Roof of Africa, Graham Jarvis chiude sul podio l’Extreme Enduro

La cinquantesima edizione della Roof of Africa conferma Graham Jarvis tra i grandi protagonisti dell’estremo: il pilota Rockstar Energy Husqvarna Factory Racing chiude terzo nella classica del Lesotho e mette il sigillo a una stagione 2017 ricca di successi nelle Hard Enduro internazionali.
Roof of Africa, la classica che non perdona
La Roof of Africa, che si disputa sulle montagne del Lesotho, è una delle gare più dure e prestigiose del panorama Extreme Enduro. Per l’edizione del cinquantenario il format è rimasto quello tradizionale, articolato su tre giornate con partenza affidata alla spettacolare gara “attorno alle case” e a una prova di regolarità di 40 minuti.
Jarvis, campione in carica e già quattro volte vincitore dell’evento, ha iniziato con il piede giusto. Il quarto posto nella giornata di apertura lo ha messo immediatamente tra i favoriti per una possibile quinta affermazione, confermando la sua costanza e la capacità di gestire al meglio le prime fasi di gara su terreni veloci.
Sin dall’avvio, però, è emerso con chiarezza il livello della nuova generazione dei piloti sudafricani, guidati da Wade Young e Travis Teasdale, particolarmente a loro agio su un percorso meno tecnico e più rapido del previsto.
La gara: ritmo alto e tracciato più veloce del previsto
Il secondo giorno, il primo interamente off-road, si è rivelato decisivo per gli equilibri di classifica. Jarvis ha chiuso terzo, al termine di una tappa praticamente senza errori, ma con un distacco di circa dieci minuti dal vincitore di giornata Wade Young, alfiere Sherco.
Il veterano britannico contava su un tracciato più selettivo nell’ultima tappa, dove poter sfruttare tutta la sua esperienza tra pietraie e salite tecniche. Invece il terzo giorno ha confermato le caratteristiche dei precedenti: ritmo molto alto, fondo scorrevole, erba alta e linee poco evidenti, condizioni ideali per i più giovani avversari sudafricani.
Partire con dieci minuti da recuperare su Young e Teasdale non ha lasciato grande margine a Jarvis, che ha comunque spinto fino alla fine senza riuscire a ricucire lo strappo. Pur privo di errori significativi lungo tutta la tre giorni, il britannico ha pagato sul crono la minor confidenza con un terreno così veloce rispetto ai rivali locali.
- Percorso più rapido e meno insidioso del previsto
- Tappe caratterizzate da alta velocità e tratti scorrevoli
- Young e Teasdale più efficaci nella guida “full gas”
- Jarvis costante ma penalizzato dal distacco accumulato nel secondo giorno
- Assenza di errori gravi, ma margine di recupero insufficiente
Podio e bilancio di una stagione ad altissimo livello
Al termine delle tre giornate, la classifica ha premiato Wade Young con il tempo complessivo di 10:41:28, davanti a Travis Teasdale su KTM in 10:52:34. Graham Jarvis ha chiuso terzo in 11:04:06, completando così il podio della Roof of Africa 2017 per il team Rockstar Energy Husqvarna Factory Racing.
Per il fuoriclasse inglese, abituato a dominare sulle gare più tecniche del calendario Extreme Enduro, questo risultato rappresenta comunque una chiusura di alto profilo per una stagione lunga e impegnativa, nella quale ha centrato la vittoria nella maggior parte degli eventi disputati.
Jarvis ha sottolineato come il tracciato di quest’anno fosse sensibilmente meno insidioso rispetto alle sue aspettative, e quanto quel tipo di configurazione abbia esaltato la velocità pura dei suoi avversari. Nonostante questo, il podio nel Lesotho conferma il suo ruolo di riferimento assoluto nelle gare estreme, capace di restare competitivo anche quando il percorso non gioca a suo favore.
La cinquantesima Roof of Africa entra così negli annali come l’edizione che ha segnato il passaggio di testimone tra la generazione dei veterani e quella dei giovani emergenti, ma il terzo posto di Graham Jarvis dimostra che l’asso delle estreme di Husqvarna è ancora pienamente in grado di lottare ai massimi livelli e di chiudere la stagione 2017 nel modo più solido possibile.