9 Febbraio 2026

Engines Engineering presenta MINA, la DesertX da rally africani

Engines Engineering presenta MINA, la DesertX da rally africani

Engines Engineering porterà a MINA, una moto nata come esemplare unico ma già pensata come base per un kit di trasformazione e come serie di moto da competizione replica pronte per la commercializzazione. Il progetto rappresenta una nuova sfida in chiave africana per l’azienda fondata da Alberto Strazzari, da anni partner tecnico di numerose Case motociclistiche italiane e internazionali.

Dal concept al prototipo funzionante

MINA è l’evoluzione di una DesertX preparata per i rally. Il concept, sviluppato in collaborazione con il team Kapriony, aveva debuttato al Salone di Milano 2022 riscuotendo grande interesse. Da allora lo sviluppo non si è fermato fino alla realizzazione di una moto perfettamente funzionante, pronta per affrontare le competizioni.

La moto parteciperà alla prossima edizione dell’Africa Eco Race, la maratona africana che attraversa Marocco, Mauritania e Senegal fino al traguardo di . Un banco prova estremo per mettere alla frusta tutte le soluzioni tecniche adottate da Engines Engineering.

Ciclistica rivista per i rally africani

La preparazione per una gara-marathon come l’Africa Eco Race ha richiesto un intervento profondo su tutti gli aspetti fondamentali della ciclistica. Le sospensioni sono state completamente riprogettate, con componenti integralmente regolabili e corsa maggiorata a 300 mm sia all’anteriore sia al posteriore, per affrontare al meglio dune, pietraie e piste veloci.

Particolarmente interessante il nuovo forcellone, ricavato dal pieno e progettato attraverso analisi FEM e ottimizzatori avanzati. L’obiettivo è stato ridurre al massimo il peso senza sacrificare la rigidezza strutturale, elemento chiave nella guida fuoristrada ad alta velocità.

L’impianto frenante, nato per l’uso su asfalto nella configurazione originale della DesertX, è stato adattato ai fondi sabbiosi e sterrati. Al posto dei due dischi anteriori è ora presente un solo disco, soluzione tipica delle moto da rally, per migliorare modulabilità, robustezza e gestione sulle superfici a bassa aderenza.

Le ruote sono state equipaggiate con mozzi speciali ricavati dal pieno e pneumatici specifici per il raid africano, nelle seguenti misure:

  • 90/90-21 M/C all’anteriore
  • 140/80-18 M/C 70R al posteriore

Ergonomia da lunga distanza

I test sul campo hanno portato a un’importante revisione dell’ergonomia. Per facilitare i movimenti in piedi sulle pedane e il controllo nei tratti più impegnativi, il manubrio è stato avanzato, mentre l’area sella-serbatoio è stata rastremata, così da permettere al pilota di spostarsi più agilmente in ogni fase di guida.

Completamente ridisegnato anche l’impianto , un elemento cruciale nelle gare in cui l’autonomia fa la differenza. MINA adotta:

  • due serbatoi anteriori
  • un serbatoio posteriore che funge anche da telaietto portante

La capacità complessiva di 38 litri consente di affrontare lunghe tappe nel deserto riducendo al minimo le soste per il rifornimento e distribuendo meglio i pesi sulla moto.

Elettronica dedicata al deserto

Engines Engineering è intervenuta anche sulla gestione elettronica del motore. MINA adotta una centralina sviluppata internamente, con calibrazione specifica per l’uso nel deserto e tre mappe motore selezionabili in base al tipo di fondo e alle condizioni del percorso.

Il sistema introduce inoltre una funzione di Recovery Mode, pensata per permettere al pilota di concludere la tappa anche in presenza di problemi tecnici, un aspetto fondamentale nelle gare africane dove l’assistenza è limitata e la capacità di arrivare al bivacco può fare la differenza tra restare in gara o ritirarsi.

Con MINA, Engines Engineering e il team Kapriony portano in gara una DesertX profondamente trasformata, pensata per resistere alle insidie dell’Africa Eco Race e destinata a diventare, in futuro, un kit di trasformazione e una vera replica da competizione per gli appassionati di rally-raid.