8 Febbraio 2026

Most, domenica da thriller: Razgatlioglu e Bautista ok

Most, domenica da thriller: Razgatlioglu e Bautista ok

All’Autodrom Most, in Repubblica Ceca, la domenica del WorldSBK si chiude con un perfetto equilibrio: Toprak Razgatlioglu su e Álvaro Bautista su si dividono i successi, mentre con resta costantemente sul podio. Nel WorldSSP arriva una vittoria storica per con Tarran Mackenzie, mentre nella classe 300 il successo va all’indonesiano Aldi Satya Mahendra su Yamaha.

Superpole Race: Toprak domina, Bautista terzo

Nella Race la maggior parte dei piloti sceglie le gomme più morbide a disposizione: anteriore Pirelli SC1 di gamma e posteriore SC0 di gamma. All’anteriore soltanto Baldassarri (GMT94 Yamaha) e Roberto (Yamaha Motoxracing WorldSBK Team) optano per la più dura SC2, mentre al posteriore sette piloti montano la nuova SC1 di sviluppo C0567: Remy Gardner, Dominique Aegerter e Baldassarri (Yamaha), Tito Rabat e Oliver Konig (Kawasaki), Iker Lecuona (Honda) e Phillip Oettl (Ducati).

Dalla pole scatta Toprak Razgatlioglu (Pata Yamaha Prometeon WorldSBK) che prende il comando e va a vincere la gara sprint, imponendo il proprio ritmo. Alle sue spalle si piazza Jonathan Rea ( WorldSBK), già vincitore di Gara 1 del sabato, mentre il leader del campionato Álvaro Bautista (Aruba.it Racing – Ducati) recupera fino alla terza posizione, sfilando Axel Bassani (Motocorsa Racing), quarto al traguardo.

Tutti i primi cinque classificati concludono la Superpole Race utilizzando combinazione anteriore SC1 e posteriore SC0.

Gara 2: duello Toprak-Bautista, Petrucci beffa Rea

In Gara 2 la scelta gomme si sposta sulla durata: la gran parte dei piloti opta per l’accoppiata anteriore SC1 di gamma e posteriore nuova SC1 di sviluppo C0567. Baldassarri e Tamburini restano fedeli alla SC2 di gamma all’anteriore, mentre al posteriore i piloti ufficiali Kawasaki, Jonathan Rea e Alex Lowes, preferiscono la SC1 di sviluppo A1126, già utilizzata con successo a Phillip Island nel 2022 e nel .

La corsa si accende grazie al duello spettacolare tra Razgatlioglu e Bautista: il turco resiste a lungo agli attacchi dello spagnolo, tenendo un ritmo altissimo. A sei giri dal termine, però, una caduta mette fuori gioco il pilota Yamaha e spiana la strada a Bautista, che va a vincere in solitaria la seconda manche.

Alle sue spalle Danilo Petrucci (Barni Spark Racing Team) costruisce una prestazione di livello assoluto: resta agganciato al gruppo di testa e all’ultima curva infila Jonathan Rea, strappandogli il secondo posto e relegando il sei volte campione del mondo al terzo gradino del podio.

Pirelli: blister da analizzare sulla nuova SC1 C0567

Le condizioni meteo instabili hanno pesato sulle scelte gomme e sull’interpretazione delle gare, riportando anche al centro dell’attenzione il tema delle coperture intermedie. Dal reparto corse Pirelli viene chiarito che le gomme intermedie, così come slick e rain, sono disponibili in egual misura per tutti i piloti e i team. In alcune situazioni, come in Gara 1 del sabato, alcune squadre non le avevano montate sui cerchi o non le avevano portate in griglia per scelta, motivo per cui non sono state utilizzate.

In Gara 2 del WorldSBK, con la nuova specifica posteriore SC1 di sviluppo C0567, Pirelli registra tre casi di blister su altrettante gomme: quelle di Jonathan Rea, Remy Gardner e Toprak Razgatlioglu. Nel caso di Rea e Gardner si tratta di blister di piccole dimensioni, che non hanno compromesso prestazione e risultato. La gomma di Razgatlioglu, invece, presenta due blister più marcati e dai dati di telemetria emerge un repentino sgonfiamento del posteriore.

Pirelli sottolinea che, nonostante i ritmi di gara del turco fossero estremamente elevati e i pneumatici degli altri piloti non mostrassero segni anomali di stress o usura, episodi di questo tipo non devono verificarsi. Per questo motivo le tre coperture posteriori saranno sottoposte ad analisi di laboratorio per individuare le cause all’origine del fenomeno.

WorldSSP: Mackenzie fa la storia con Honda

La gara del Mondiale Supersport è una delle più tattiche del weekend, condizionata in maniera decisiva dal meteo. Al via di Gara 2 i piloti confermano sostanzialmente le scelte pneumatici di Gara 1: al posteriore, praticamente tutti si affidano alla SC0 di gamma, mentre all’anteriore la quasi totalità monta la SC1 di gamma nella misura standard 120/70.

Fanno eccezione Adrian Huertas (MTM Kawasaki) e Lucas Mahias (Kawasaki Puccetti Racing), che scelgono la SC1 in misura maggiorata 125/70, la stessa utilizzata nel WorldSBK.

A metà distanza la pioggia inizia a cadere sull’Autodrom Most e la direzione gara attiva la procedura di flag-to-flag, consentendo ai piloti il pit stop per montare le rain. Molti rientrano ai box per passare alle gomme da bagnato, mentre pochi decidono di rimanere in pista con gli pneumatici slick, assumendosi un rischio importante.

La scommessa si rivela vincente: dopo un paio di giri la pioggia diminuisce e l’asfalto comincia ad asciugarsi. Tra coloro che restano fuori primeggia il britannico Tarran Mackenzie (PETRONAS MIE Racing Honda Team), che firma una vittoria storica per Honda in WorldSSP, la prima dal 2016. Sul podio con lui salgono Marcel Schroetter e Bahattin Sofuoglu, entrambi con Reparto Corse, rispettivamente secondo e terzo, anch’essi senza aver effettuato il pit stop.

WorldSSP300: Mahendra vince dopo il diluvio

Nella classe 300 il meteo è ancora protagonista. Un violento acquazzone rende impraticabile la pista e costringe alla riprogrammazione della gara. Una volta ripristinate le condizioni di sicurezza, la corsa può partire e vede il successo del pilota indonesiano Aldi Satya Mahendra su Yamaha, abile a interpretare al meglio il grip e le condizioni variabili dell’asfalto ceco.

La domenica di Most si chiude così con gare combattute, scelte gomme decisive e un meteo che ha continuamente rimescolato le carte in tutte le categorie.