Motor Valley Fest, tra Vigna, Domenicali e Bottura il futuro dei motori

Dibattito al Motor Valley Fest su innovazione e responsabilità nella mobilità a Modena

Il Motor Valley Fest ha messo a confronto manager, piloti e studenti sul futuro della mobilità e la responsabilità sociale.

Modena ha chiuso l’ottava edizione del Motor Valley Fest con oltre 75.000 visitatori e una certezza: il cuore mondiale dei motori batte ancora forte lungo i viali dove è nato il mito della velocità. Più che una vetrina di supercar, il festival si conferma luogo privilegiato d’incontro tra manager, piloti, studenti e appassionati, dove si discute di tecnologia, responsabilità e futuro della mobilità.

Motor Valley Fest tra giovani e grandi dell’auto

Il Motor Valley Fest si è aperto al Teatro Storchi con un convegno dedicato a “Global Trends, New Frontiers and Human Responsibility”, tema che ha fatto da filo conduttore ai dibattiti nelle giornate modenesi. All’uscita dall’inaugurazione, una scena racconta meglio di qualsiasi statistica lo spirito dell’evento: Benedetto Vigna, amministratore delegato Ferrari, circondato da un piccolo gruppo di studenti e da un liceale di 17 anni arrivato in treno da Ferrara solo per ascoltare i protagonisti dell’automotive.

Il confronto è diretto, senza formalità. Gli studenti del Dipartimento di Ingegneria Enzo Ferrari e del MUNER di Varano de’ Melegari, insieme al giovane tifoso con maglietta rossa, si complimentano ma non rinunciano a esprimere dubbi e domande sul futuro elettrico. Vigna rivendica l’approccio con cui ha lavorato in STMicroelectronics e oggi a Maranello: osservare il globale, capire cosa chiedono i clienti, puntare su soluzioni davvero innovative.

L’esempio citato è quello di Luce, la supercar a batteria pensata, sottolinea il manager, per le nuove generazioni e non per i nostalgici dei motori termici. Vigna affida idealmente il destino industriale del Paese alla capacità dei giovani di accettare la sfida del cambiamento, più che allo sguardo rivolto al passato. È una fotografia efficace del Motor Valley Fest: un luogo dove il mito della velocità si confronta con transizione ecologica, intelligenza artificiale e nuove competenze.

Dal paddock di Ducati ai vip di Piazza Roma

Lasciato il Teatro Storchi, il racconto del Motor Valley Fest si sposta nelle strade di Modena. Lungo il tragitto verso Piazza Roma, un altro incontro simbolico: , numero uno di , diretto di corsa al Mugello per il del fine settimana. Poche battute, ma rivelatrici del clima in casa di Borgo Panigale: il titolo è ancora alla portata di Francesco e la Casa sottolinea come tutti i piloti, compresi quelli dei team indipendenti, ricevano lo stesso supporto tecnico.

Il riferimento alle prestazioni di Fabio Di Giannantonio conferma quanto il progetto sportivo sia ormai capace di valorizzare l’intera rosa dei talenti, non solo il campione in carica. Il legame tra il Motor Valley Fest e il mondiale MotoGP passa anche da questi incroci veloci, tra un treno per Firenze e un meeting con sponsor e partner.

In Piazza Roma, il festival assume la forma di un grande salone a cielo aperto: fuoriserie, prototipi, supercar parcheggiate tra palazzi storici e un pubblico variegato fatto di collezionisti, tecnici, appassionati e semplici curiosi. L’atmosfera ricorda la Design Week milanese, con il centro cittadino trasformato in un percorso diffuso di installazioni, talk e presentazioni. La vera forza del Motor Valley Fest resta la contaminazione: la possibilità per un liceale di scambiare due parole con l’amministratore delegato Ferrari o con il numero uno Ducati a pochi metri da auto che normalmente si vedono solo dietro un cordone in fiera.

Massimo Bottura e lo spirito della Motor Valley

La dimensione più intima del Motor Valley Fest emerge la sera, nel fuorifestival “Tridente Talks” organizzato da Maserati. Sul palco, Massimo Bottura racconta un episodio che riassume in un colpo solo ospitalità emiliana, passione per i motori e legame con il marchio del Tridente. Protagonisti, una coppia di clienti svizzeri che nel 2016 avevano ritirato una GranTurismo nuova nello stabilimento di Viale Ciro Menotti per un viaggio di quindici giorni in Italia, rovinato poche ore dopo da un incidente in hotel.

La soluzione, nella narrazione dello chef modenese, arriva con una telefonata in fabbrica e un via libera a prestare loro la sua Maserati Levante Fuoriserie per consentire di salvare il viaggio dei sogni. Un gesto che va oltre il marketing e diventa racconto identitario di come la Motor Valley interpreti il concetto di servizio al cliente: relazione personale, fiducia, appartenenza a una stessa comunità di appassionati.

La chiusura del Motor Valley Fest lascia quindi un doppio messaggio. Da un lato un’industria che accelera su elettrificazione, software, nuove piattaforme e che chiama a raccolta ingegneri, designer, tecnici di nuova generazione. Dall’altro, un territorio che difende la propria anima fatta di relazioni umane, storie da bar e officina, ristoranti stellati e circuiti leggendari. È in questo equilibrio tra innovazione e radici che Modena, Maranello, Varano e l’intera via Emilia cercano di mantenere la propria leadership nel mondo dei motori.

  • Oltre 75.000 visitatori da tutto il mondo per l’ottava edizione
  • Incontri ravvicinati con manager, piloti, studenti e appassionati
  • Focus su transizione tecnologica e responsabilità umana
  • Presenza di Ferrari, Ducati, Maserati e dei poli universitari della Motor Valley
  • Eventi diffusi in centro città, tra talk, esposizioni e fuorifestival
  • Modena confermata capitale della cultura dei motori italiana