.
L’unificazione delle responsabilità per moto e marine sotto un’unica guida manageriale punta a creare maggiori sinergie tra due ambiti che, pur diversi, condividono logiche di prodotto, distribuzione e assistenza vicine al mondo delle due ruote. Per il network di concessionari moto e per gli operatori legati agli sport e alla mobilità sull’acqua, questo potrebbe tradursi in strategie commerciali più integrate e in una gestione più coordinata delle attività di marca.
Con la conferma di Nalli e il rafforzamento del ruolo di Taniguchi, Suzuki Italia consolida quindi una struttura direttiva che vede lavorare fianco a fianco competenze italiane e giapponesi, con l’obiettivo di valorizzare meglio le specificità del mercato nazionale. Un elemento particolarmente rilevante in un settore come quello moto, dove la sensibilità verso il gusto e le esigenze dei motociclisti locali è decisiva.
Transizione guidata e prospettive per il mercato italiano
Il passaggio di testimone alla presidenza avverrà in modo graduale. L’uscente Presidente di Suzuki Italia, Hiroshi Kawamura, resterà infatti in azienda fino alla fine dell’anno per seguire la transizione e assicurare continuità ai rapporti con la casa madre e alla gestione delle tre divisioni auto, moto e marine.
Questa soluzione di continuità indica la volontà di Suzuki di mantenere stabile la rotta sul mercato italiano, pur aprendo a una maggiore autonomia decisionale locale. Per il mondo delle due ruote, in particolare, la conferma di un forte presidio manageriale in Italia può avere ricadute importanti su pianificazione prodotto, attività di marketing e attenzione alle community di appassionati.
Nel medio periodo, la nuova configurazione potrebbe favorire un approccio ancora più mirato al mercato nazionale, con una lettura più precisa dei trend che riguardano moto, scooter e motori marini: dalla crescita della mobilità urbana alle esigenze dei viaggiatori a lungo raggio, fino al ruolo del marchio nelle competizioni e negli eventi di settore.
In sintesi, la nomina di Massimo Nalli a Presidente di Suzuki Italia e il rafforzamento delle responsabilità di Tomoki Taniguchi rappresentano un segnale chiaro della volontà di Suzuki di investire sulla struttura locale e di renderla protagonista nelle strategie europee del marchio, con potenziali benefici anche per il segmento moto e per tutti gli operatori che gravitano intorno all’universo Suzuki.