WorldSBK Laguna Seca: Pirelli punta solo su gomme morbide

Pirelli arriva a Laguna Seca per l’ottavo round del Mondiale Superbike 2018 con una scelta tecnica netta: solo soluzioni morbide, sia all’anteriore sia al posteriore, e un nuovo confronto diretto tra misura posteriore maggiorata 200/65 e formato standard. Una strategia che conferma il ruolo del tracciato californiano come banco prova chiave per lo sviluppo degli pneumatici DIABLO Superbike.
Laguna Seca, un laboratorio a cielo aperto per le gomme
Il WeatherTech Raceway Laguna Seca, in calendario per la sedicesima volta e sesta stagione consecutiva, ospiterà dal 22 al 24 giugno solo la classe WorldSBK. Il tracciato di 3610 metri, con 11 curve e dislivelli continui, è tra i più tecnici del campionato: richiede grande precisione in inserimento e stabilità nelle brusche variazioni di pendenza.
La sezione più iconica è il Cavatappi, la chicane in cima alla collina formata dalle curve 8 e 8A. Qui le Superbike affrontano un dosso ripidissimo a circa 80 km/h, con rapidi cambi di direzione in contropendenza che stressano l’anteriore, mentre i violenti trasferimenti di carico mettono alla prova il grip del posteriore. Non meno impegnativo il rettilineo di arrivo, corto ma veloce, dove le derivate di serie toccano i 270 km/h con due leggeri cambi di direzione.
La posizione del circuito, su una collina vicino alla baia di Monterey, genera spesso forti escursioni termiche tra mattina e pomeriggio. Questo rende particolarmente delicata la scelta delle mescole, soprattutto con temperature d’asfalto che, come nel 2017, possono superare abbondantemente i 50 gradi durante le gare.
Nuova posteriore 200/65 a confronto diretto
Per il posteriore Pirelli prosegue il lavoro sulla nuova misura 200/65, introdotta per la prima volta a inizio stagione in Australia e poi sviluppata ulteriormente da Imola in avanti. A Laguna Seca sarà disponibile la soluzione W1002, già vista con successo a Imola, Brno e Donington, che utilizza la stessa mescola morbida della W1050 in misura standard.
Per il costruttore milanese questa tappa rappresenta l’occasione ideale per un confronto alla pari fra le due misure: stessa mescola, ma diversa impronta a terra. La 200/65 offre infatti un’area di contatto più ampia e una migliore distribuzione degli sforzi, con l’obiettivo dichiarato di aumentare il grip soprattutto nelle condizioni di asfalto caldo e nei tratti più esigenti sul posteriore.
Gli pneumatici da asciutto a disposizione dei piloti WorldSBK saranno cinque in totale: tre anteriori e due posteriori, oltre alla gomma supersoft da qualifica utilizzabile solo nella seconda sessione di Superpole. Il parco complessivo conta 1369 pneumatici, comprendendo anche le soluzioni intermedie e da bagnato, interamente dedicate alla sola categoria Superbike, unica protagonista del weekend statunitense.
Solo soluzioni morbide per massimizzare grip e performance
La scelta più netta riguarda l’anteriore: tutte e tre le opzioni previste da Pirelli adottano mescole morbide. Accanto alla SC1 di gamma ci saranno due soluzioni di sviluppo già ben conosciute dal paddock. La V0952, molto apprezzata nella scorsa stagione e nei round già disputati nel 2018, e la W0657, caratterizzata da una mescola ancora più morbida rispetto alla SC1 standard per offrire un livello di grip superiore sull’avantreno, cruciale nelle curve lente a novanta gradi come la 3 e la 4.
Al posteriore, come detto, i piloti potranno scegliere tra la W1050 in misura standard e la W1002 in misura 200/65, entrambe con mescola morbida. La W1050, rispetto alla SC0 di gamma, è pensata per garantire prestazioni più costanti anche con temperature dell’asfalto meno elevate, mentre la W1002 punta a sfruttare l’innovativa sezione maggiorata per massimizzare la trazione e la stabilità nei tratti in salita e in staccata.
La strategia complessiva di Pirelli a Laguna Seca si basa quindi su pochi concetti chiave:
- utilizzo esclusivo di mescole morbide davanti e dietro
- confronto diretto tra misura posteriore standard e 200/65
- focus sul grip all’anteriore nelle curve lente e in contropendenza
- ottimizzazione della trazione nelle fasi di forte trasferimento di carico
- raccolta dati in condizioni di forte escursione termica pista-aria
I riferimenti del 2017 mostrano quanto il tracciato sia esigente con gli pneumatici: temperature d’asfalto fino a 58 gradi in Gara 1, oltre 50 gradi in Gara 2, velocità massima sfiorata di 260 km/h e tempi sul giro record firmati da Jonathan Rea e Tom Sykes. In questo contesto, la scelta Pirelli di puntare su soluzioni morbide evolute e su una misura posteriore maggiorata conferma la vocazione di Laguna Seca come terreno privilegiato per lo sviluppo delle gomme che poi finiranno anche sui prodotti stradali di alta gamma.