“Io…non me la bevo!”: la FMI porta l’educazione stradale nelle scuole

La sicurezza stradale entra in classe con il progetto Io…non me la bevo!, iniziativa dedicata agli studenti delle scuole superiori per sensibilizzare sui rischi legati a alcol, droghe e guida. Il percorso, promosso dalla Federazione Motociclistica Italiana insieme a Observo Onlus e al Liceo Scientifico Labriola, arriva al suo appuntamento conclusivo a Roma con il coinvolgimento diretto di campioni del motociclismo.
L’evento finale al Liceo Kennedy di Roma
L’incontro conclusivo del progetto è in programma a Roma, lunedì 28 gennaio, alle ore 10.00, presso il Liceo Scientifico J.F. Kennedy, nella sede di Lungotevere Farnesina 11 (edificio Tavani Arquati). A rappresentare la Federazione Motociclistica Italiana sarà il presidente Giovanni Copioli, affiancato da alcuni protagonisti del motociclismo mondiale.
All’appuntamento parteciperanno infatti i campioni del mondo di Enduro Matteo Cavallo, Davide Soreca e Andrea Verona, chiamati a portare la propria esperienza diretta di sportivi professionisti, abituati a confrontarsi ogni giorno con velocità, rischio e responsabilità. La loro presenza punta a rendere il messaggio più vicino al linguaggio dei ragazzi, collegando il tema della sicurezza a figure di riferimento autorevoli e riconosciute.
Io…non me la bevo!: obiettivi e metodo del progetto
Io…non me la bevo! è un percorso pensato per gli istituti secondari di secondo grado che mette al centro il rapporto tra giovani, sostanze e guida. L’obiettivo è far comprendere in modo chiaro e concreto le conseguenze dell’uso di alcol e droghe quando ci si mette al volante o in sella, promuovendo una cultura della prevenzione prima ancora che della sanzione.
L’iniziativa è patrocinata dal Dipartimento per le Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri, a conferma del rilievo istituzionale del progetto. Il format prevede un’alternanza tra momenti teorici e prove pratiche, con lezioni interattive pensate per coinvolgere attivamente gli studenti anziché limitarli al ruolo di semplici ascoltatori.
Tra i temi affrontati nelle attività in classe e nei laboratori figurano:
- gli effetti di alcol e droghe sui tempi di reazione e sulla capacità di guida
- la differenza tra sicurezza attiva e passiva e il ruolo dei dispositivi di protezione
- l’importanza di assumere decisioni responsabili prima di mettersi alla guida
- la percezione del rischio nei giovani e come cambiarla con esempi concreti
- il legame tra sport motoristici, disciplina personale e rispetto delle regole
La metodologia punta a tradurre concetti spesso percepiti come astratti in situazioni reali e riconoscibili, aiutando gli studenti a comprendere che ogni scelta alla guida ha conseguenze dirette su di sé e sugli altri utenti della strada.
Il ruolo della FMI e dei campioni dell’Enduro
La Federazione Motociclistica Italiana è da anni impegnata in progetti di educazione e sicurezza stradale rivolti a giovani e neopatentati, portando nelle scuole le competenze maturate nelle discipline motoristiche. Con Io…non me la bevo! la FMI rafforza questo impegno inserendo nel percorso non solo tecnici e formatori, ma anche piloti di livello mondiale.
La presenza di campioni come Cavallo, Soreca e Verona consente di affrontare il tema del rischio non in chiave astratta, ma partendo dall’esperienza di chi è abituato a gestire potenza, velocità e imprevisti in contesti agonistici regolamentati. Il messaggio trasmesso agli studenti è chiaro: la guida su strada richiede un livello di responsabilità ancora maggiore, perché non esiste margine per errori dovuti a comportamenti superficiali o all’uso di sostanze.
L’appuntamento di Roma rappresenta quindi non solo la chiusura formale di un percorso didattico, ma anche un momento di confronto tra mondo scolastico, istituzioni e sport. Un modello di collaborazione che punta a radicare nei più giovani una cultura della sicurezza alla guida, fondamentale in un contesto in cui moto e scooter restano tra i mezzi più utilizzati per gli spostamenti quotidiani.