11 Febbraio 2026

Vacanze in moto con Franco Trentalance tra introspezione e sicurezza

Franco Trentalance, vacanze in moto tra mente e sicurezza

Nell’estate segnata dalle restrizioni sanitarie e dal distanziamento sociale, Franco Trentalance ha scelto di vivere le vacanze in sella alla moto, trasformando il viaggio tra le curve dell’Appennino tosco-emiliano in un percorso insieme turistico e introspettivo. L’ex divo del cinema per adulti, oggi scrittore, personal coach e volto impegnato nella sicurezza stradale, racconta come l’andare in moto sia diventato per lui un modo per conoscersi meglio e concentrarsi sui prossimi progetti professionali.

Un’estate diversa: turismo lento e distanza in sella

Nel , con le mete affollate e i luoghi di assembramento fuori gioco, Trentalance ha puntato sulle due ruote per un viaggio tutto italiano, lontano dai grandi flussi turistici. La moto diventa così il mezzo ideale per rispettare il distanziamento, ma anche per riscoprire il fascino delle strade di montagna e dei percorsi meno battuti.

Appassionato di lungo corso, Trentalance segue il , frequenta fiere di settore e ama i giri fuori porta nella bella stagione. In questo contesto la vacanza non è solo evasione, ma un modo per vivere la moto in maniera piena, con tempi dilatati e tappe scandite da paesaggi, soste e pensieri.

La moto come palestra mentale

Per il protagonista bolognese, il cuore dell’esperienza su due ruote resta la dimensione mentale. In sella, il viaggio diventa un esercizio di consapevolezza: la concentrazione richiesta nella guida, soprattutto in montagna, obbliga a restare nel qui e ora, attenti al proprio corpo, al mezzo e all’ambiente circostante.

La gestione del gas, l’ingresso in curva, la lettura dell’asfalto e del traffico sono per Trentalance una metafora di controllo di sé, una forma di allenamento psicologico che dialoga con la sua attività di personal coach. Proprio questo tempo sospeso tra un tornante e l’altro gli consente di mettere a fuoco idee e progetti, come le riprese di un documentario biografico dedicato alla sua lunga carriera, che ha attraversato oltre vent’anni ai vertici dell’intrattenimento a luci rosse per poi approdare alla scrittura e alla formazione personale.

La moto si conferma così non solo strumento di svago, ma spazio di riflessione in movimento, in cui ogni chilometro diventa occasione per fare ordine tra pensieri e obiettivi.

Sicurezza sulle curve dell’Appennino

Il viaggio sull’Appennino tosco-emiliano è anche l’occasione per ribadire l’impegno di Trentalance come testimonial di un progetto dedicato alla sicurezza dei motociclisti. L’ex attore è infatti volto di Adotta un DSM, iniziativa promossa dall’associazione Motorlab per proteggere chi viaggia su due ruote nei tratti più insidiosi delle strade di montagna.

Il progetto prevede l’installazione, sulle curve considerate più pericolose, di speciali barriere in plastica ad alto assorbimento, pensate per ridurre le conseguenze di un’eventuale caduta o impatto. Un intervento concreto su uno dei punti più critici della sicurezza in moto, dove la combinazione tra asfalti irregolari, guardrail tradizionali e traiettorie sbagliate può trasformare un errore in un incidente grave.

L’Appennino diventa così il palcoscenico di un doppio racconto: da un lato il piacere di guida e l’introspezione di un motociclista esperto, dall’altro la necessità di infrastrutture più attente all’utenza vulnerabile. In questo intreccio tra passione, crescita personale e responsabilità, il viaggio di Franco Trentalance assume un valore che va oltre la semplice vacanza, parlando a tutti coloro che vivono la moto come strumento di libertà, ma anche come impegno verso la propria e altrui sicurezza.

  • Viaggio estivo tra le curve dell’Appennino tosco-emiliano
  • Focus sulla dimensione introspettiva della guida in moto
  • Tempo in sella utilizzato per elaborare nuovi progetti professionali
  • Impegno come testimonial per la sicurezza dei motociclisti
  • Partecipazione al progetto Adotta un DSM di Motorlab
  • Installazione di protezioni ad alto assorbimento nelle curve più rischiose