Moto3 Aragón, domenica nera per il 3570 Team Italia

Moto3 Aragón, domenica nera per il 3570 Team Italia

Weekend da dimenticare per il 3570 Team Italia al di Aragón, quattordicesimo round del Mondiale Moto3 disputato al MotorLand. In una gara che ha incoronato Brad Binder campione del mondo con quattro prove d’anticipo e visto il successo di Jorge Navarro, la squadra italiana è uscita a mani vuote, tra carambole al via e problemi fisici.

La gara: Valtulini fuori subito, Petrarca isolato in coda

Scattato dalla decima fila, Stefano Valtulini ha visto finire la propria gara praticamente alla prima curva. Nel concitato ingresso del gruppo, il pilota lombardo è stato centrato da Fabio Spiranelli e sbalzato a terra senza alcuna colpa, ritrovandosi immediatamente staccato dal resto dello schieramento.

Rialzatosi, Valtulini è riuscito a rimettersi in sella alla Mahindra del 3570 Team Italia e a completare pochi giri, ma il dolore alla mano destra – già infortunata a Silverstone – si è rapidamente riacutizzato, costringendolo al ritiro anticipato. Il suo Gran Premio si è così chiuso con uno zero pesante, maturato in pochi secondi dopo il via.

Non è andata meglio al compagno di squadra Petrarca, anche lui coinvolto indirettamente nel caos dei primi metri. Alla staccata della curva 1 il giovane abruzzese ha dovuto allargare la traiettoria per evitare per un soffio Spiranelli, lo stesso pilota che aveva appena colpito Valtulini. Pochi istanti più tardi, alla curva 5, un’altra manovra d’emergenza per non finire sulla carena di Nicolò Bulega, scivolato proprio davanti a lui, gli è costata secondi preziosi.

Dopo questo doppio contrattempo, Petrarca ha perso definitivamente il contatto con il gruppo che lo precedeva e si è ritrovato a girare in solitaria, senza il traino delle scie che in Moto3 fanno spesso la differenza sul passo. In queste condizioni, mantenere un ritmo competitivo è diventato complicato e il pilota del 3570 Team Italia ha potuto solo gestire la situazione fino alla bandiera a scacchi, chiudendo in ventinovesima posizione.

Le parole del box: delusione e realismo

A fine gara, il clima nel box azzurro è stato inevitabilmente segnato dalla frustrazione per un risultato ben lontano dalle aspettative della vigilia. Petrarca ha analizzato con lucidità una domenica storta sin dalle prime curve, ricordando come il weekend fosse iniziato con sensazioni positive al venerdì, poi smarrite tra qualifiche difficili e una gara condizionata dagli episodi.

Il pilota numero 77 ha sottolineato quanto i due episodi al via abbiano compromesso ogni possibilità di agganciarsi al gruppetto centrale, riducendo la sua corsa a un lungo monologo in pista libera. Senza riferimenti ravvicinati e scie, trovare costanza e incisività sul giro è diventato quasi impossibile, trasformando il Gran Premio in un esercizio di resistenza più che in una vera bagarre.

Dal canto suo, Valtulini ha ribadito l’amarezza per una gara terminata anzitempo per l’errore di un avversario, proprio nel momento in cui era riuscito a scattare bene dal fondo dello schieramento. La decisione di fermarsi, arrivata dopo pochi giri, è stata dettata dal dolore alla mano destra, aggravato dalla caduta di inizio gara e non più gestibile sulla distanza.

Il team manager Emanuele Ventura ha riassunto la domenica di Aragón come una concatenazione di episodi sfavorevoli, evidenziando come partire dalla decima fila esponga inevitabilmente ai rischi del traffico nelle prime curve. Ventura ha comunque riconosciuto l’impegno dei propri piloti, con Valtulini che ha provato a proseguire nonostante il problema fisico e Petrarca che ha portato a termine una gara compromessa fin dal primo giro, cercando quantomeno un risultato dignitoso al traguardo.

Verso il trittico asiatico: obiettivo riscatto

Archiviato senza gioie il weekend aragonese, il 3570 Team Italia guarda ora al tradizionale trittico extra-europeo di ottobre, con le tappe di Motegi, e Sepang pronte a mettere alla prova uomini e mezzi. L’obiettivo dichiarato è voltare pagina e ripartire dalle buone indicazioni emerse nelle prime libere di Aragón, quando il potenziale per una gara diversa sembrava esserci.

Per la squadra italiana sarà fondamentale lavorare sulle qualifiche, per evitare di ritrovarsi ancora una volta imbottigliata nel traffico di metà schieramento, dove ogni errore o caduta altrui può trasformarsi in un incidente inevitabile. Una migliore posizione in griglia potrebbe consentire a Valtulini e Petrarca di sfruttare maggiormente il passo gara e inserirsi nelle bagarre che contano, lontano dalle trappole dei primi giri.

Il calendario non concede pause e il passaggio dall’Europa ai circuiti extra-europei rappresenta sempre un banco di prova importante per i team più giovani. Il 3570 Team Italia arriva al Giappone con la necessità di ritrovare fiducia e continuità, lasciandosi alle spalle una domenica storta ma ricca di spunti su cui lavorare, a partire dalla gestione delle fasi concitate di gara e dalla ricerca di un feeling stabile per tutto il weekend.

In un Mondiale Moto3 che ha già assegnato il titolo a Binder ma resta apertissimo nelle posizioni di rincalzo, ogni occasione sarà buona per cercare un’inversione di tendenza. Per Valtulini e Petrarca il trittico asiatico può diventare l’opportunità giusta per trasformare la delusione di Aragón in un punto di ripartenza.