Sei Giorni di Enduro, l’Italia difende i titoli al Portogallo

L’Italia affronta in Portogallo la centesima Sei Giorni di Enduro da campione in carica nel Trofeo, nel Trofeo Junior e nel Club Team Award.
La Sei Giorni di Enduro entra nel vivo in Portogallo, dove dal 12 al 17 ottobre si disputa la 100esima edizione della grande classica a squadre dell’enduro mondiale. L’Italia arriva a Grândola da campione in carica nel Trofeo, nel Trofeo Junior e nel Club Team Award, con l’obiettivo di confermarsi ai vertici in una gara annunciata equilibrata e insidiosa.
L’apertura ufficiale è avvenuta sabato 10 ottobre con la cerimonia inaugurale partita dal Castello di Sines e conclusa sul palco affacciato sull’Oceano Atlantico. Alla sfilata hanno preso parte le 34 nazioni iscritte: la formazione azzurra, accompagnata dal presidente FMI Giovanni Copioli, è stata tra le ultime delegazioni a salutare il pubblico prima della squadra portoghese.
Sei Giorni di Enduro, un tracciato portoghese da interpretare
Il paddock della manifestazione sarà collocato a Grândola, nell’Alentejo, mentre le sei giornate di gara si svilupperanno su percorsi differenti attorno alla cittadina. Gli azzurri sono già in Portogallo da diversi giorni per ricognizioni a piedi delle prove speciali: ciascun pilota ha percorso oltre cento chilometri per studiare i tratti cronometrati e le caratteristiche di un confronto che potrebbe essere deciso da dettagli importanti.
Il terreno sarà uno degli aspetti chiave dell’edizione numero cento. Una parte rilevante delle prove presenta infatti un fondo sabbioso, condizione che potrebbe favorire numerose nazionali e rendere ancora più aperta la lotta per le classifiche principali. Nei primi due giorni i concorrenti si sposteranno verso sud, con passaggi nelle zone di Odemira e Cercal Serra.
Terza e quarta tappa interesseranno invece Santo André, Santiago do Cacém e Grândola, aree che hanno già ospitato in passato prove del Mondiale Enduro. La quinta giornata punterà a nord, tra Alcácer do Sal e Pinhal do Concelho, mentre la conclusione della Sei Giorni di Enduro sarà affidata alla tradizionale prova finale di cross sulla spiaggia di Sines.
L’Italia alla Sei Giorni di Enduro con tre squadre campioni
La selezione guidata dal commissario tecnico Cristian Rossi si presenta con una formazione costruita per difendere i successi ottenuti nel 2025 in Italia. Nel Trofeo, la competizione riservata alle squadre nazionali senior, saranno impegnati Samuele Bernardini, Matteo Cavallo, Morgan Lesiardo e Andrea Verona. Un quartetto che dovrà affrontare sei giorni di gara senza margini per errori, alternando trasferimenti, prove speciali e la decisiva manche conclusiva di motocross.
Nel Trofeo Junior l’Italia schiererà Kevin Cristino, Alberto Elgari e Manuel Verzeroli. Il Club Team Award vedrà invece in gara Simone Cagnoni, Manolo Morettini e Pietro Scardina, chiamati a prolungare la serie vincente della rappresentativa italiana anche nella classifica dedicata ai Moto Club.
- Trofeo: Samuele Bernardini, Matteo Cavallo, Morgan Lesiardo e Andrea Verona
- Trofeo Junior: Kevin Cristino, Alberto Elgari e Manuel Verzeroli
- Club Team Award: Simone Cagnoni, Manolo Morettini e Pietro Scardina
La delegazione federale comprende anche Franco Gualdi, coordinatore del Comitato Enduro FMI, alla sua cinquantesima partecipazione alla Sei Giorni, oltre ai tecnici Andrea Balboni, Giuseppe Canova e Alex Zanni. Una presenza ampia, necessaria per seguire una gara nella quale assistenza, gestione delle moto e lettura quotidiana del percorso possono incidere quanto la velocità nelle speciali.
La sfida per confermarsi dopo i titoli del 2025
Essere campioni in carica aumenta inevitabilmente aspettative e responsabilità. Il presidente FMI Giovanni Copioli ha sottolineato il valore con cui l’Italia affronta l’appuntamento portoghese, evidenziando la motivazione dei piloti pronti a indossare la Maglia Azzurra e rivolgendo il proprio sostegno anche ai Moto Club italiani impegnati nella centesima edizione.
La ricorrenza dà ulteriore peso sportivo a una competizione che riunisce tradizione, spirito di squadra e resistenza. Per l’Italia, la Sei Giorni di Enduro in Portogallo sarà quindi un banco di prova particolarmente significativo: non soltanto per difendere i tre trofei conquistati un anno fa, ma anche per misurarsi su un terreno diverso da quello affrontato nell’edizione casalinga e contro avversari pronti a sfruttare ogni giornata di gara.
