Africa Eco Race 2020, Schlesser svela le novità a Verona

L’Africa Eco Race 2020 si prepara a una dodicesima edizione ricca di novità sportive e organizzative, presentate in anteprima mondiale al Palazzo della Gran Guardia di Verona durante Motor Bike Expo. Jean Louis Schlesser, patron della corsa africana, ha scelto l’Italia per illustrare cambiamenti che toccano format di partenza, regolamenti, categorie e l’anima ecologica e solidale della gara.
Partenza in notturna da Montecarlo e novità di percorso
La prima grande novità riguarda la partenza da Montecarlo, che nel 2020 cambierà volto. Non più lo start domenicale al mattino, ma un avvio spettacolare in notturna sabato 4 gennaio, con un convoglio che sfilerà per le vie del Principato per poi rientrare al punto di partenza. Una scelta condivisa con lo Stars’N’Bars, storico locale monegasco legato al motorsport e ora più coinvolto nella manifestazione.
Per la prima volta saranno le moto ad aprire la sfilata, con i piloti che, rientrati al parco chiuso, potranno assistere dal vivo alla partenza di auto e camion. Schlesser ha sottolineato come questo format permetta ai motociclisti di vivere un momento solitamente loro precluso, creando un’esperienza inedita nel panorama dei rally raid.
Dal punto di vista sportivo, il tracciato sulle tracce di Thierry Sabine manterrà l’ossatura classica, ma con alcuni aggiornamenti. Sono previsti nuovi bivacchi in Marocco e almeno un paio di tappe inedite in Mauritania, mentre il percorso completo porterà i concorrenti da Montecarlo al Lago Rosa, in Senegal, attraversando Marocco e Mauritania dal 5 al 19 gennaio.
Regolamenti, SSV Xtreme Race e il braccio di ferro con la FIA
Schlesser ha annunciato anche l’introduzione della categoria Xtreme Race, dedicata agli SSV, veicoli in forte crescita nel mondo dei rally raid. Per loro è prevista una classifica specifica, un vero e proprio trofeo, e un regolamento più flessibile, pensato per andare incontro alle esigenze di questa tipologia di mezzi.
Il capitolo più delicato riguarda però i rapporti con la FIA. Nel 2020 l’Africa Eco Race dovrebbe inaugurare la Coppa del Mondo FIA Rallyes Tout Terrain, ma l’organizzatore francese ha chiarito che l’adesione non è scontata. Schlesser ha presentato alla Federazione una serie di condizioni che puntano a preservare la natura paritaria della gara, evitando gerarchie tra team ufficiali e privati.
Tra i punti chiave richiesti alla FIA ci sono:
- prioritari davanti solo alla prima tappa, poi ordine di partenza in base ai risultati di giornata per tutti
- regolamenti e trattamenti identici per ogni equipaggio, senza corsie preferenziali
- tutela del clima di convivialità, amicizia e solidarietà che caratterizza la gara
Schlesser ha ribadito di non volere differenze di comportamento verso gli ufficiali o squilibri tra grandi team e privati. Se la FIA non accetterà queste richieste, l’organizzatore è pronto a rinunciare alla validità di Coppa del Mondo pur di non snaturare lo spirito della manifestazione. Una presa di posizione che ha raccolto l’applauso spontaneo dei piloti presenti, molti dei quali conoscono bene il rischio di sentirsi relegati a un ruolo di seconda fascia in altre competizioni internazionali.
Dimensione ECO e impegno solidale, l’Italia al centro
L’anima “ECO” dell’Africa Eco Race è stata al centro di più interventi durante la serata veronese. Schlesser ha ricordato come dieci anni fa la scelta di inserire la parola Eco nel nome della gara fosse stata accolta con scetticismo, in un contesto in cui il legame tra sport motoristico ed ecologia sembrava inconciliabile. Oggi quella visione anticipatrice viene riconosciuta e rafforzata da scelte concrete.
In quest’ottica rientra anche il calendario ridotto delle presentazioni ufficiali – solo Verona e Montecarlo – per limitare spostamenti e impatto ambientale. A livello di impegno sociale, dal 2020 l’organizzazione sarà affiancata dall’associazione Amade Mondiale, fondata nel 1963 dalla Principessa Grace di Monaco e dedicata alla protezione dell’infanzia nel mondo.
Una parte delle quote di iscrizione di piloti, equipaggi di assistenza e di ogni persona coinvolta nella gara, oltre a una percentuale degli introiti degli sponsor, sarà devoluta a questa realtà benefica. Un modo per legare ancora di più la corsa africana a valori di responsabilità e solidarietà, in linea con l’immagine che l’Africa Eco Race ha costruito fin dalla nascita.
La presentazione di Verona ha messo in luce anche il legame speciale tra la gara e l’Italia. Sul palco, accanto a Schlesser, sono intervenuti Franco Picco, referente italiano insieme a Motor Bike Expo, Alessandro Botturi, vincitore dell’edizione 2019, Stefano Rossi, in gara con la sua Nissan Patrol nelle ultime due edizioni, e Paolo Caprioni, noto per il suo impegno con le bicilindriche. Il brindisi finale alla dodicesima edizione ha chiuso una serata che conferma Verona e MBE come una delle vetrine privilegiate per il grande rally africano.



