Tre italiani ai vertici FIM: l’Italia pesa di più nel motociclismo mondiale

La Federazione Motociclistica Italiana rafforza il proprio peso politico e sportivo in ambito internazionale: nel prossimo quadriennio saranno tre gli italiani alla guida di altrettante Commissioni della Federazione Internazionale di Motociclismo. Una presenza senza eguali tra le federazioni nazionali, che certifica il ruolo dell’Italia nei tavoli dove si decide il futuro del motociclismo mondiale.
Le decisioni del Board FIM a Mies
A Mies, in Svizzera, si è riunito il Board of Directors della FIM, l’organo che definisce le linee strategiche della Federazione Internazionale di Motociclismo. Sotto la presidenza di Vito Ippolito, il vertice ha affrontato temi legati alla governance dello sport e ai rapporti con le federazioni nazionali, per poi procedere alla nomina dei Direttori delle Commissioni per il periodo 2019-2022.
Al termine dei lavori, sono stati confermati e designati i responsabili dei principali ambiti tecnici, sportivi e istituzionali della FIM. Tra questi spiccano tre nomi proposti dalla Federazione Motociclistica Italiana, che guideranno altrettante aree chiave: dalle discipline del Track Racing alla tecnica, passando per la rappresentanza dei motociclisti in campo normativo e sociale.
I tre italiani ai vertici delle Commissioni FIM
Il primo nome è quello di Armando Castagna, confermato Direttore della Track Racing Commission. La Commissione sovrintende alle discipline su pista non asfaltata, un settore ad alta tradizione per il motociclismo europeo e mondiale: Speedway, Long Track, Grass Track e Ice Racing. La conferma di Castagna per un nuovo mandato indica continuità nella gestione di campionati e regolamenti, in un’area dove la sicurezza e l’equilibrio sportivo hanno un peso determinante.
Novità invece sul fronte tecnico, con la nomina di Fabio Fazi a Direttore della International Technical Commission. Già membro della stessa commissione, Fazi assume ora il ruolo di guida di uno dei comparti più strategici della FIM, quello che presidia regolamenti tecnici, omologazioni e standard di sicurezza relativi a moto e attrezzature. In un’epoca segnata da rapidi sviluppi tecnologici, la direzione tecnica incide direttamente su competitività, costi e sostenibilità delle diverse specialità motociclistiche.
Terza nomina italiana, quella di Francesca Marozza alla guida della Public Affairs Commission. Anche lei già attiva come membro della commissione, passa ora a coordinarne le attività, che hanno un impatto concreto sulla vita quotidiana dei motociclisti. La Public Affairs Commission si occupa infatti di tutelare i diritti di chi utilizza la moto come cittadino e consumatore, intervenendo sui temi regolamentari, sull’accesso alle infrastrutture, sulle politiche di mobilità e sull’immagine del motociclista nello spazio pubblico.
- Armando Castagna: confermato alla Track Racing Commission
- Fabio Fazi: nuovo Direttore della International Technical Commission
- Francesca Marozza: nuova Direttrice della Public Affairs Commission
- Tre Direttori italiani, primato tra le federazioni nazionali
- Mandato valido per il quadriennio FIM 2019-2022
Il peso crescente della FMI nello scenario internazionale
Con queste nomine, la Federazione Motociclistica Italiana sarà l’unica federazione nazionale a contare tre Direttori di Commissione all’interno della FIM nel quadriennio 2019-2022. Un segnale forte di fiducia che arriva dai vertici internazionali e che riflette, oltre alla competenza delle singole persone, il ruolo che l’Italia si è ritagliata nel confronto europeo e mondiale.
Le aree presidiate dai dirigenti italiani coprono ambiti decisivi per il futuro del settore: l’organizzazione sportiva delle discipline di Track Racing, l’evoluzione dei regolamenti tecnici e la difesa dei diritti dei motociclisti nelle sedi istituzionali. Un equilibrio che mette la FMI al centro di tre fronti cruciali: sport, tecnica e politiche pubbliche legate alle due ruote.
Dal punto di vista della governance, la presenza italiana ai vertici delle Commissioni apre spazi di influenza nelle scelte che incideranno su campionati, sicurezza, sviluppo tecnologico e rapporto tra motociclismo e società. La stessa FMI sottolinea come queste nomine si inseriscano in un più ampio programma di rafforzamento dell’attività internazionale, con l’obiettivo dichiarato di essere protagonista anche in altri incarichi, a partire dalle prossime designazioni dei membri delle Commissioni FIM.
Per il movimento motociclistico italiano, sportivo e non solo, si tratta di un’occasione per far sentire la propria voce e contribuire direttamente alla definizione delle regole del gioco, dentro e fuori le piste.