Enduro e sicurezza stradale: la FMI incontra gli studenti di Bobbio

La passione per l’enduro come leva per parlare di sicurezza stradale ai più giovani. A Bobbio, in occasione del secondo round del Campionato Italiano Enduro Under23/Senior disputato a Marsaglia, la Federazione Motociclistica Italiana ha promosso una due giorni di incontri con gli studenti delle scuole superiori per sensibilizzarli a un uso più consapevole della moto e dell’auto.
In aula tra regole, responsabilità e cultura della guida
Il primo momento si è svolto all’interno dell’istituto superiore Alessio Tramello, dove gli alunni di quarta e quinta sono stati coinvolti in una mattinata dedicata ai temi chiave della sicurezza. A dialogare con i ragazzi sono stati Tony Mori, coordinatore del Dipartimento Politiche Istituzionali FMI, una delegazione del Comando della Polizia di Stato di Piacenza, Cristian Rossi e Oscar Balletti del Gruppo Sportivo Fiamme Oro, rispettivamente commissario tecnico FMI e pilota di Enduro.
L’incontro ha ruotato attorno ad alcuni concetti fondamentali per chiunque si muova su due ruote: corretto utilizzo della strada, rispetto dei limiti di velocità, importanza delle protezioni e delle dotazioni di sicurezza, consapevolezza dei rischi connessi a comportamenti imprudenti. Mori ha guidato gli studenti tra le regole base della circolazione, sia su asfalto sia su fondi naturali, con l’obiettivo di far comprendere come una condotta responsabile faccia la differenza.
La Polizia Stradale ha supportato l’intervento con una presentazione dedicata alle responsabilità dell’utente della strada e alle conseguenze, spesso sottovalutate, delle violazioni più comuni. Attraverso slide e casi concreti sono stati messi a fuoco i pericoli legati a velocità eccessiva, distrazione, mancato utilizzo del casco e dei dispositivi di protezione.
Rossi e Balletti hanno portato invece il punto di vista di chi la moto la vive tutti i giorni in ambito agonistico. Il loro intervento ha mostrato come, anche nel mondo delle competizioni, disciplina, rispetto delle regole e preparazione siano elementi imprescindibili tanto quanto il talento. Essere pilota, è stato sottolineato, significa soprattutto essere consapevoli dei propri limiti e di quelli dell’ambiente in cui ci si muove.
La mattinata si è chiusa con un lungo spazio di confronto, durante il quale gli studenti hanno posto numerose domande, segnale di un interesse reale verso i temi affrontati. Un dialogo a più voci che ha permesso di superare il semplice richiamo alle regole, trasformando l’appuntamento in un’occasione di formazione concreta.
Dal banco di scuola al paddock del tricolore Enduro
Il giorno successivo l’attività si è spostata dal contesto scolastico a quello della gara, con la visita degli studenti al paddock del Campionato Italiano Enduro Under23/Senior. All’interno dell’area allestita a Marsaglia era presente anche il Pullman Azzurro della Polizia, ormai punto di riferimento per le iniziative di educazione stradale legate al motorsport.
Qui i ragazzi hanno potuto toccare con mano, attraverso esercizi pratici, gli effetti di comportamenti rischiosi spesso considerati banali. L’esperienza più significativa è stata quella con gli occhiali che simulano lo stato di ebbrezza: un semplice percorso a piedi si è trasformato in un banco di prova impegnativo, evidenziando quanto anche una lieve alterazione delle capacità percettive comprometta equilibrio e tempi di reazione.
Collegare queste dimostrazioni alla realtà della guida, sia su moto sia su auto, ha permesso di tradurre in percezioni concrete ciò che normalmente resta confinato in dati e slogan. Il messaggio, anche per chi si affaccia al mondo delle due ruote con entusiasmo e voglia di libertà, è chiaro: alcool e mancanza di lucidità non sono compatibili con la strada.
La cornice del paddock ha inoltre offerto l’occasione per mostrare da vicino l’organizzazione di una gara nazionale di enduro, dalle moto agli spazi tecnici, sottolineando come il motorsport possa rappresentare un laboratorio ideale per promuovere una cultura della sicurezza moderna e credibile agli occhi dei giovani.
La strategia FMI per parlare ai giovani motociclisti
L’iniziativa di Bobbio si inserisce nel più ampio impegno della FMI sul fronte dell’educazione stradale, con particolare attenzione alle nuove generazioni e a chi si prepara a salire in sella per la prima volta. La scelta di unire l’ambiente scolastico al contesto di una tappa del tricolore Enduro punta proprio a rendere il messaggio più vicino all’esperienza reale dei ragazzi.
La collaborazione tra Federazione Motociclistica Italiana, Polizia di Stato e Gruppo Sportivo Fiamme Oro ha permesso di mettere insieme competenze istituzionali, know-how sportivo e strumenti di sensibilizzazione già collaudati. Un modello che può essere replicato in altri territori e campionati, facendo leva sull’attrattiva delle gare per diffondere contenuti educativi.
Dal racconto di chi lavora ogni giorno sulla sicurezza stradale a quello di chi la vive in gara, il filo conduttore resta uno solo: trasformare la passione per la moto in un atteggiamento maturo e responsabile, dentro e fuori le speciali. Un obiettivo che, alla luce della partecipazione attenta degli studenti di Bobbio, sembra trovare terreno fertile tra i motociclisti di domani.