Imola, il motociclismo riflette sul climate change con la FMI

Convegno FMI a Imola sul climate change e la sostenibilità nel motociclismo

La Federazione Motociclistica Italiana ha ribadito a Imola l'impegno per una pratica sportiva più sostenibile nel motociclismo.

Il World Environment Day 2026 ha portato il tema del cambiamento climatico al centro del paddock di Imola. In occasione del round Emilia-Romagna del Dunlop , la ha organizzato un incontro dedicato al climate change nel motociclismo, coinvolgendo istituzioni e partner per discutere strategie e azioni concrete di sostenibilità.

Climate change nel motociclismo: il confronto a Imola

La Giornata Mondiale dell’Ambiente, istituita dall’ONU e inserita nel Calendario della Sostenibilità 2026 di ONU e UNESCO, è stata l’occasione per un momento di riflessione all’Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari. Venerdì 5 giugno, nella stampa dell’impianto di Imola, si è svolto il talk dal titolo WED 2026: la sfida del Climate Change. L’impegno della e dei suoi partner, promosso dalla Federazione Motociclistica Italiana in parallelo all’appuntamento del Dunlop CIV.

L’evento ha riunito un parterre di relatori di primo piano. In apertura è intervenuta in Roberta Frisoni, Assessora al Turismo, Commercio e della Regione Emilia-Romagna, a testimonianza dell’attenzione delle istituzioni regionali verso l’impatto ambientale del mondo sportivo. A seguire hanno preso la parola il Presidente FMI Giovanni Copioli, il Coordinatore della Commissione Ambiente e Normative Fuoristrada FMI Giancarlo Strani, il Direttore Generale dell’Autodromo di Imola Pietro Benvenuti e Pasquale Parisi, del Gruppo di Lavoro Ambiente FMI.

Accanto alle figure istituzionali, il confronto ha coinvolto anche i partner tecnici della velocità tricolore. Tra questi, il Dunlop Marketing Manager Motorcycle Europe Roberto Finetti e il Country Manager Italia, Danimarca, Svezia e Finlandia di Macron, Tommaso Righi, chiamati a raccontare come le rispettive aziende stiano integrando criteri di sostenibilità nelle proprie attività collegate al motorsport.

L’impegno della FMI per una pratica sportiva più sostenibile

Al centro del dibattito sono state poste le azioni concrete avviate dalla Federazione e dai suoi interlocutori per ridurre gli impatti ambientali legati alle attività motociclistiche. La FMI ha illustrato il proprio piano strategico sulla sostenibilità ambientale, un percorso che mira a inserire in maniera sistematica principi e criteri green nell’organizzazione di gare, eventi e iniziative non agonistiche.

Questo approccio passa da campagne di sensibilizzazione rivolte a tesserati, club e organizzatori, ma anche da strumenti di monitoraggio per valutare gli effetti delle manifestazioni sul territorio. Nel corso dell’incontro è stato annunciato l’avvio di un lavoro con una realtà come Enel su temi chiave per il futuro del settore, come la decarbonizzazione e l’efficientamento nella transizione energetica, con l’obiettivo di ripensare i consumi energetici collegati al motociclismo sportivo.

La Federazione ha ricordato inoltre alcuni traguardi già raggiunti. In particolare, il Dunlop CIV può vantare da diversi anni la certificazione ISO 20121, standard internazionale che attesta l’adozione di sistemi di gestione sostenibile degli eventi. Un riconoscimento che richiede procedure strutturate, obiettivi misurabili e un miglioramento continuo nella gestione delle risorse e dei rifiuti legati alle manifestazioni.

Altro tassello del percorso federale è il Bilancio di Sostenibilità FMI, documento che rende conto in modo organico delle attività svolte, dei risultati ottenuti e dell’impatto del movimento motociclistico federale su tesserati, comunità locali e territori ospitanti. Uno strumento pensato per garantire trasparenza e per orientare le scelte future su basi verificabili.

Motorsport, responsabilità ambientale e nuove generazioni

Nelle conclusioni dell’incontro, il Presidente FMI Giovanni Copioli ha sottolineato come la sfida del cambiamento climatico sia ormai parte integrante dell’agenda del motociclismo sportivo. Per la Federazione, il mondo delle due ruote non deve limitarsi a progetti puntuali, ma assumere un ruolo attivo nella diffusione di una cultura del rispetto dell’ambiente, a partire dai frequentatori dei circuiti e dagli appassionati.

Da Imola è emerso come il climate change nel motociclismo non sia più un tema teorico, ma un ambito in cui sono già operative misure concrete. La collaborazione con le istituzioni, il coinvolgimento dei partner tecnici e l’adozione di standard internazionali indicano una direzione precisa: rendere sempre più sostenibili le gare e gli eventi, mantenendo intatto il valore sportivo e spettacolare del CIV.

Particolare attenzione è stata dedicata al ruolo delle nuove generazioni. Lo sport viene individuato dalla FMI come un canale privilegiato per parlare di ambiente a giovani piloti, famiglie e pubblico, trasformando i weekend di gara in occasioni di educazione e consapevolezza. In quest’ottica, iniziative come quella di Imola assumono un significato che va oltre il singolo appuntamento di campionato, diventando momenti di confronto per tutto il movimento motociclistico italiano.

  • World Environment Day 2026 come cornice internazionale dell’evento
  • Round Emilia-Romagna del Dunlop CIV scelto come scenario del confronto
  • Partecipazione di istituzioni regionali, FMI, autodromo e partner tecnici
  • Piano strategico federale sulla sostenibilità ambientale
  • Certificazione ISO 20121 per la gestione sostenibile del CIV
  • Bilancio di Sostenibilità FMI come strumento di rendicontazione

La giornata di Imola conferma così come il motociclismo italiano stia cercando di coniugare passione sportiva e responsabilità ambientale, trasformando il tema del climate change in un terreno di impegno condiviso tra federazione, aziende e territorio.