9 Febbraio 2026

Suzuki chiude l’esercizio 2019 in calo, pesa lo stop in India

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archivia l’esercizio 2019 (aprile 2019 – marzo ) con ricavi e utili in contrazione, condizionati dalla frenata del automobilistico indiano, dall’apprezzamento dello Yen e dalle prime ricadute della pandemia. Nonostante il quadro complesso, il gruppo conferma una politica di dividendi stabile, includendo una quota commemorativa per il centenario.

Bilancio 2019: ricavi e utili in flessione

Il fatturato netto consolidato di Suzuki si attesta a 3.488,4 miliardi di Yen, pari a circa 29,6 miliardi di Euro, con una riduzione del 9,9% rispetto all’esercizio precedente. Il risultato operativo scende a 215,1 miliardi di Yen (circa 1,8 miliardi di Euro), in calo del 33,7%, mentre il reddito della gestione ordinaria si ferma a 245,4 miliardi di Yen, registrando un -35,3%.

L’utile netto attribuibile agli azionisti della capogruppo cala del 24,9%, arrivando a 134,2 miliardi di Yen (circa 1,1 miliardi di Euro). La flessione è meno marcata rispetto a quella dell’utile ordinario grazie alla riduzione delle perdite straordinarie legate alle campagne di richiamo in Giappone, scese di 81,3 miliardi di Yen rispetto all’anno precedente.

Il contesto macroeconomico ha pesato in modo significativo: la ripresa del mercato automobilistico indiano, mercato chiave per Suzuki, è stata più lenta del previsto, mentre l’apprezzamento dello Yen ha eroso la redditività delle esportazioni. A questo si è aggiunto, negli ultimi mesi dell’anno fiscale, l’impatto del nuovo coronavirus su produzione e vendite.

Sul fronte della remunerazione degli azionisti, la società ha scelto di mantenere un livello di dividendi complessivamente stabile, introducendo un extra per celebrare i 100 anni dalla fondazione. Il dividendo di fine anno ammonta a 48,00 Yen per azione, di cui 37,00 Yen ordinari e 11,00 Yen commemorativi, per un totale annuo di 85,00 Yen per azione.

Andamento per settori: auto in affanno, moto sotto pressione

Il settore automobilistico, cuore del business Suzuki, chiude l’esercizio con ricavi pari a 3.157,4 miliardi di Yen (circa 26,8 miliardi di Euro), in calo del 10,6%. Alla base di questo risultato ci sono la significativa riduzione delle vendite in India e Pakistan, l’effetto cambio sfavorevole e l’impatto del coronavirus sul finale di periodo.

Il risultato operativo dell’automotive scende del 35,1% a 197,1 miliardi di Yen. Oltre alla diminuzione dei volumi, hanno inciso l’apprezzamento dello Yen e l’aumento delle spese di ammortamento, segnale di investimenti consistenti in corso su prodotto e capacità produttiva.

Il comparto motociclistico chiude invece l’anno con ricavi per 242,6 miliardi di Yen (circa 2,1 miliardi di Euro), in calo del 4,9%. Le vendite risultano in contrazione in Europa, Nord America e Indonesia, mentre crescono in India, confermando il ruolo centrale di questo mercato anche per le due ruote del marchio.

Molto più marcata la contrazione della redditività: il risultato operativo scende a 0,7 miliardi di Yen (circa 5,9 milioni di Euro), con un calo dell’80,9% su base annua. Le prime conseguenze della pandemia, emerse nella parte finale dell’esercizio, hanno aggravato una dinamica già debole nelle principali aree occidentali.

In controtendenza il settore marine, che include motori fuoribordo e ausili alla mobilità come le sedie a rotelle motorizzate. Qui il fatturato cresce del 5,4%, raggiungendo 88,4 miliardi di Yen (circa 0,7 miliardi di Euro), grazie al buon andamento delle vendite di fuoribordo in Europa e alla crescita delle sedie motorizzate in Giappone.

L’utile operativo della divisione sale a 17,3 miliardi di Yen (+1,6%), sostenuto soprattutto dal business marino in senso stretto, che da solo porta i ricavi a 74,5 miliardi di Yen, con un lieve incremento rispetto all’anno precedente. Tuttavia, il risultato operativo di quest’ultimo segmento cala del 3,1% a 14,1 miliardi di Yen, complice il rallentamento del mercato nordamericano tra gennaio e marzo.

Aree geografiche e incertezze sulle previsioni

Dal punto di vista geografico, Giappone, Europa e Asia registrano tutti un peggioramento sia di fatturato sia di utile. In Giappone il risultato operativo scende a 123,2 miliardi di Yen (circa 1,0 miliardi di Euro), con un calo del 18,3%. In Europa si attesta a 17,7 miliardi di Yen, in flessione del 23,1%, mentre in Asia si ferma a 62,7 miliardi di Yen, con una contrazione del 56,5%, segno della forte esposizione del gruppo alla volatilità dei mercati emergenti.

L’esplosione globale del coronavirus ha reso particolarmente complessa ogni previsione sull’esercizio successivo. Suzuki evidenzia come la pandemia abbia già inciso sul funzionamento degli impianti in paesi chiave come Giappone, India, Pakistan, Ungheria e Filippine, oltre che sulle reti commerciali a livello mondiale.

Proprio per l’elevata incertezza, il gruppo non ha diffuso stime quantitative sui risultati consolidati del nuovo anno fiscale, rinviando ogni indicazione a quando sarà possibile valutare con maggiore precisione e razionalità l’impatto complessivo dell’emergenza sanitaria su produzione, supply chain e domanda globale.

  • Fatturato netto consolidato 2019: 3.488,4 miliardi di Yen (-9,9%)
  • Risultato operativo: 215,1 miliardi di Yen (-33,7%)
  • Utile netto attribuibile agli azionisti: 134,2 miliardi di Yen (-24,9%)
  • Settore auto: ricavi 3.157,4 miliardi di Yen, pressione su volumi e margini
  • Settore moto: ricavi 242,6 miliardi di Yen, utile operativo quasi azzerato
  • Dividendo annuo: 85,00 Yen per azione, con quota per il centenario