Roof of Africa, Jarvis cala il poker con Husqvarna

Graham Jarvis chiude una stagione già leggendaria firmando la quarta vittoria in carriera alla Roof of Africa, una delle extreme enduro più dure al mondo. Nel Lesotho, tra alte quote, caldo e fondo insidioso, il pilota Rockstar Energy Husqvarna Factory Racing ha difeso il titolo 2015 confermandosi punto di riferimento assoluto della specialità.
Una stagione perfetta coronata in quota
Il 2016 di Jarvis era già impressionante: successi a Erzbergrodeo, Red Bull Romaniacs, Battle of the Vikings, GetzenRodeo e Ukupacha avevano scandito un dominio quasi assoluto nelle gare estreme internazionali. Alla Roof of Africa, l’obiettivo era uno soltanto: vincere ancora.
La gara sudafricana, giunta alla 48ª edizione, si disputa interamente in altura sulle montagne del Lesotho, con tappe lunghe e selettive che mettono a dura prova resistenza fisica, lucidità e gestione del mezzo. In questo contesto Jarvis ha impostato un weekend ragionato, sfruttando esperienza e strategia più che l’attacco a testa bassa.
Nella prova spettacolo di qualificazione Round the Houses, disegnata tra le strade cittadine, l’inglese ha chiuso solamente 17º, scelta che rientrava in un piano ben calibrato. Il vero passo lo ha mostrato nelle sessioni cronometrate del giorno di apertura, dove ha fatto segnare il miglior tempo assoluto, costruendo il margine che si rivelerà decisivo per il successo finale.
Duel con Gomez sulle montagne del Lesotho
Con due giornate di gara tra le più lunghe dell’intera stagione extreme enduro, la gestione delle energie è diventata il fattore chiave. In sella alla sua Husqvarna TE 300, Jarvis ha lanciato il primo vero attacco nella seconda giornata, chiudendo alle spalle di Alfredo Gomez e mantenendosi pienamente in corsa per la vittoria.
Il duello con lo spagnolo di KTM è esploso nell’ultima tappa, quella decisiva. Tra salite tecniche, pietraie e continui cambi di ritmo in quota, i due hanno percorso gran parte del tracciato insieme, consapevoli che forzare oltre un certo limite avrebbe potuto significare errore o cedimento fisico.
Jarvis ha scelto la via della lucidità: correre con Gomez, sfruttare il confronto per mantenere il ritmo e allo stesso tempo aiutarsi nella navigazione, elemento sempre critico alla Roof of Africa. La strategia prevedeva un attacco solo nelle fasi conclusive, puntando su un finale in volata anziché su uno strappo netto a metà gara.
Alla fine dell’ultima giornata il tempo complessivo di Jarvis è risultato appena 20 secondi più lento di quello di Gomez. La differenza l’ha fatta il vantaggio di circa 10 minuti accumulato nelle prove cronometrate iniziali, che ha permesso al britannico di aggiudicarsi il successo assoluto con il crono finale di 16:14:40.
- 1. Graham Jarvis (Husqvarna) 16:14:40
- 2. Alfredo Gomez (KTM) 16:14:49
- 3. Scott Bouverie (KTM) 16:21:56
- 4. Travis Teasdale (KTM) 16:23:55
- 5. Blake Gutzeit (Yamaha) 16:28:01
- 6. Brett Swanepole (Yamaha) 16:53:25
TE 300 protagonista e stagione da incorniciare
Oltre al fattore umano, la Roof of Africa ha confermato ancora una volta il binomio vincente tra Jarvis e la Husqvarna TE 300. Il pilota inglese ha sottolineato come il setting della moto sia stato impeccabile per tutto il weekend, nonostante le temperature elevate e un terreno tipicamente morbido, povero di trazione e quindi particolarmente insidioso nelle salite più tecniche.
In una gara dove la gestione della potenza e l’aderenza sono cruciali per evitare errori che costano minuti, la due tempi austriaca ha fornito la piattaforma ideale per esaltare lo stile pulito e la capacità di lettura del terreno di Jarvis. Una combinazione che, lungo i tre giorni di competizione, ha fatto la differenza rispetto alla concorrenza.
Il successo in Lesotho vale così la quarta affermazione di sempre di Jarvis alla Roof of Africa e chiude simbolicamente una stagione che il britannico stesso definisce fantastica, resa possibile anche dal lavoro del team Rockstar Energy Husqvarna Factory Racing. Un’annata in cui l’inglese ha dettato legge nelle extreme enduro più prestigiose, consolidando il proprio status di specialista assoluto di questa disciplina.
Con la vittoria nella classica sudafricana, Jarvis non solo difende il titolo conquistato l’anno precedente, ma ribadisce la propria capacità di gestire le gare più dure al mondo con una freddezza tattica e una costanza di rendimento che pochi possono vantare nel panorama internazionale.