27 Febbraio 2026

BMW Motorrad rafforza il ruolo nel Connected Motorcycle Consortium

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consolida il proprio impegno nella sicurezza su due ruote aderendo alla nuova fase del Connected Motorcycle Consortium, denominata CMC NEXT. L’iniziativa punta a sviluppare sistemi di connettività V2X e soluzioni basate su sensori per rendere la guida motociclistica più sicura in un contesto di mobilità sempre più connessa.

CMC NEXT, nuova fase per la sicurezza connessa

Il Connected Motorcycle Consortium è un’iniziativa interprofessionale nata nel 2016 con l’obiettivo di migliorare la sicurezza motociclistica attraverso la cooperazione tra costruttori e fornitori di tecnologie. Motorrad, tra i membri fondatori, conferma ora la propria partecipazione alla nuova fase di lavoro CMC NEXT, estendendo il campo di sviluppo a sistemi ancora più integrati.

Nel dicembre 2020 i principali costruttori coinvolti hanno deciso di proseguire la collaborazione oltre il per preservare e rafforzare il ruolo delle moto nella mobilità del futuro. Oltre a BMW Motorrad, partecipano Motor, , Motor, Motor Corporation e Design, che hanno espresso la volontà di sostenere congiuntamente questa evoluzione del consorzio.

CMC NEXT amplia l’approccio tradizionale: non si limita alla sola connettività tra veicoli, ma considera la moto come un sistema complesso, da analizzare nella sua interezza attraverso gli ADAS, i sistemi avanzati di assistenza alla guida. L’obiettivo è creare una sinergia tra sensori di bordo e comunicazioni V2X, così da prevenire situazioni critiche e fornire al motociclista informazioni utili in tempo reale.

Dal V2X agli ADAS: verso una moto sempre più intelligente

Negli ultimi decenni BMW Motorrad ha introdotto numerose tecnologie di sicurezza attiva, dall’ABS al controllo di trazione dinamico fino al cruise control adattivo con radar, contribuendo a elevare gli standard del settore. All’interno del Connected Motorcycle Consortium, questa esperienza viene messa a sistema con quella degli altri costruttori per definire soluzioni condivise e interoperabili.

Il lavoro si concentra in particolare sui sistemi V2X, che consentono al veicolo di comunicare con altre moto, auto e infrastrutture stradali. La connettività è affiancata da una crescente dotazione di sensori a bordo – radar, telecamere e altri dispositivi – utilizzati dai sistemi ADAS per rilevare ostacoli, veicoli in avvicinamento e potenziali pericoli.

Questa integrazione tra sensori e V2X è centrale per la sicurezza motociclistica connessa. L’obiettivo non è sostituire il controllo del pilota, ma fornirgli supporto nelle situazioni critiche, migliorando la percezione dell’ambiente circostante e riducendo il rischio di incidenti causati da errori di valutazione o da scarsa visibilità reciproca tra veicoli.

In questo quadro, i membri del CMC considerano la sicurezza come priorità strategica e puntano a una roadmap comune che consenta di introdurre gradualmente sul soluzioni compatibili tra marchi diversi. La cooperazione tra costruttori diventa quindi un passaggio chiave per evitare sistemi chiusi e frammentati, che ridurrebbero l’efficacia delle tecnologie di comunicazione tra veicoli.

La CMC Basic Specification come riferimento comune

Fin dalla sua costituzione, il Connected Motorcycle Consortium ha lavorato alla definizione di una specifica di base per i sistemi V2X applicati alle moto. Questo lavoro ha portato alla CMC Basic Specification, presentata l’11 dicembre 2020, che rappresenta una pietra miliare nella definizione delle funzioni minime che i sistemi di connettività per motocicli dovrebbero garantire.

La Basic Specification non è un prodotto finito, ma una base tecnica condivisa sulla quale i costruttori possono sviluppare le proprie soluzioni, mantenendo però un linguaggio comune e requisiti coerenti. Su questa piattaforma, CMC NEXT si propone di compiere il passo successivo: identificare ulteriori requisiti funzionali essenziali, in vista di un processo di standardizzazione più ampio che coinvolga anche gli organismi normativi.

Per i motociclisti, la prospettiva è quella di un’evoluzione graduale verso veicoli sempre più connessi, capaci di dialogare tra loro e con l’infrastruttura stradale. I possibili campi di applicazione includono, tra gli altri:

  • avvisi di veicoli in avvicinamento in punti ciechi o incroci
  • segnalazioni preventive di frenate improvvise o rallentamenti
  • informazioni dinamiche sulle condizioni della strada
  • supporto agli ADAS nella valutazione dei rischi
  • maggiore visibilità delle moto per gli altri utenti della strada

Per BMW Motorrad, che già adotta soluzioni come ABS, DTC e cruise control adattivo, l’impegno nel Connected Motorcycle Consortium rappresenta la prosecuzione di un percorso orientato alla sicurezza attiva. La collaborazione con gli altri costruttori consentirà di accelerare lo sviluppo di standard comuni, condizione necessaria perché i sistemi di sicurezza connessa possano esprimere appieno il proprio potenziale su scala globale.

Il lavoro del CMC in ambito di sicurezza motociclistica connessa si inserisce così in una trasformazione più ampia della mobilità, in cui l’interazione tra veicoli e infrastrutture diventa elemento centrale. La sfida è mantenere intatto il carattere della guida su due ruote, aumentandone al contempo la sicurezza attraverso tecnologie condivise e compatibili tra tutti i principali attori del settore.