Suzuki, primo trimestre 2020 in forte calo per effetto della pandemia

Suzuki chiude il primo trimestre dell’anno fiscale 2020 (aprile-giugno) con un crollo netto di vendite e utili, pesantemente condizionato dall’emergenza coronavirus. Il blocco produttivo e commerciale nei principali mercati, a partire da India ed Europa, ha inciso in modo trasversale su tutte le divisioni, dalle auto alle moto fino al marine.
Risultati consolidati: vendite dimezzate e utili in picchiata
Nel periodo considerato il fatturato consolidato del gruppo si è attestato a 425,3 miliardi di yen, pari a circa 3,4 miliardi di euro, con una flessione del 53,1% rispetto allo stesso trimestre dell’esercizio precedente. L’utile operativo è praticamente azzerato: 1,3 miliardi di yen (circa 10,4 milioni di euro), in calo del 97,9%.
La contrazione riguarda anche l’utile ordinario, sceso dell’80% a 14,5 miliardi di yen (116 milioni di euro), e l’utile netto attribuibile agli azionisti, ridotto del 95,6% a 1,8 miliardi di yen (14,4 milioni di euro). A pesare in modo particolare sono stati i fermi produttivi imposti dai lockdown in Paesi chiave come India e Ungheria, oltre che in Giappone e Pakistan.
Nel conto economico spicca inoltre una voce di perdita straordinaria pari a 15,4 miliardi di yen (circa 123,4 milioni di euro), legata proprio ai costi fissi sostenuti durante le sospensioni produttive. Un impatto che riflette il brusco stop della catena industriale e commerciale in tutte le principali aree geografiche.
Auto, moto e marine: l’impatto sui diversi business
Il cuore del gruppo, il business automobilistico, è quello che in termini assoluti registra la contrazione più forte. Le vendite nette complessive del settore auto scendono del 55%, attestandosi a 367,5 miliardi di yen (circa 2,9 miliardi di euro). Il crollo è diffuso: meno 27,6% sul mercato giapponese, meno 83% in India, meno 54,3% nel resto del mondo.
La marginalità nel comparto auto viene praticamente azzerata: l’utile operativo passa da oltre 54 miliardi di yen in positivo a soli 24 milioni di yen (circa 192mila euro), segno di una struttura industriale fortemente sotto-utilizzata a causa delle chiusure.
Particolarmente penalizzato anche il business moto, che risente in modo diretto del blocco delle attività commerciali e della forte incertezza dei consumatori in mercati chiave come India ed Europa. Le vendite nette del comparto due ruote arretrano del 46,8%, fermandosi a 34,9 miliardi di yen (circa 280 milioni di euro). Il segmento registra una perdita operativa di 3 miliardi di yen (circa 24 milioni di euro), riconducibile alla brusca frenata della domanda in tutte le principali regioni.
Più contenuto, ma comunque evidente, il calo nel settore marine e attività collegate. Il fatturato complessivo scende del 7,7% a 22,9 miliardi di yen (circa 183,5 milioni di euro); all’interno di questo dato, il solo business marine si attesta a 20,2 miliardi di yen (161,8 milioni di euro), in calo del 7,9% soprattutto per la diminuzione delle vendite di fuoribordo in Europa.
- Auto: fatturato -55%, utile operativo quasi azzerato
- Moto: ricavi -46,8% e perdita operativa di 3 miliardi di yen
- Marine: vendite -7,7%, penalizzato il mercato europeo dei fuoribordo
- Perdita straordinaria di 15,4 miliardi di yen per i lockdown
- Flessione generalizzata di vendite e utili in tutte le aree geografiche
Anche il risultato operativo del comparto marine risente della situazione: l’utile passa da 5,8 a 4,3 miliardi di yen (circa 34 milioni di euro), con un calo del 25,9%. Per la sola attività marine, l’utile operativo si riduce del 26,4% a 3,8 miliardi di yen (30,4 milioni di euro).
Prospettive incerte e previsioni sospese
Suzuki segnala come il calo di vendite e redditività abbia riguardato tutte le aree geografiche, senza eccezioni. La diffusione del coronavirus nel principale mercato del gruppo, quello indiano, rende al momento impossibile formulare previsioni attendibili per il prosieguo dell’esercizio.
Proprio per questo motivo, la casa giapponese ha deciso di non pubblicare per ora una stima aggiornata dei risultati consolidati dell’intero anno fiscale. La volatilità della situazione sanitaria e le possibili nuove restrizioni nei diversi Paesi non consentono, secondo Suzuki, valutazioni razionali sull’andamento futuro di produzione e vendite.
Il trimestre aprile-giugno 2020 resterà quindi come una delle fasi più critiche nella storia recente del marchio, con un impatto pesante non solo sui conti consolidati ma anche sui singoli comparti, a partire da quello motociclistico. La capacità di adattare rapidamente produzione, distribuzione e gamma prodotti a uno scenario in continua evoluzione sarà il fattore chiave per determinare la traiettoria di ripresa nei prossimi mesi.