9 Febbraio 2026

Guard rail, via libera alla terza fascia salva motociclisti

Guard rail, via libera alla terza fascia salva motociclisti

La Commissione Trasporti della Camera ha approvato un emendamento che introduce linee guida precise per le infrastrutture stradali e apre alla diffusione della cosiddetta terza fascia sui guard rail, il dispositivo salva motociclisti pensato per ridurre la gravità degli impatti in caso di caduta.

Verso un decreto dedicato alle infrastrutture stradali

L’emendamento, approvato in Commissione, delega il Governo a intervenire con un decreto legislativo specifico sulle infrastrutture stradali. Nel nuovo provvedimento dovranno essere inserite indicazioni puntuali sulla terza fascia dei guard rail, ovvero l’elemento inferiore che impedisce il contatto diretto del motociclista con i paletti di sostegno delle barriere.

Si tratta di un passaggio considerato strategico per la sicurezza di chi viaggia su due ruote, che arriva dopo anni di richieste avanzate dalle associazioni di categoria e di confronto tecnico con le istituzioni.

Il lavoro politico dietro l’emendamento

Il testo approvato in Commissione raggruppa diversi emendamenti. Il primo è stato firmato dagli onorevoli Pretto, Marchetti, Dara e Furgiuele, promosso dall’Intergruppo per la mobilità motociclistica. A questo si sono aggiunti gli emendamenti a firma Ghirra, Faraone, Iaria, Barbagallo, Morassut, Ghio, Bakkali e Casu.

La (), che da anni lavora insieme ad ANCMA per richiamare l’attenzione sulla vulnerabilità dei motociclisti in caso di urto contro i guard rail tradizionali, ha espresso la propria gratitudine ai parlamentari che hanno sostenuto il provvedimento, riconoscendo la sensibilità dimostrata verso un tema centrale per il mondo delle moto.

Il tavolo tecnico al Ministero dei Trasporti

Parallelamente al percorso parlamentare, il Ministero dei Trasporti ha già avviato un tavolo di confronto con esperti del settore, tra cui la stessa FMI. L’obiettivo è intervenire sul decreto Toninelli attualmente in vigore, aggiornandone i contenuti per renderli più facilmente applicabili dalle amministrazioni pubbliche.

In pratica, si vuole semplificare e incentivare l’adozione di barriere stradali più sicure per i motociclisti da parte di comuni e altri gestori delle strade, favorendo l’installazione diffusa dei dispositivi salva motociclisti lungo la rete viaria.

Le parole del presidente FMI Copioli

Sulla novità è intervenuto il presidente della FMI, Giovanni Copioli, che ha sottolineato come questo passaggio si inserisca in un percorso più ampio di riconoscimento delle esigenze dei motociclisti.

Giovanni Copioli ha evidenziato che:

  • i motociclisti sono stati finalmente riconosciuti come utenti vulnerabili;
  • è arrivato il via libera alla circolazione in autostrada per i 125 cc;
  • ora si aggiunge l’apposizione del dispositivo salva motociclisti sui guard rail.

Copioli ha espresso gratitudine verso l’Intergruppo per il sostegno alla mobilità del motociclista e verso tutti i deputati che hanno appoggiato l’emendamento.

Il percorso del nuovo Codice della strada

Al momento l’approvazione della terza fascia salva motociclisti è avvenuta in sede di Commissione alla Camera. Il disegno di legge di riforma del Codice della strada (AC. 1435) è atteso in Aula a Montecitorio nel mese di marzo, per poi proseguire il suo iter al Senato.

Solo con il via libera definitivo del Parlamento e l’emanazione del successivo decreto legislativo dedicato alle infrastrutture stradali, le nuove linee guida sui guard rail potranno tradursi in prescrizioni operative per enti locali e gestori delle strade, con un impatto concreto sulla sicurezza di chi guida una moto.