Abruzzo, via libera al fuoristrada: approvato l’emendamento FMI

Abruzzo, via libera al fuoristrada: approvato l’emendamento FMI

In Abruzzo arriva una svolta importante per gli appassionati di off-road: il Consiglio Regionale ha approvato il PDL n. 304/2016, recependo l’emendamento sostenuto dalla . Una modifica che scongiura il blocco totale alla circolazione dei mezzi fuoristrada su strade bianche e piste, mantenendo aperte le porte a sport e nel rispetto delle regole.

Cosa cambia per l’off-road in Abruzzo

La modifica, nota come emendamento Berardinetti-Sospiri alla legge regionale 3/2014, interviene sulla disciplina della circolazione nei boschi e sui pascoli della regione. Il rischio concreto era quello di un divieto assoluto al transito dei mezzi motorizzati fuoristrada lungo strade bianche, piste e carrarecce, con ricadute pesanti per il movimento motociclistico e per l’indotto turistico legato all’off-road.

Con l’approvazione dell’emendamento, la Regione Abruzzo conferma invece la possibilità di transito su questi percorsi già esistenti, purché si resti all’interno del quadro fissato dal Codice della Strada e dalle norme regionali. Viene così preservata la fruizione delle aree montane e rurali da parte di chi pratica , motoalpinismo e , evitando un irrigidimento normativo che avrebbe di fatto azzerato molte attività.

Il provvedimento arriva a distanza di circa un mese dall’audizione della presso la III Commissione regionale Agricoltura, Sviluppo economico e Attività produttive, nella quale la Federazione aveva illustrato le ricadute sportive ed economiche di un eventuale divieto totale ai mezzi fuoristrada.

I punti chiave della nuova disciplina

Il testo approvato conferma il richiamo al Decreto legislativo 285/1992, il Nuovo Codice della Strada, e introduce una regolamentazione più precisa della circolazione motorizzata in boschi e pascoli. L’obiettivo è limitare l’impatto sui terreni più delicati, ma senza penalizzare il transito sui tracciati storicamente utilizzati.

In sintesi, nei boschi e sui pascoli così come definiti dalla normativa regionale:

  • è vietata la circolazione dei mezzi meccanici motorizzati fuori dalle strade e piste esistenti
  • non è consentita la sosta dei veicoli oltre 3 metri dal ciglio della strada o della pista
  • restano salve le esigenze di pubblica incolumità, come interventi di soccorso o sicurezza
  • sono fatti salvi i casi particolari previsti dai commi 3 e 4 della norma regionale, per i quali è ammessa anche la sosta entro 3 metri dal ciglio di strade comunque carrozzabili

Viene quindi fissato un perimetro chiaro entro cui gli appassionati possono muoversi: sì al fuoristrada lungo tracciati e carrarecce riconoscibili e già presenti sul territorio, no al fuori pista e alla circolazione indiscriminata in aree sensibili. Una scelta che punta a conciliare tutela ambientale e diritto alla pratica sportiva.

Il ruolo della FMI e le prospettive per il turismo in moto

La Federazione Motociclistica Italiana ha avuto un ruolo decisivo nel percorso che ha portato alla modifica della legge. Attraverso il Dipartimento Politiche Istituzionali, coordinato da Tony Mori, la FMI ha portato in Regione le istanze del mondo motociclistico, puntando su un dialogo costante con le istituzioni.

Mori ha sottolineato come questo risultato sia il frutto di un lavoro paziente di confronto con le autorità, con l’obiettivo di consentire all’attività motociclistica di esprimersi nel rispetto delle regole e dei diritti di tutti. Un’impostazione che va oltre il singolo caso abruzzese e che può rappresentare un modello di riferimento anche per altre realtà regionali alle prese con la gestione dell’off-road.

Per l’Abruzzo, la conferma della circolazione regolamentata sulle strade bianche e sulle piste significa poter continuare a valorizzare un patrimonio di percorsi molto apprezzato dagli enduristi e dai mototuristi, italiani e stranieri. Dalle aree montane dell’Appennino alle zone collinari interne, il territorio regionale resta così accessibile agli amanti del fuoristrada, con ricadute positive per strutture ricettive, guide, organizzatori di eventi e attività legate all’accoglienza.

La scommessa, ora, sarà far convivere nel modo più equilibrato possibile gli interessi di chi vive e lavora in montagna, le esigenze di tutela ambientale e il desiderio di chi sceglie la moto per scoprire l’Abruzzo lontano dalle rotte più battute. Una convivenza che passa prima di tutto dal rispetto delle norme e dal senso di responsabilità di chi pratica l’off-road.