Abruzzo, riaprono le 25 strade chiuse alle moto in provincia dell’Aquila
Si avvia verso una soluzione la vicenda delle 25 strade provinciali dell’Aquilano chiuse a moto e bici dopo un grave incidente mortale. Un confronto tra istituzioni locali, Federazione Motociclistica Italiana e industria di settore ha portato a un accordo che prevede la riapertura dei tratti interessati in tempi brevi, accompagnata da interventi strutturali sulla sicurezza.
Riapertura entro quindici giorni e primi lavori sulla rete viaria
L’11 maggio, nella sede della Provincia dell’Aquila, si è tenuto un incontro decisivo tra il presidente Angelo Caruso, il consigliere delegato alla viabilità Gianluca Alfonsi, i rappresentanti della FMI e di Confindustria Ancma. Al centro del tavolo, il provvedimento che a fine aprile aveva chiuso alle due ruote 25 strade provinciali ritenute pericolose.
Dal confronto è arrivata una svolta: la Provincia ha garantito la riapertura delle strade entro quindici giorni lavorativi, man mano che verranno completati gli interventi più urgenti. Le arterie interessate saranno riasfaltate nei tratti critici e dotate di nuova cartellonistica, con limiti di velocità e segnalazioni di pericolo specifiche per chi viaggia su due ruote.
Per gli interventi immediati sono già state sbloccate risorse ad hoc, mentre un fondo di 18 milioni di euro è destinato a lavori più estesi, con rifacimenti integrali dei tratti maggiormente compromessi. L’obiettivo dichiarato è affrontare alla radice le criticità che avevano portato al blocco della circolazione di moto e biciclette.
Dalla protesta al dialogo: il ruolo della FMI e del settore moto
La chiusura delle strade era arrivata dopo un incidente mortale avvenuto tra Barrea e Alfedena, all’interno del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Una misura drastica che aveva suscitato forte preoccupazione tra i motociclisti e gli operatori locali, sia per i risvolti sulla sicurezza, sia per l’impatto sul turismo e sull’economia del territorio.
La Federazione Motociclistica Italiana, attraverso il Comitato Regionale Abruzzo guidato da Elvio Fortuna, ha inizialmente espresso la propria contrarietà al provvedimento, per poi scegliere la via del confronto istituzionale. Un percorso di dialogo seguito quotidianamente dalla presidenza FMI e sfociato nell’incontro di maggio con l’amministrazione provinciale.
Nel confronto è intervenuta anche Confindustria Ancma, rappresentata da Michele Moretti, che ha messo in evidenza con dati alla mano le ricadute negative di una chiusura prolungata delle strade sull’intero comparto moto: dall’industria alle reti commerciali, fino alle realtà dell’indotto turistico legato al mototurismo.
Per la FMI, la vicenda rappresenta un banco di prova importante. Da un lato, la necessità di garantire condizioni di sicurezza adeguate a chi utilizza la moto su strade di montagna spesso usurate e insidiose. Dall’altro, la difesa del diritto alla mobilità e il riconoscimento del ruolo dei motociclisti come risorsa per il territorio, in particolare nelle aree interne e appenniniche.
Verso una collaborazione stabile su sicurezza e turismo moto
Accanto alla decisione sulla riapertura, dall’incontro è emersa la volontà di costruire un rapporto stabile tra Provincia dell’Aquila e FMI Abruzzo. L’ipotesi sul tavolo è quella di una collaborazione strutturata su più livelli, con un piano operativo dedicato alla sicurezza stradale e alla valorizzazione del mototurismo.
Tra le proposte discusse figurano:
- un rapporto collaborativo permanente tra Provincia e FMI Abruzzo
- progetti congiunti di educazione e sicurezza stradale rivolti agli utenti delle due ruote
- un protocollo d’intesa per la gestione delle emergenze legate a viabilità, territorio e ambiente
- la presenza di un rappresentante dei motociclisti in audizione permanente nella Commissione Viabilità provinciale
- azioni mirate di comunicazione per rilanciare l’immagine del territorio presso il pubblico moto
Per il Comitato Regionale FMI Abruzzo, la priorità ora è recuperare il terreno perduto sul fronte dell’attrattività turistica. L’associazione punta su una campagna di comunicazione intensa, soprattutto sui social e sui media specializzati, per rassicurare i motociclisti e riportarli sulle strade panoramiche dell’Aquilano, considerate tra le più suggestive del Centro Italia.
La FMI ha espresso soddisfazione per l’esito del confronto, pur mantenendo alta l’attenzione sul rispetto delle tempistiche annunciate e sulla qualità degli interventi promessi. La riapertura delle 25 strade in condizioni di maggiore sicurezza è il primo passo, ma l’ambizione dichiarata è trasformare una crisi in occasione di crescita, con il motociclista riconosciuto come interlocutore stabile nelle scelte che riguardano la viabilità.