Registro Storico FMI, traguardo storico: 250.000 moto iscritte

Il Registro Storico della Federazione Motociclistica Italiana taglia un traguardo simbolico per tutto il movimento delle due ruote: la 250.000ª moto iscritta. Un risultato che certifica il ruolo centrale dell’archivio FMI nella tutela del patrimonio motociclistico nazionale e nella diffusione della cultura delle moto d’epoca.
La 250.000ª iscritta: una Yamaha FZR 750 R OW01 del 1989
A conquistare il numero di registro 250.000 è stata una Yamaha FZR 750 R OW01 del 1989, conservata in condizioni impeccabili. Un modello icona per gli appassionati delle sportive di fine anni Ottanta, scelto quasi simbolicamente per rappresentare un archivio che spazia dai mezzi più diffusi ai pezzi da collezione più ricercati.
Per entrare nel Registro Storico FMI, i motoveicoli devono rispettare criteri precisi: conformità all’originale, ottimo stato di conservazione e un’età minima di 20 anni. Requisiti pensati per garantire standard qualitativi elevati e preservare il valore storico e tecnico delle moto certificate.
Il Registro Storico FMI è riconosciuto dal Codice della Strada e la sua iscrizione non ha solo una valenza culturale: i proprietari possono infatti accedere a una polizza assicurativa dedicata, sviluppata da Unipol per i Tesserati FMI, che rende più sostenibile la gestione di moto con interesse storico e collezionistico.
Un fenomeno in crescita: 50.000 moto in quattro anni
I numeri confermano come il mondo delle moto d’epoca sia in piena espansione. Dal mese di aprile 2016 ad oggi, il Registro Storico FMI ha registrato 50.000 nuove iscrizioni, contribuendo a portare il totale a quota 250.000. Una progressione che testimonia il crescente interesse dei motociclisti per il restauro, la conservazione e la circolazione di mezzi storici.
Dietro a queste cifre c’è una rete capillare di competenze che lavora su tutto il territorio nazionale. La Commissione Registro Storico, presieduta da Vittorio Angela con il coordinamento tecnico di Salvatore Pascucci, si avvale di Esaminatori e Referenti locali in grado di valutare tanto i modelli più diffusi quanto gli esemplari rari o particolarmente ricercati.
Il loro compito non si limita al controllo formale: si tratta di figure che mettono a disposizione conoscenze specifiche su marchi, modelli, allestimenti e varianti, permettendo al Registro di mantenere standard tecnici omogenei e un elevato livello di affidabilità nella certificazione.
- 250.000 moto iscritte complessivamente al Registro Storico FMI
- 50.000 nuove iscrizioni tra aprile 2016 e agosto 2020
- Età minima di 20 anni per l’accesso al Registro
- Requisiti di conformità all’originale e ottimo stato di conservazione
- Riconoscimento ufficiale previsto dal Codice della Strada
- Polizza assicurativa dedicata per i Tesserati FMI con moto iscritte
Patrimonio culturale e prospettive per gli appassionati
La FMI legge questo traguardo non solo come un numero, ma come la conferma di una tendenza: la moto storica è sempre più vissuta come bene culturale, oltre che come oggetto di passione. Le iscrizioni al Registro accrescono il valore collezionistico dei mezzi, ne certificano la storia e ne favoriscono la conservazione nel tempo.
Il presidente FMI Giovanni Copioli sottolinea come le 250.000 moto registrate siano motivo di soddisfazione, ma anche uno stimolo a mantenere qualità e competenza. Un riconoscimento che va a Tesserati, Commissione, Esaminatori, Referenti e personale federale, protagonisti di un lavoro spesso dietro le quinte ma decisivo per la tutela del motorismo storico italiano.
Dal canto suo, il presidente della Commissione Registro Storico, Vittorio Angela, ricorda come questa realtà sia attiva dal 1987 e abbia visto una forte accelerazione negli ultimi anni. Per molti proprietari, l’iscrizione è una forma di valorizzazione del proprio mezzo, che acquisisce un riconoscimento ufficiale del suo interesse storico e collezionistico, apprezzato da una comunità di appassionati sempre più ampia.
Con il traguardo delle 250.000 moto iscritte, il Registro Storico FMI si conferma uno strumento di riferimento per chi desidera preservare e far circolare il patrimonio motociclistico italiano, dalle utilitarie a due ruote alle supersportive più iconiche, unendo passione, competenza e tutela della storia del motociclismo.