La FMI festeggia i 90 anni del campione Remo Venturi
Novant’anni e una vita intera dedicata alle corse. La Federazione Motociclistica Italiana ha celebrato a Perugia il compleanno di Remo Venturi, uno dei grandi protagonisti del motociclismo tricolore, premiandone i risultati sportivi e il ruolo simbolico per le nuove generazioni. Un omaggio a un pilota che ha segnato gli anni d’oro delle gare su strada e che ancora oggi continua a rappresentare un riferimento per l’ambiente.
La cerimonia a Perugia e il tributo delle istituzioni
La celebrazione si è svolta presso la sede del Comitato Regionale Umbria della FMI, proprio nel giorno del novantesimo compleanno di Venturi, nato a Spoleto il 21 aprile 1927. Alla presenza del Vice Presidente federale Giuseppe Bartolucci e dei vertici sportivi umbri, la giornata è diventata l’occasione per ripercorrere una carriera che ha dato prestigio al motociclismo italiano anche oltre i confini nazionali.
Alla cerimonia hanno preso parte il Presidente del Comitato Regionale CONI Umbria, Domenico Ignozza, e rappresentanti delle amministrazioni locali di Spoleto e Perugia, a testimoniare il legame del pilota con il suo territorio. Grazie all’iniziativa della presidente del Co.Re. Umbria FMI, Mara Colligiani, la Federazione Motociclistica Italiana e il CONI hanno consegnato a Venturi due targhe commemorative, riconoscendo ufficialmente il suo contributo allo sport.
Il Presidente FMI Giovanni Copioli ha definito Venturi uno dei pionieri del motociclismo moderno, sottolineandone il ruolo nella cultura sportiva italiana e la capacità di rimanere vicino al mondo delle moto partecipando ancora oggi a eventi motoristici. Anche il Vice Presidente Bartolucci ha evidenziato come figure di questo calibro debbano diventare un modello per i giovani, sia per chi corre in pista sia per chi vive le moto come passione.
Una carriera tra tricolori, road race e Mondiale 500
La storia sportiva di Remo Venturi è legata alle grandi classiche su strada e alle competizioni di velocità che hanno fatto la storia del motociclismo italiano. Nel primo periodo da pilota conquista il titolo nazionale 125 nel 1953, imponendosi subito come uno dei riferimenti della categoria. L’anno successivo vince la Milano–Taranto, una delle corse di durata più dure e affascinanti dell’epoca, mentre nel 1957 si aggiudica il Motogiro d’Italia, altra gara simbolo delle due ruote tricolori.
Il suo nome resta però scolpito soprattutto per i risultati ottenuti nella massima cilindrata. A cavallo tra la fine degli anni Cinquanta e l’inizio dei Sessanta, in sella alla MV Agusta, Venturi centra per due volte il secondo posto finale nel Campionato del Mondo 500, misurandosi con i più forti interpreti internazionali del periodo. Parallelamente continua a dominare la scena tricolore, conquistando altri quattro titoli italiani nel 1959, 1960, 1962 e 1964.
Questi successi gli valgono l’ingresso nella Hall of Fame del Campionato Italiano Velocità, riconoscimento riservato ai piloti capaci di lasciare un segno profondo nella storia del CIV. Un palmarès costruito con costanza, velocità e una lucidità di guida che lo stesso Venturi rivendica con orgoglio.
L’eredità sportiva e il legame con il Motogiro d’Italia
Nel corso dell’incontro a Perugia, Venturi ha ricordato come questo nuovo riconoscimento abbia per lui un valore speciale, nonostante i numerosi premi ricevuti in passato. Tra gli aneddoti più significativi che hanno accompagnato la celebrazione, il pilota umbro ha sottolineato un periodo particolarmente intenso della sua carriera: dal 1958 al 1962, racconta, non è mai caduto in gara, segno di uno stile di guida aggressivo ma sempre attento a portare la moto al traguardo, quando l’affidabilità e la gestione del mezzo facevano spesso la differenza.
Il legame con la storia del Motogiro d’Italia resta centrale nella sua vicenda sportiva. Proprio nei giorni della celebrazione, è stata ricordata la partenza della ventiseiesima edizione della Rievocazione Storica del Motogiro, manifestazione a lui dedicata. Un omaggio che ne conferma lo status di icona delle grandi corse su strada italiane e che rinnova la connessione tra il motociclismo di oggi e quello delle origini.
La figura di Venturi racchiude molti degli elementi che ancora oggi affascinano gli appassionati: coraggio, tecnica, visione della gara e rispetto per lo sport. Il tributo della FMI e del CONI non è soltanto la celebrazione di un compleanno importante, ma il riconoscimento di un’eredità che continua a parlare alle nuove generazioni di motociclisti e agli amanti delle due ruote.
- Campione Italiano 125 nel 1953
- Vittoria alla Milano–Taranto 1954
- Successo al Motogiro d’Italia 1957
- Due volte vicecampione del mondo 500 con MV Agusta
- Quattro titoli italiani tra il 1959 e il 1964
- Ingresso nella Hall of Fame del Campionato Italiano Velocità