Africa Eco Race, tappa 10: tempesta di sabbia e Botturi all’attacco

Africa Eco Race, tappa 10: tempesta di sabbia e Botturi all’attacco

Il vento di sabbia entra a gamba tesa sulla decima tappa dell’, costringendo l’organizzazione a rivedere in corsa il programma di giornata. Un violento vento sull’altopiano di Amodjar ha infatti sollevato una tempesta di sabbia tale da impedire il decollo degli elicotteri, elemento chiave per la sicurezza e il monitoraggio della gara.

Senza supporto aereo, la direzione ha imposto un trasferimento in convoglio per moto, auto e camion fino al punto di rifornimento, da cui è stato dato il via. La speciale originaria di 387 km è così stata accorciata di 190 km, eliminando l’impegnativa sezione di dune prevista in apertura.

Botturi vince la speciale e riapre il duello con Cerruti

Nella categoria moto, la tensione in casa italiana era alta dopo la penalità di 6 minuti inflitta il giorno precedente ad . Un gap pesante da recuperare su Jacopo Cerruti, dominatore del rally con la sua Aprilia 660 fin dall’inizio dell’Africa Eco Race.

Nonostante ciò, Botturi ha attaccato senza riserve con la Ténéré 700, conquistando la speciale e infliggendo 2 minuti e 26 secondi proprio a Cerruti, secondo di tappa con la bicilindrica di Noale. In termini di classifica generale, il distacco tra i due ora scende a 4 minuti e 38 secondi a favore di Cerruti.

Il margine è ridotto, ma il contesto non gioca a favore di Botturi: domani restano solo 247 km di speciale per tentare il colpaccio, e sarà proprio il bresciano ad aprire la pista, ruolo che rende quasi impossibile recuperare minuti su un avversario diretto. Cerruti, inoltre, potrà contare sull’appoggio del compagno di squadra Francesco Montanari, autore di una rimonta di spessore in questa tappa e terzo al traguardo, potenziale elemento tattico nella giornata decisiva.

Giovani in evidenza e lotta nelle 450

La parte finale del rally sta premiando i giovani interpreti della disciplina. Il francese Attilio Fert chiude quarto con la sua , precedendo la dell’italiano Marco Aurelio Fontana e la KTM dello svizzero Alexandre Vaudan.

Vaudan resta saldo al comando del Challenge Rookie Rider By Acerbis e, complice i problemi di alimentazione di patiti oggi da Giovanni Gritti, passa anche al comando assoluto della classe 450.

Motul Xtreme Rider: Carrillon allunga

Nella categoria Motul Xtreme Rider, riservata ai piloti che corrono senza assistenza, Patrice Carrillon si conferma riferimento assoluto. Il francese si impone nuovamente e, dopo questa tappa (indicata come undicesima nel conteggio di categoria), occupa ora la 13esima posizione assoluta.

Il suo vantaggio in classifica sui malles moto è consistente: oltre 2 ore su Antoine Detourbet, connazionale e diretto inseguitore nella graduatoria dedicata a chi affronta il rally con il minimo supporto logistico.

Quattro ruote: Paulin sempre più padrone

Tra le auto e i side-by-side, continua il momento magico di Gautier Paulin e Rémi Boulanger, ancora una volta al comando con il loro Apache. L’equipaggio francese precede di 26 secondi il Can-Am dei portoghesi Ricardo Sousa e Jorge Brandao.

Alla vigilia dell’arrivo, Paulin, leggenda del mondiale al debutto in un , vanta ormai un margine di quasi 4 ore sul Toyota Hilux dei belgi Pascal Feryn e compagni, terzi nella tappa odierna.

Nonostante il vantaggio rassicurante, il francese mantiene un approccio prudente, ricordando come nel cross-country rally nulla sia deciso finché non cade la bandiera a scacchi e che l’obiettivo è consolidare, senza rischi inutili, la leadership conquistata.

Camion: Van Velsen in rimonta, Tomecek gestisce

Nella categoria camion, giornata di riscatto per l’equipaggio olandese composto da Aad Van Velsen, Michel Van Velsen e Marco Siemons. Dopo l’incidente del giorno precedente, con lo Scania rovesciato nelle dune e una lunga notte di lavoro per rimetterlo in sesto, il team chiude oggi con un convincente 9° posto assoluto.

Il loro camion precede al traguardo il Tatra di Tomas Tomecek e il Ginaf dei belgi Cedric Feryn, Bjorn Burgelman e Tom De Leeuw. In classifica generale, salvo colpi di scena, la vittoria sembra ormai nelle mani di Tomecek, forte di oltre 2 ore di vantaggio sui diretti inseguitori.

Classic: Claeys al comando, ultima ZR decisiva

Nella gara Classic, dedicata alla regolarità, la decima tappa proponeva un’unica Zona di Regolarità (ZR) di 59 km. Qui hanno primeggiato Andres Brabeck-Lemathe e Laurent Magat, che hanno chiuso a soli 10 secondi dal tempo ideale, prestazione di assoluto rilievo sulla distanza.

In classifica generale, restano però al comando i belgi Eric e Tom Claeys con il loro Toyota BJ73. Domani, però, il verdetto finale passerà da due ulteriori ZR di 59 e 150 km. Proprio quest’ultima, dalla lunghezza insolita per la specialità, potrebbe trasformarsi nel vero giudice della prima edizione della Classic all’interno dell’Africa Eco Race.

Verso l’ultima speciale e l’arrivo in Senegal

Come da tradizione dell’Africa Eco Race, il sabato conclusivo comprende l’ultima tappa con settore cronometrato. I 247 km di speciale rappresentano l’ultima occasione per chi vuole tentare un colpo di reni in classifica o chiudere il rally con una prestazione di prestigio, prima dell’arrivo fissato non lontano da Nouakchott.

Dopo il cronometro, ai piloti e agli equipaggi classificati resterà solo una lunga liaison di 255 km verso il bivacco nei pressi di Saint Louis, in Senegal. Qui i finishers ritroveranno amici, familiari e partner arrivati per accoglierli al termine di una delle avventure più dure e affascinanti del panorama rally raid africano.