Trofeo Enduro KTM in Liguria, la FMI risponde alle critiche ambientaliste

Trofeo Enduro KTM in Liguria, la FMI risponde alle critiche ambientaliste

Il passaggio del Trofeo a San Bartolomeo al Mare ha acceso il confronto tra mondo del fuoristrada e ambientalismo. Dopo un articolo critico apparso su un quotidiano ligure, il Comitato Regionale Liguria interviene per difendere l’evento, rivendicandone la regolarità e il valore per il territorio.

San Bartolomeo al Mare, numeri e ricadute del Trofeo KTM

Domenica 6 marzo il comune rivierasco ha ospitato la prima prova del , richiamando 220 piloti e un seguito di meccanici, amici, accompagnatori e addetti ai lavori per un totale di circa 700 persone presenti in zona. Una cifra che, secondo la Federazione, ha portato un sensibile incremento di presenze e consumi nel fine settimana.

La partenza, allestita con un fettucciato sulla spiaggia, ha richiamato centinaia di spettatori lungo il litorale, trasformando il lungomare in una sorta di arena naturale. Alberghi e strutture ricettive della zona avrebbero registrato il pieno nelle camere disponibili, con oltre un centinaio di stanze occupate dai partecipanti e dal pubblico arrivato per seguire la gara. Stando alle stime diffuse dalla FMI Liguria, l’indotto commerciale della manifestazione avrebbe generato un aumento di fatturato di almeno il 40 per cento nei giorni dell’evento.

Per l’amministrazione comunale, sottolinea il Comitato Regionale, l’appuntamento con il Trofeo KTM rappresenta anche un investimento in termini di visibilità: la copertura mediatica nazionale e internazionale del monomarca arancione è considerata un veicolo per promuovere l’immagine di San Bartolomeo al Mare oltre i tradizionali flussi turistici estivi.

Tracciati, manutenzione e rapporti con il territorio

Uno dei punti più contestati dall’articolo critico riguarda l’impatto del passaggio delle moto sull’entroterra collinare. La FMI Liguria replica evidenziando il lavoro svolto dal Motoclub 2 Valli nella preparazione del percorso e nella manutenzione della viabilità utilizzata per la speciale enduristica.

I volontari del club, si legge nella nota, avrebbero lavorato gratuitamente per ripristinare vecchie strade sterrate e mulattiere, operando il defrascamento della vegetazione, la pulizia di sentieri altrimenti difficilmente praticabili e l’aggiustamento del sedime eroso dall’acqua. In fase di tracciatura sarebbe stato privilegiato il fondo roccioso, proprio per contenere il più possibile l’incisione sul terreno naturale.

Elemento centrale della difesa della FMI è anche la regolarità amministrativa del percorso. Le strade interpoderali e i passaggi fuoristrada sarebbero stati individuati in accordo con i consorzi privati detentori di quelle vie, con il versamento di cauzioni a garanzia del ripristino post-gara. Gli interventi di sistemazione, dichiarano dalla Liguria, sono iniziati immediatamente dopo la manifestazione e proseguono per garantire un effetto duraturo sulla fruibilità della rete sentieristica.

Da qui la contestazione alla definizione di “pugno in faccia all’ambiente” riportata dal quotidiano, attribuita ad alcuni escursionisti di passaggio. Secondo la Federazione, gli stessi sentieri criticati sarebbero stati difficilmente percorribili senza il lavoro preliminare del motoclub. Nel mirino finisce anche il richiamo, ritenuto improprio, a dichiarazioni di Legambiente sui divieti ai mezzi motorizzati nei sentieri, che potrebbero far pensare a una manifestazione abusiva, mentre la FMI insiste sulla completa autorizzazione dell’evento.

FMI Liguria: confronto aperto, ma no a processi sommari

Il Comitato Regionale FMI Liguria giudica il racconto giornalistico “tendenzialmente volto a ridurre la positività” dell’iniziativa, con il rischio di alimentare, a suo dire, un clima di intolleranza generalizzata verso i motociclisti e il fuoristrada sportivo. Nel fuoco incrociato, secondo la Federazione, finiscono soprattutto gli amministratori locali che scelgono di puntare su eventi motoristici per destagionalizzare il turismo e dare visibilità alle aree interne.

Per la FMI, le autorizzazioni rilasciate dai comuni non sono semplici permessi a correre, ma strumenti per costruire una collaborazione stabile con i sodalizi motociclistici del territorio. L’obiettivo dichiarato è valorizzare una rete di percorsi collinari spesso abbandonati, con interventi di manutenzione che restano a beneficio di chi frequenta quei tracciati tutto l’anno, dagli escursionisti agli amanti della mountain bike.

In questo quadro, il Comitato Regionale ribadisce il proprio sostegno al Comune di San Bartolomeo al Mare e al Motoclub 2 Valli, rivendicando il rispetto delle normative ambientali e della disciplina sulla circolazione fuoristrada. Allo stesso tempo, apre alla possibilità di un confronto diretto con chi solleva critiche, convinto che buona parte delle polemiche nasca da una conoscenza parziale del lavoro svolto dai moto club in collaborazione con le amministrazioni locali.

La posizione della FMI Liguria è chiara: l’ organizzato e regolamentato può rappresentare, se gestito correttamente, una risorsa per i territori ospitanti, sia in termini economici sia nel recupero e nella gestione della viabilità minore, purché il dialogo con le altre realtà che vivono la montagna resti aperto e basato su dati concreti e non su contrapposizioni ideologiche.