Africa Eco Race 2020, tappa 9: gli italiani accendono la gara

La nona tappa dell’Africa Eco Race 2020, anello con partenza e arrivo a Tidjikja in Mauritania, ha regalato una delle giornate più intense dell’edizione. Tra navigazione complicata, dune e pietraie, le classifiche restano apertissime a due giorni dal traguardo, con i piloti italiani grandi protagonisti sia tra le moto sia tra le quattro ruote.
Offensiva italiana sulle dune: Lucci vince, Botturi resta in corsa
Il settore selettivo di 415 chilometri attorno a Tidjikja, caratterizzato da fesh fesh, rocce, pietre e lunghi tratti di fuoripista, sembrava l’occasione ideale per l’attacco degli italiani. Al via tra i primi cinque c’erano tre azzurri, con Alessandro Botturi deciso ad allungare sul rivale diretto Pal Anders Ullevalseter e Paolo Lucci pronto a riprendersi il terzo posto nella generale ai danni di Lyndon Poskitt.
La strategia di squadra tra Botturi e Lucci si è però complicata subito: un errore di navigazione nei primissimi chilometri li ha costretti a percorrere circa otto chilometri in più, facendogli perdere minuti preziosi. Per rientrare sul gruppo di testa i due italiani hanno dovuto forzare il ritmo per oltre 250 chilometri, fino al rifornimento, dove i leader si sono nuovamente ritrovati.
Nella seconda parte della speciale l’attacco è ripartito e sembrava poter riuscire, ma una scivolata di Botturi in un tratto sassoso ha complicato i piani. Il bresciano ha perso tempo per riavviare la Yamaha e ha dato via libera a Lucci, invitandolo a proseguire da solo con l’obiettivo di arrivare davanti a Ullevalseter.
Missione compiuta per il toscano, che ha tagliato il traguardo per primo firmando la sua seconda vittoria di tappa su Husqvarna e confermandosi una delle sorprese di questa edizione. Botturi ha chiuso secondo a 2’18, mentre Ullevalseter è riuscito a limitare i danni, cedendo al rivale italiano solo 2’03. Le distanze in classifica generale restano dunque minime e il duello per la vittoria finale è più aperto che mai.
Alle loro spalle ottima prova di Giovanni Gritti, quarto su Honda a 6’56 dal vincitore, davanti a Lyndon Poskitt, staccato di 18’40 dopo aver perso circa dieci minuti per un problema di alimentazione benzina sulla sua KTM nella parte finale. Da segnalare anche la rimonta del giovane Konrad Dabrowski, capace di risalire dalla 41ª posizione di partenza fino al sesto posto di giornata.
In casa italiana, giornata di riscatto per Franco Picco, 13° dopo le difficoltà della tappa precedente. Nella categoria malle moto Motul Xtreme Rider il migliore è stato il francese Amaury Baratin, 17°, seguito dal senegalese Mamadou Bocoum.
Quattro ruote: i Martin allungano, italiani al traguardo
Tra auto, camion e SSV la tappa ha rivoluzionato parzialmente i giochi, soprattutto per via delle penalità. Patrick e Lucas Martin hanno centrato il successo di giornata con il loro buggy Tarek Mercedes, approfittando dei 15 minuti inflitti al camion Scania dell’equipaggio ungherese Miklos Kovacs, Laszlo Acs e Peter Czegledi per un waypoint mancato. Un risultato che consente all’equipaggio francese di consolidare la leadership nella classifica delle quattro ruote.
Nella SSV Extreme Race, terzo posto assoluto di giornata e primo di categoria per il Can-Am di Patrice Etienne e Jean-Pierre Saint Martin. Nonostante un vistoso cappottamento, l’equipaggio francese è riuscito a ripartire e portare il mezzo al traguardo, precedendo un altro Can-Am, quello di Loïc Frebourg e Franck Boulay. Yves e Jean Fromont, gravati anche loro da 15 minuti di penalità, hanno dovuto accontentarsi della quinta posizione.
Bene gli italiani sulle quattro ruote, tutti al traguardo di una speciale definita massacrante ma spettacolare. Stefano Rossi e Alberto Marcon, al volante del loro Nissan Patrol, hanno vissuto una giornata durissima ma sono riusciti a chiudere la prova in serata, intorno alle otto. Decimo posto di tappa per il SSV Yamaha di Gianluca Tassi e Angelo Montico, che confermano solidità e costanza in una delle tappe più complete e varie dal punto di vista del terreno e del paesaggio.
- Buggy Tarek Mercedes di Patrick e Lucas Martin sempre più leader tra le auto
- Penalità di 15 minuti per il camion Scania di Kovacs-Czegledi
- Etienne-Saint Martin primi tra gli SSV nonostante un capottamento
- Frebourg-Boulay secondi SSV su Can-Am
- Fromont penalizzati e relegati alla quinta piazza
- Tutti gli equipaggi italiani al traguardo di Tidjikja
Penultima tappa decisiva e solidarietà in Mauritania
La nona tappa non è stata solo gara. La sosta delle assistenze sullo stesso bivacco ha permesso anche un’importante iniziativa solidale: Jérôme Froissart, presidente dell’associazione monegasca AMADE, attiva nella protezione dell’infanzia, ha distribuito nelle scuole della regione di Tidjikja diverse centinaia di lampade solari acquistate grazie al contributo dei partecipanti alla corsa.
Lo sguardo del rally è però già rivolto alla decima tappa, in programma domani, venerdì 17 gennaio, da Tidjikja a Idini. Si tratta del settore selettivo più lungo dell’intera Africa Eco Race 2020, quasi 500 chilometri in gran parte su sabbia e piste sassose, con poche dune ma tantissima navigazione, protagonista anche nel trasferimento iniziale di 77 chilometri che si svolgerà su pista e non su asfalto.
Con distacchi ridottissimi nelle prime posizioni moto e la leadership auto ancora contendibile, la penultima speciale mauritana si annuncia come una possibile tappa chiave. Gli errori di rotta e la gestione del terreno potrebbero pesare più della pura velocità, in una giornata che molti piloti considerano già decisiva in vista dell’arrivo a Dakar.