2 Marzo 2026

ANCMA e FMI contro il nuovo stop al fuoristrada

ANCMA e FMI contro il nuovo stop al fuoristrada

Confindustria ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo ) e () intervengono con decisione contro i contenuti del Decreto 28 ottobre, pubblicato in Gazzetta ufficiale lo scorso 1° dicembre, che introduce il divieto di transito ordinario sulla viabilità forestale e silvo-pastorale.

Il decreto che mette a rischio l’off-road

Il provvedimento normativo, così come formulato, vieterebbe l’accesso alla viabilità destinata alla gestione forestale e silvo-pastorale, con ricadute dirette sulla pratica del fuoristrada amatoriale e sportivo, oltre che sulle attività economiche collegate.

La presa di posizione di ANCMA e FMI arriva al termine di un anno simbolico per l’off-road tricolore, segnato dal successo dei piloti italiani nella Sei Giorni di , la più importante manifestazione internazionale della disciplina, ospitata sulle colline dell’Oltrepò pavese.

Un settore economico strategico

Dietro alla pratica del fuoristrada non c’è solo passione sportiva, ma un comparto industriale e associativo di primo piano. L’industria delle due ruote in Italia genera un valore complessivo superiore ai 7 miliardi di euro e occupa, lungo l’intera filiera, più di 100mila addetti.

A questo si affianca il mondo sportivo organizzato dalla Federazione Motociclistica Italiana, che conta oltre 117mila tesserati e una rete capillare di 1760 Moto Club distribuiti su tutto il territorio nazionale.

Le criticità evidenziate da ANCMA e FMI

Le due realtà contestano duramente l’impianto del decreto, definendolo una norma miope, in grado di produrre conseguenze rilevanti su più fronti.

  • Danno economico al : il divieto rischia di colpire il business delle moto off-road e l’intera filiera delle due ruote, dagli OEM alla rete di vendita e assistenza.
  • Impatto su sport e tempo libero: verrebbero penalizzate le attività ludiche e sportive legate al fuoristrada, con riflessi sull’organizzazione di eventi e manifestazioni.
  • Turismo e accoglienza: le limitazioni di accesso alla viabilità forestale e silvo-pastorale si ripercuoterebbero sulle economie locali che vivono anche del turismo motociclistico off-road.

ANCMA e FMI richiamano inoltre possibili profili di incostituzionalità, sottolineando come manchi un adeguato bilanciamento tra la tutela del territorio e altri diritti fondamentali garantiti dalla Costituzione, tra cui:

  • la libera circolazione delle persone;
  • la libertà di iniziativa economica privata;
  • il diritto a svolgere attività sportiva e ricreativa.

Dialogo aperto con il Governo

In attesa di valutare ulteriori iniziative, ANCMA e FMI hanno avviato un confronto con l’Esecutivo per ottenere chiarimenti e promuovere una correzione delle disposizioni contenute nel Decreto 28 ottobre.

L’obiettivo condiviso è arrivare a una revisione del testo che salvaguardi la pratica del fuoristrada e il suo indotto economico, garantendo al contempo la tutela del patrimonio ambientale e la corretta gestione delle aree boschive e silvo-pastorali.