Dakar 2017, Quintanilla resiste: secondo nonostante una tappa da incubo

Pablo Quintanilla mantiene il secondo posto nella generale della Dakar nonostante una quinta tappa durissima tra pioggia, freddo, nebbia e altitudine sull’Altipiano boliviano. Il cileno della Rockstar Energy Husqvarna limita i danni in una speciale complicata dalla navigazione, mentre il compagno di squadra Pela Renet paga caro un errore ma resta comunque in top ten.
Dakar boliviana, clima ostile e navigazione al limite
La quinta tappa della Dakar 2017 ha portato la carovana da Tupiza a Oruro, entrando nel vivo del percorso boliviano. Un territorio poco familiare per i piloti, caratterizzato da piste in quota, meteo instabile e una pioggia annunciata per tutto il fine settimana, che ha reso il fondo estremamente insidioso. La seconda parte della prova speciale è stata persino annullata proprio per le condizioni meteo.
Quintanilla si era presentato alla partenza da leader virtuale dopo la pesante penalità di un’ora inflitta a Joan Barreda per un’infrazione regolamentare. La giornata però non si è rivelata semplice per il cileno, costretto a lottare contro nebbia fitta, fiumi in piena e punti di navigazione particolarmente complessi. Nonostante un errore in un guado, che gli è costato alcuni minuti nel tentativo di ritrovare la pista corretta, è riuscito a portare a termine la tappa senza saltare waypoint, salvando così un risultato importante in ottica generale.
Al traguardo di Oruro, la vittoria di giornata è andata a Sam Sunderland su KTM, che in 2 ore e 21 minuti ha preceduto Paulo Goncalves e Adrien Van Beveren. Quintanilla ha chiuso settimo, con un ritardo di 18 minuti e 12 secondi, ma la regolarità mostrata nelle prime frazioni della corsa gli consente di mantenere il ruolo di primo inseguitore proprio di Sunderland in classifica complessiva.
Quintanilla resta in corsa per il titolo, Renet paga la navigazione
Nella generale, dopo cinque tappe e oltre 15 ore di speciale, Sam Sunderland guida la classifica con 15 ore 22 minuti e 5 secondi. Quintanilla è secondo a 12 minuti, seguito da Van Beveren a poco più di 16 minuti: distacchi ancora contenuti che lasciano aperta la lotta per la vittoria finale, soprattutto in una Dakar che ha già dimostrato di non perdonare il minimo errore di navigazione.
Proprio la navigazione ha segnato in negativo la giornata di Pela Renet. Il francese della Husqvarna, tra i più efficaci nella gestione del roadbook nelle tappe precedenti, si è perso alla ricerca di un waypoint al chilometro 152. Nel tentativo di individuarlo, ha girato a lungo nella zona, perdendo circa 45 minuti preziosi. Un singolo errore si è tradotto in un pesante arretramento nella classifica di tappa, chiusa in 34esima posizione a 45 minuti e 44 secondi dal vincitore.
Nonostante il colpo al morale e la comprensibile frustrazione, Renet conserva comunque l’ottavo posto nella graduatoria generale, staccato di 54 minuti e 45 secondi. Un distacco importante ma non definitivo, soprattutto considerando il chilometraggio ancora da affrontare e la varietà di terreni e condizioni che attendono i piloti nella seconda settimana.
Per la struttura ufficiale Husqvarna il bilancio della prima parte della Dakar resta quindi positivo: un pilota pienamente in corsa per il podio assoluto e un secondo portacolori ancora in top ten, pronti a sfruttare eventuali errori altrui e a capitalizzare la solidità del pacchetto tecnico.
Verso la tappa più lunga e il decisivo giro di boa
Dopo l’arrivo a Oruro, la marcia della Dakar prosegue verso nord, puntando alla zona di La Paz. Per i piloti ufficiali si avvicina il momento cruciale del primo e unico giorno di riposo, previsto domenica nella capitale boliviana. Una pausa fondamentale per recuperare energie, fare il punto sulla prima settimana e definire le strategie per l’attacco finale.
Il riposo sarà anche l’occasione per un intervento di manutenzione più profondo sulle moto, decisivo per affrontare la seconda metà del rally con mezzi al massimo dell’efficienza. Dopo migliaia di chilometri tra sabbia, fango, pioggia e pietre, l’affidabilità diventa un fattore tanto importante quanto la velocità pura.
Prima della pausa, però, il programma mette in calendario uno degli snodi chiave dell’edizione 2017: la sesta tappa del sabato, 786 chilometri totali di cui 527 di speciale cronometrata, la più lunga dell’intero rally. Un autentico banco di prova per resistenza fisica, lucidità nella navigazione e tenuta meccanica. Le caratteristiche del tracciato e il meteo variabile lasciano prevedere una giornata ad alto rischio per classifiche e ambizioni.
In questo scenario, la filosofia in casa Husqvarna sembra chiara: gestione, costanza e reazione rapida agli errori. Quintanilla ha ribadito l’importanza di non farsi condizionare dalle singole giornate storte e di concentrarsi sulla regolarità, consapevole che la Dakar si vince spesso limitando i danni nei giorni difficili. Renet, dal canto suo, punta a ritrovare subito il ritmo e la precisione di inizio gara, lasciandosi alle spalle la tappa di Oruro.
Con molti chilometri ancora da percorrere e condizioni che si annunciano sempre più selettive, la Dakar 2017 entra quindi nella sua fase centrale con Husqvarna saldamente nel vivo della battaglia, pronta a giocarsi le proprie carte fino all’ultimo bivacco.