MotoGP Sepang 2017, Yamaha a caccia di conferme in Malesia

Dopo il duello spettacolare di Phillip Island, il team Movistar Yamaha MotoGP vola a Sepang con l’obiettivo dichiarato di difendere e, se possibile, migliorare il livello mostrato in Australia. Valentino Rossi e Maverick Viñales arrivano in Malesia forti di un secondo e terzo posto, con la volontà di chiudere al meglio il trittico di gare oltreoceano.
Da Phillip Island a Sepang senza respiro
Il calendario non concede pause: la tappa malese è la terza gara consecutiva del tour asiatico-australiano, una maratona logistica e fisica che mette alla prova squadre e piloti. Il podio doppio ottenuto in Australia ha ridato ossigeno al box Yamaha, dopo una stagione complessa caratterizzata da alti e bassi nello sviluppo della M1.
Il circuito di Sepang, con i suoi 5.543 metri, rappresenta un banco di prova completo per moto e gomme. Lunghi rettilinei, staccate violente e sezioni guidate mettono sotto stress trazione, frenata ed elettronica. In questo contesto la M1 dovrà confermare i progressi visti a Phillip Island, dove il lavoro di set-up ha permesso a Rossi e Viñales di lottare stabilmente ai vertici.
Il team arriva in Malesia con una direzione tecnica più chiara sulle soluzioni da adottare, ma dovrà adattare rapidamente assetto e strategie alle caratteristiche di un tracciato molto diverso, che richiede un equilibrio delicato tra velocità di punta e gestione delle gomme.
Le sfide del tracciato malese
Sepang è tradizionalmente uno dei gran premi più impegnativi della stagione. Oltre alla lunghezza del circuito, a complicare il lavoro ci pensano caldo torrido e umidità elevata, che incidono sia sulle prestazioni meccaniche sia sulla condizione fisica dei piloti. Le sessioni di prova diventano fondamentali per trovare il compromesso ideale tra stabilità in frenata, grip in uscita di curva e costanza di rendimento sulla distanza di gara.
Per Yamaha sarà cruciale capire come far lavorare al meglio la M1 su un asfalto spesso molto caldo e, allo stesso tempo, prepararsi ai possibili scrosci improvvisi che possono trasformare la gara in una lotteria sul bagnato. La capacità di leggere l’evoluzione della pista e reagire rapidamente a cambi di condizione sarà uno degli elementi determinanti del weekend.
In questo contesto, il lavoro di squadra fra piloti, ingegneri e tecnici al box assume un valore ancora maggiore. I dati raccolti nelle ultime uscite, uniti all’esperienza accumulata negli anni su questo tracciato, costituiranno la base per le scelte di assetto in vista della gara delle 15:00 locali del 29 ottobre 2017.
Obiettivo: chiudere il trittico in crescita
Con un secondo e un terzo posto conquistati in Australia, Yamaha si presenta a Sepang con il chiaro intento di mantenere il trend positivo. Entrambi i piloti hanno mostrato una buona competitività sul passo gara e la capacità di gestire la lotta nel gruppo di testa, un segnale incoraggiante in vista della Malesia.
Il round di Sepang assume così un ruolo chiave in questa fase finale della stagione: non solo per la caccia al podio, ma anche per confermare la direzione presa nello sviluppo della M1 in vista del futuro. La prestazione in Malesia offrirà indicazioni importanti sul comportamento della moto in condizioni limite e su un tracciato che mette in luce pregi e difetti di ogni pacchetto tecnico.
Per il team Movistar Yamaha, l’appuntamento malese è quindi molto più di una semplice tappa del calendario: è l’occasione per dare continuità ai segnali di ripresa visti a Phillip Island e chiudere il trittico extraeuropeo con un risultato all’altezza delle aspettative.
- Gara a Sepang in programma il 29 ottobre 2017 alle 15:00 ora locale
- Rossi e Viñales reduci dal doppio podio di Phillip Island
- Tracciato di 5.543 metri, tra i più completi e impegnativi del Mondiale
- Condizioni climatiche estreme tra caldo, umidità e possibili piogge
- Yamaha alla ricerca di conferme sul progresso della M1