9 Febbraio 2026

Il CONI premia Michele Oberburger, talento del trial e simbolo di inclusione

Il CONI premia Michele Oberburger, talento del trial e simbolo di inclusione

Un giovane pilota di viene riconosciuto come esempio di sport e di vita ai massimi livelli istituzionali. Michele Oberburger, 17 anni, è stato premiato a Roma dal CONI per il suo percorso agonistico e umano, diventando un simbolo di inclusione nel motociclismo italiano.

Il riconoscimento del CONI al giovane pilota

Nella riunione della Giunta Nazionale del CONI del 17 giugno , alla presenza del presidente Giovanni Malagò, del sottosegretario allo Sport Valentina Vezzali, del presidente del CIP Luca Pancalli e del presidente Giovanni Copioli, sono state consegnate alcune onorificenze speciali. Tra queste spicca quella attribuita a Michele Vincenzo Oberburger, pilota di trial impegnato nei campionati nazionali.

Al giovane trentino è stata consegnata una targa con una dedica che sintetizza il senso del premio: il CONI lo ringrazia come campione nello sport e nella vita. A consegnare il riconoscimento sono stati lo stesso Malagò e Copioli, a testimonianza del valore che il movimento sportivo nazionale attribuisce alla sua storia.

Oberburger, classe 2004, è uno dei prospetti più interessanti del trial italiano. Nonostante la giovane età, ha già raccolto piazzamenti di rilievo nelle competizioni nazionali, confrontandosi alla pari con i coetanei sulle stesse zone di gara. La sua presenza in Giunta CONI rappresenta un segnale forte di attenzione verso il motociclismo fuoristrada e, in particolare, verso una disciplina tecnica e selettiva come il trial.

Trial e autismo: quando la moto diventa inclusione

Michele è affetto da autismo, ma questo non gli ha impedito di trovare nel trial uno spazio di piena espressione personale e sportiva. Accompagnato dal padre Roberto, ha ricevuto il premio sottolineando proprio il ruolo decisivo della moto nel suo percorso. Il genitore ha evidenziato come il trial abbia garantito al figlio una reale inclusione sociale, permettendogli di vivere la competizione senza barriere.

In gara, Michele affronta le stesse sezioni tecniche dei suoi avversari, seguendo identici tracciati e regolamenti. Il suo stile di guida e la capacità di controllare la moto gli hanno permesso di emergere non solo come caso umano, ma come pilota a tutti gli effetti, capace di mettere in mostra doti considerate da addetti ai lavori e dirigenti federali di ottimo livello.

Nelle parole del presidente CONI Giovanni Malagò si ritrova il significato profondo del premio: equilibrio e forza di volontà, requisiti fondamentali nel trial, vengono letti come valori che valgono in pista e nella vita. Il riconoscimento a Michele diventa così anche un messaggio sul potere dello sport di superare le difficoltà personali e di proporre modelli positivi alle nuove generazioni.

Lo stesso presidente FMI Giovanni Copioli ha sottolineato come Oberburger rappresenti un esempio per tanti ragazzi, dentro e fuori dal motociclismo. Vederlo in azione tra le zone e sugli ostacoli naturali è descritto come uno spettacolo, frutto di impegno costante e di una crescita sportiva che lo ha portato a risultati concreti nei campionati tricolori.

Il ruolo della FMI tra sviluppo sportivo ed e-sport

La giornata romana non ha riguardato solo il premio a Michele Oberburger, ma ha segnato anche un passaggio istituzionale per la . Durante la stessa riunione, Giovanni Copioli, già membro della Giunta Nazionale del CONI, è stato nominato presidente della Commissione di Lavoro E-Sports dell’ente olimpico.

Questa nomina apre una prospettiva ulteriore per il motociclismo tricolore, chiamato a presidiare con competenza il fronte degli sport elettronici. Un ambito in cui la passione per le due ruote può trovare nuove forme di espressione digitale, parallele all’attività su pista e fuoristrada. La guida di Copioli in questa Commissione indica la volontà del CONI di strutturare meglio il dialogo tra sport tradizionale ed e-sport, un territorio sempre più rilevante per le nuove generazioni.

In questo quadro, la storia di Michele Oberburger assume un significato ancora più attuale: da un lato il motociclismo vissuto sul campo, tra moto, zone e trasferimenti; dall’altro un sistema sportivo che guarda al futuro anche attraverso le piattaforme virtuali. In mezzo, i valori comuni di impegno, rispetto e inclusione che hanno portato un giovanissimo pilota di trial a essere celebrato come campione nello sport e nella vita.