27 Febbraio 2026

Africa Eco Race, settima tappa: Botturi accorcia su Cerutti

Africa Eco Race, settima tappa: Botturi accorcia su Cerutti

L’Africa Eco Race entra nel vivo con la prima grande boucle mauritana attorno al bivacco di Chami, una speciale di 453 km disegnata per limitare l’impatto ambientale grazie al percorso ad anello e, allo stesso tempo, destinata a lasciare il segno sulle classifiche. Tra waypoint mancati, errori di navigazione e problemi tecnici, la settima tappa ha rimescolato le carte in tutte le categorie.

La boucle di Chami: 453 km che pesano sulla generale

La speciale del giorno si è sviluppata su un anello con partenza a 20 km dal bivacco di Chami e arrivo posto a soli 500 metri dal campo, per un totale di 453 km cronometrati. La formula a boucle riduce gli spostamenti della carovana e quindi l’impatto sui territori attraversati, ma sul piano sportivo si è rivelata durissima: molti piloti moto hanno mancato uno degli ultimi waypoint, complicando la definizione delle classifiche e chiamando la giuria a un intenso lavoro di verifica.

Moto: Botturi vince e si porta a un minuto da Cerutti

Nella categoria moto si è consumato un nuovo capitolo del duello fra le bicilindriche, ma con un colpo di scena: uno dei tre grandi protagonisti è rimasto attardato. Pol Tarres ha infatti sofferto problemi di scarico sulla sua 700 Ténéré, chiudendo la tappa quasi 13 minuti dopo il compagno di squadra , autore del miglior tempo di giornata.

Botturi ha recuperato due minuti al connazionale Jacopo Cerutti, rallentato nel finale da errori di navigazione e da una caduta, fortunatamente senza conseguenze né per lui né per la sua 660 . Il risultato è una classifica generale più corta che mai: ora Botturi accusa soltanto un minuto di ritardo da Cerutti, e pur dovendo aprire la pista domani può contare su un certo vantaggio psicologico nel confronto diretto con l’amico-rivale.

Alle loro spalle, Alessandro Ruoso ha portato la Yamaha 700 Ténéré in quarta posizione di tappa, davanti alla di Francesco Muratori, primo tra le 450. Tuttavia, l’ordine d’arrivo resta provvisorio: molti piloti hanno ammesso di aver saltato uno degli ultimi waypoint, rendendo estremamente complessa la definizione della classifica definitiva da parte della giuria moto.

Da segnalare anche la prova di Joan Garcia Pedrero, al via con la Harley-Davidson Pan America 1250. Lo spagnolo ha dovuto fare i conti con un problema alla pompa della benzina e ha scelto una strategia prudente, evitando le dune per non aggravare la situazione. Nonostante ciò ha tagliato il traguardo e, pur incassando alcune ore di penalità, resta in gara.

Auto e SSV: quarta vittoria per Loubet-Borsotto con l’Apache

Tra le quattro ruote, la tappa ha confermato lo stato di forma dell’equipaggio Pierre-Louis Loubet – François Borsotto, ancora una volta vincitori con il loro Apache. Per loro si tratta della quarta affermazione di speciale, un risultato che vale anche una risalita di tre posizioni nella generale e che apre la prospettiva concreta di un ingresso in top 3 prima del traguardo finale.

Loubet ha sottolineato quanto il problema del terzo giorno pesi alla luce della competitività dimostrata quando tutto funziona alla perfezione, attribuendo la vittoria odierna in particolare al lavoro di navigazione di Borsotto, decisivo nel tratto conclusivo, reso complicato dal road-book.

Alle loro spalle, l’equipaggio numero 260 ha inflitto quasi 30 minuti al secondo SSV, il Can-Am dei portoghesi Ricardo Sousa e Jorge Brandao, comunque autori di una prova generosa ma insufficiente per restare a contatto con l’Apache vincente. Il duo lusitano ha preceduto di un minuto il Toyota pick-up dei belgi Pascal Feryn e Kurt Keysers, a loro volta tre minuti davanti agli ungheresi Imre Varga e Jozsef Toma, anch’essi su Toyota.

La terza auto di tappa è il Toyota degli olandesi Teun Stam e René Bargerman, mentre il terzo SSV è quello dei portoghesi Rui e Bernardo Oliveira, che consolidano la presenza lusitana nella parte alta della classifica di categoria.

Paulin-Boulanger amministrano, ma imparano in fretta

Per quanto riguarda i leader della corsa, Gautier e Remi Boulanger hanno chiuso la giornata con il loro Apache in settima posizione, a 43 minuti e 20 secondi dal miglior tempo di tappa. Un risultato che conferma la gestione accorta del margine in classifica, ma anche la curva di apprendimento del vicecampione del mondo di , alla sua prima esperienza in un rally-raid al volante.

Paulin ha ammesso al traguardo di aver faticato a gestire il nervosismo a seguito di un errore di navigazione, non essendo abituato, per formazione, a gare dove si possono perdere minuti invece di secondi. Nonostante ciò ha chiuso la speciale con il sorriso, riconoscendo di dover assimilare la diversa filosofia della disciplina rally-raid, basata più sulla gestione che sull’attacco costante.

Camion: Tomecek primo a Chami e terzo nella generale mista

Fra i camion, il più rapido a raggiungere il bivacco di Chami è stato il Tatra di Tomas Tomecek. Il pilota ceco, che guida in solitaria senza navigatori a bordo, ha preceduto di circa otto minuti lo Scania degli olandesi Aad e Michel Van Velsen con Marco Siemons, e di 45 minuti il Ginaf dei belgi Cedric Feryn, Bjon Burgelman e Tom De Leuw.

Gli inconvenienti che hanno colpito diversi protagonisti della parte alta della classifica nella settima tappa hanno consentito a Tomecek di avanzare fino alla terza posizione nella classifica generale provvisoria auto-camion, confermando l’efficacia della sua condotta regolare in una categoria dove affidabilità e gestione del mezzo sono determinanti.

Classica: Toyota BJ73 di Clays-Clays ancora al comando

Nella gara classica, dopo una giornata di riposo, la competizione è ripresa con tre zone di regolarità e 149 km da percorrere, esclusi i tratti di collegamento. Eric e Tom Clays mantengono la leadership con la loro Toyota BJ73 del 1986, continuando a dettare il ritmo tra i veicoli storici.

Alle loro spalle, i connazionali belgi René Declercq e John Demeester restano in scia con il Bombardier Iltis del 1980, mentre il podio provvisorio è completato dall’austriaco Peter Brabeck-Letmathe, affiancato dal francese Jean Michel Gayte, in gara con un Mitsubishi Pajero del 1998.

Prossima tappa: 390 km di sabbia verso Amodjar

Domani, mercoledì 10 gennaio , la carovana dell’Africa Eco Race punterà verso est in direzione del villaggio di Amodjar. In programma una speciale di 390 km completamente su sabbia, un terreno che, unito alle alte temperature mauritane oltre i 30 gradi, rischia di trasformarsi in un ulteriore banco di prova per mezzi e piloti, con la possibilità di nuovi scossoni nelle classifiche di tutte le categorie.