FMI e Case costruttrici a confronto sul futuro dell’Enduro italiano

Un tavolo di lavoro dedicato al presente e al futuro dell’ italiano. A Bologna la ha incontrato i rappresentanti delle principali Case impegnate nei Campionati Italiani di specialità, con l’obiettivo di condividere numeri, progetti e priorità strategiche per la stagione 2018 e per il medio periodo.

Un tavolo con FMI, promoter e principali costruttori

L’incontro si è svolto presso la sede del Comitato Regionale Emilia Romagna, alla presenza del presidente federale Giovanni Copioli. Accanto a lui, il coordinatore del Comitato FMI Franco Gualdi, il membro del Comitato Domenico Bignami e i responsabili di Maxim, Tony e Monica Mori, promoter dei Campionati Italiani Enduro.

Al tavolo erano rappresentati tutti i principali marchi protagonisti del fuoristrada tricolore: , RedMoto, , , TM e . Una fotografia completa del panorama industriale che ruota attorno alle competizioni federali, chiamata a confrontarsi direttamente con la FMI su licenze, format dei campionati e quadro normativo.

Il clima di lavoro è stato descritto come improntato alla massima collaborazione, con un confronto aperto su criticità e margini di miglioramento del movimento enduristico nazionale. L’obiettivo condiviso è rafforzare un settore che, nonostante le difficoltà generali dello motoristico, mostra segnali di solidità nella partecipazione.

Licenze semplificate e analisi dei numeri dal 2009 a oggi

In apertura, Copioli ha illustrato alle Case il progetto di semplificazione del sistema licenze FMI per il triennio 2018-2020. La Federazione punta a procedure più snelle e a un accesso meno burocratico all’attività agonistica, nell’ottica di agevolare piloti, team e strutture coinvolte nei campionati.

La discussione si è poi concentrata sui numeri. Sono state analizzate le statistiche delle iscrizioni ai Campionati Italiani Enduro dal 2009 al 2017, affiancate dai dati dei Campionati Regionali 2016 e 2017. Dal quadro emerso, la partecipazione risulta complessivamente stabile, con alcune categorie in crescita.

Questo elemento è stato letto dalle parti come un segnale di tenuta del settore, che conferma il ruolo centrale dell’Enduro nel panorama fuoristrada. Sulla base delle statistiche presentate, i rappresentanti delle Case hanno avanzato proposte operative in vista della stesura dei calendari 2018, con l’intento di ottimizzare la distribuzione delle prove, migliorare la logistica delle trasferte e valorizzare le aree con maggiore presenza di praticanti.

La condivisione dei dati ha permesso anche di riflettere sul rapporto tra attività nazionale e regionale, evidenziando come i campionati territoriali rappresentino un bacino fondamentale di crescita per nuovi piloti e squadre, oltre che un osservatorio privilegiato per cogliere le tendenze della disciplina.

Ambiente, territorio e pianificazione strategica

Nella parte conclusiva dell’incontro, il presidente Copioli ha aggiornato i costruttori sulle più recenti iniziative in ambito ambientale. In particolare è stato sottolineato il valore del Protocollo di Intesa siglato con l’Arma dei Carabinieri, strumento che mira a regolamentare e tutelare la pratica del fuoristrada nel rispetto del territorio e delle normative vigenti.

La collaborazione con le istituzioni viene considerata cruciale per garantire continuità alle competizioni e all’attività sportiva, riducendo i conflitti con altri utenti del territorio e rafforzando l’immagine di un Enduro sempre più attento alla sostenibilità.

Secondo Copioli, le competizioni restano il motore del movimento, ma da sole non bastano. Sono indispensabili momenti strutturati di confronto con tutti i protagonisti, a partire dalle Case impegnate nei campionati, per costruire una pianificazione strategica efficace. L’incontro di Bologna va in questa direzione, ponendo le basi per un lavoro congiunto su più fronti: crescita dei numeri, semplificazione regolamentare, dialogo con le istituzioni e valorizzazione di un settore che continua a rappresentare uno dei pilastri del motociclismo italiano.

L’impegno condiviso tra Federazione, promoter e costruttori lascia intravedere un percorso di sviluppo che guarda oltre la singola stagione agonistica, con l’ambizione di consolidare nel tempo la centralità dell’Enduro all’interno del panorama sportivo nazionale.