WorldSBK Ungheria amara per Pata Maxus Yamaha a Balaton Park

Nel round WorldSBK a Balaton Park il team Pata Maxus Yamaha ha pagato penalità, cadute e problemi di assetto.
Il weekend ungherese della Pata Maxus Yamaha WorldSBK sul nuovissimo Balaton Park si chiude con più rimpianti che punti: tra penalità, cadute e problemi di assetto, Xavi Vierge e Andrea Locatelli non sono riusciti a esprimere il potenziale mostrato nei giorni precedenti.
Pata Maxus Yamaha WorldSBK, occasione mancata a Balaton
Reduce da un round positivo ad Assen, il team arrivava a Balaton Park con ambizioni importanti, forti anche di un buon avvio di weekend. In gara però lo scenario è cambiato, soprattutto la domenica, trasformandosi in una tappa tutta in salita per la struttura guidata da Paul Denning.
Vierge ha dovuto ancora una volta fare i conti con una qualifica complicata, che lo ha relegato al 17° posto in griglia per la Superpole Race. Lo spagnolo ha reagito con una bella rimonta fino alla top 10 nella corsa sprint, chiusa al 10° posto e a un soffio da una posizione migliore per la seconda manche lunga.
In Gara 2 il numero 97 è scattato dalla 15ª casella, ma non è mai riuscito a trovare il feeling necessario per restare agganciato al gruppo di testa. Nella seconda parte di gara ha sofferto soprattutto in frenata e in trazione, chiudendo in 12ª posizione e portando a casa punti preziosi ma lontani dalle aspettative sue e della squadra.
Penalità, cadute e frustrazione per Locatelli
La domenica di Andrea Locatelli è stata ancora più complessa. Nella Superpole Race, al primo giro, il bergamasco è rimasto coinvolto in un contatto alla curva 6 con Miguel Oliveira, concluso con la caduta di entrambi e l’esposizione della bandiera rossa. Alla ripartenza sulla distanza ridotta di 8 giri, Race Direction ha giudicato il comportamento di Locatelli come guida irresponsabile, infliggendogli una doppia Long Lap Penalty.
Costretto a scontare la penalità nella seconda parte della sprint race, Locatelli ha chiuso 13°, ritrovandosi così in quarta fila per Gara 2. Una decisione che il team ha definito estremamente discutibile, sottolineando come il contatto fosse un normale episodio di gara e come la sanzione abbia compromesso sia il risultato della Superpole Race sia le prospettive per la manche conclusiva.
In Gara 2, nonostante la partenza arretrata, il feeling con la sua Yamaha R1 appariva buono e dal box si intravedeva la possibilità di una rimonta concreta. Tutto però è finito al termine del primo giro, quando Locatelli è stato vittima di un violento high-side all’ultima curva, la 17, per cause ancora da chiarire. Il pilota è uscito con conseguenze per fortuna limitate a contusioni e danni solo “cosmetici”, ma ha dovuto abbandonare ogni speranza di sfruttare il passo mostrato nei giorni precedenti.
Neila protagonista nel WorldWCR e sguardo puntato su Most
A sorridere in casa Yamaha, nel fine settimana ungherese, è stata soprattutto Beatriz Neila. La spagnola di Ampito Crescent Yamaha ha centrato un altro secondo posto nel FIM Women’s Circuit Racing World Championship, al termine di una Gara 2 esplosiva, con quattro pilote in lotta per la vittoria fino all’ultima curva. Con questo risultato, Neila si porta a soli 14 punti dalla vetta della classifica generale a metà stagione. Top 10 anche per Chloe Jones, nona con i colori Monster Energy Crescent Yamaha.
Per il team Pata Maxus Yamaha WorldSBK, invece, il bilancio di Balaton Park resta amaro. Denning ha sottolineato come il potenziale per un bottino importante di punti, soprattutto per Locatelli, ci fosse tutto, ma sia stato vanificato da episodi che hanno stravolto la domenica. Allo stesso tempo, il responsabile della squadra ha ribadito la volontà di analizzare con attenzione i problemi emersi sulla R1 di Vierge, per ritrovare rapidamente la strada giusta sul piano del set-up.
Il campionato WorldSBK non si fermerà a lungo: tra meno di due settimane il circus sarà di scena a Most, in Repubblica Ceca, su un tracciato dove Pata Maxus Yamaha in passato ha già raccolto podi e prestazioni di livello. L’obiettivo è chiaro: voltare pagina rispetto alla difficile tappa ungherese e tornare a esprimere il vero potenziale del pacchetto piloti-moto già dal round del 15-17 maggio.