10 Febbraio 2026

Autodromi italiani, al via il maxi studio FMI sul rumore in pista

Autodromi italiani, al via il maxi studio FMI sul rumore in pista

La avvia una vasta campagna di indagini acustiche nei principali autodromi del Paese, con l’obiettivo di valutare l’impatto sonoro delle attività in pista e definire strumenti concreti per una gestione più sostenibile del rumore. Un passaggio chiave per il futuro delle competizioni e per il dialogo con i territori che ospitano gli impianti.

Un piano di monitoraggio senza precedenti

Il progetto prende il via dal Round 1 del Campionato Italiano Velocità a , in programma dal 29 al 31 marzo , e proseguirà nella primavera con analoghe campagne sui tracciati del Mugello, e Imola. Si tratta di quattro autodromi di riferimento per il motociclismo nazionale, scelti per offrire un quadro rappresentativo delle diverse realtà italiane.

La Commissione Ambiente ha elaborato un protocollo di indagine strutturato, coinvolgendo i propri tecnici, i fonometristi federali, gli esperti del Comitato Velocità e tre aziende specializzate in misurazioni fonometriche. A supporto scientifico intervengono anche gli specialisti di ISPRA, l’Istituto Superiore per la Ricerca e Protezione Ambientale, nell’ambito dell’accordo di collaborazione in essere con la Federazione.

Per estensione, metodo e dotazione tecnica, la FMI presenta questa campagna come la più ampia e approfondita mai condotta in Italia sul rumore generato dalle piste di velocità. Uno step che aggiorna e supera le indagini realizzate oltre vent’anni fa dall’allora A.N.P.A., alla luce delle evoluzioni tecnologiche delle moto e delle nuove sensibilità ambientali.

Cosa viene misurato e come

Il protocollo di monitoraggio acustico prevede una serie di rilevazioni coordinate, pensate per restituire una fotografia completa delle emissioni sonore in pista e nell’area circostante. L’obiettivo non è solo quantificare il rumore, ma comprenderne l’origine, la distribuzione lungo il tracciato e gli effetti sul territorio limitrofo agli autodromi.

  • Rilievi continui tramite centraline fisse installate nell’intorno degli impianti, per monitorare il livello di rumore percepito all’esterno delle piste.
  • Misurazioni fonometriche statiche sulle moto partecipanti, secondo quanto previsto dal regolamento federale, per verificare i limiti e l’omogeneità del parco mezzi.
  • Rilevazioni dinamiche su noise trap posizionate in punti specifici del tracciato, così da valutare il rumore prodotto in accelerazione, frenata e pieno carico.
  • Analisi di dettaglio delle emissioni della singola moto con tecnica beam forming, utile a individuare con precisione le sorgenti principali e le loro caratteristiche.

L’integrazione di queste misure permette di correlare i dati delle singole moto con l’effetto complessivo sul contesto ambientale. In questo modo sarà possibile distinguere il contributo delle diverse fasi di utilizzo della pista e valutare in modo scientifico eventuali interventi su regolamenti, impianti o configurazioni dei tracciati.

Impatto sui regolamenti e sul futuro delle piste

La grande mole di dati che verrà raccolta rappresenterà una base di lavoro strategica sia per la FMI sia per gestori degli autodromi e istituzioni. I risultati saranno infatti utilizzati per analizzare l’impatto reale delle moto da velocità e per impostare politiche di gestione del rumore più efficaci e condivise.

Secondo la Federazione, questa campagna consentirà di fare il punto sullo stato attuale delle emissioni acustiche in relazione alla tecnologia delle moto moderne e al modo in cui vengono utilizzati gli impianti. L’analisi punterà a individuare soluzioni praticabili che tengano insieme le esigenze sportive, quelle dei gestori e la tutela della qualità della vita delle comunità locali.

Gli esiti delle indagini potranno riflettersi sulle norme tecniche e sui limiti fissati dai regolamenti federali, oltre che contribuire all’aggiornamento della normativa nazionale riguardante il rumore delle piste di velocità. Per il mondo del motorsport, si tratta di un passaggio cruciale per continuare a correre conciliando spettacolo, performance e attenzione all’ambiente.