27 Febbraio 2026

KTM LC8, il V2 a 75° che sfida il tempo e le normative

KTM LC8, il V2 a 75° che sfida il tempo e le normative

Da quasi vent’anni il bicilindrico LC8 è il cuore pulsante delle più estreme. Oggi il V2 a 75° di Mattighofen entra nell’era Euro 5 confermando coppia record tra le hypernaked, consumi contenuti e una versatilità che lo rende unico nel panorama delle moto , sport e adventure.

Dal deserto della Dakar alla strada

Alla fine degli anni Novanta, nei reparti di Ricerca & Sviluppo KTM girava al banco un progetto destinato a lasciare il segno: il V2 LC8 a 75°. La sua prima applicazione fu la 950 Rally con cui Fabrizio Meoni vinse la nel 2002, base tecnica per la 950 Adventure presentata l’anno successivo.

Da lì in poi il motore ha costruito la propria reputazione attraversando quasi tutti i segmenti sportivi della Casa austriaca: dalla 990 Super Duke che ne ha consacrato la natura polivalente, alla supersportiva RC8, fino alle varie declinazioni Adventure e Super Adventure. Nel mondo delle naked ad alte prestazioni il LC8 è diventato sinonimo di KTM 1290 Super Duke R, meglio conosciuta come The Beast.

Questa evoluzione continua ha permesso a KTM di mantenere la stessa architettura di base adattandola a esigenze molto diverse: gare rally, lunghe percorrenze su strada e uso pistaiolo, confermando il V2 come marchio di fabbrica del costruttore austriaco.

LC8 oggi: prestazioni, elettronica e leggerezza

Nella configurazione attuale montata sulla 1290 Super Duke R, il LC8 offre 1.301 cc, 140 Nm di coppia e 180 CV, numeri che la collocano ai vertici del segmento hypernaked. L’erogazione punta soprattutto su una spinta poderosa ai bassi e medi regimi, abbinata a un’elettronica evoluta pensata per rendere sfruttabile tanta esuberanza.

Tra i sistemi di supporto troviamo il controllo di trazione cornering (Cornering MTC) e l’anti-wheelie, che lavorano insieme per garantire massima trazione e stabilità in accelerazione, anche a moto inclinata. Il risultato è una dinamica di guida più precisa e prevedibile, con la possibilità di gestire al meglio la potenza in ogni contesto.

L’aggiornamento Euro 5 del ha rappresentato una tappa cruciale: gli ingegneri KTM hanno riprogettato parte della distribuzione e dell’impianto di scarico ottenendo un risparmio di oltre 1,5 kg. Il V2 LC8 resta così uno dei motori più leggeri e performanti sul , pur rispettando normative sempre più stringenti.

  • Carter con pareti più sottili per ridurre il peso
  • Nuovi pistoni pensati per incrementare la durata
  • Nuova linea di lubrificazione dell’olio
  • Due candele per cilindro per ottimizzare la combustione
  • Valvole di aspirazione in titanio e condotti rivisti

Tutti questi interventi mirano a contenere i chili senza sacrificare prestazioni e affidabilità, con una risposta al gas descritta dalla Casa come immediata fin dai piccoli angoli di apertura.

Coppia ai bassi, affidabilità e futuro

KTM dichiara per il LC8 intervalli di manutenzione di 15.000 km, ma i test interni sono andati oltre: i tecnici hanno percorso quasi 30.000 km, il doppio del chilometraggio previsto tra un tagliando e l’altro, senza riscontrare criticità. Un dato utile per capire come le scelte progettuali non siano orientate solo alle prestazioni pure.

Una prova di durata con la 1290 Super Adventure S ha mostrato inoltre come, nell’uso reale, il potenziale del motore si concentri soprattutto ai bassi: il pilota ha guidato per quasi il 40% del tempo sotto i 3.500 giri, mentre solo l’1% della distanza è stato percorso oltre i 6.500 giri. Un’indicazione chiara sull’ampiezza della coppia ai regimi inferiori, elemento che rende la guida meno faticosa e più efficace in ogni situazione.

Per KTM, la scelta dell’architettura V2 a 75° resta quindi strategica. Il costruttore rivendica i vantaggi di questa configurazione in termini di compattezza, carattere di erogazione e adattabilità a moto profondamente diverse tra loro: dalle hypernaked di riferimento al turismo a lungo raggio, passando per l’offroad di alto livello.

Con quasi vent’anni di carriera alle spalle, l’LC8 continua a essere presentato come uno dei bicilindrici più leggeri e potenti del mercato. In KTM sottolineano come ogni evoluzione abbia contribuito a spostare più in là i confini di utilizzo del motore, mantenendo intatta la dote che gli appassionati sembrano apprezzare di più: una coppia ai bassi che dà la sensazione di avere sempre una riserva di cavalli pronta da sfruttare.

Il costruttore austriaco non nasconde infine l’intenzione di proseguire su questa strada, anticipando nuovi impieghi per il V2 LC8 nei prossimi anni, sempre nel solco della filosofia Ready to Race che caratterizza il marchio.