WorldSBK, parla il capo tecnico di Guintoli nel ritorno Yamaha

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Nel 2016 è tornata in con la ufficiale affidata, tra gli altri, a Sylvain . Dietro al pilota francese c’è il lavoro di Lez Pearson, capo tecnico del Pata Yamaha Official WorldSBK Team, figura chiave del progetto e riferimento storico della struttura Crescent Racing.

Lez Pearson, vent’anni di paddock e un nuovo capitolo con Yamaha

La carriera di Lez Pearson abbraccia oltre vent’anni di competizioni ai massimi livelli, tra campionato britannico , 500cc GP e Mondiale Superbike. Un percorso che lo ha portato a seguire piloti e moto molto diversi, accumulando esperienza su piste, regolamenti e tecnologie in continua evoluzione.

Da circa un decennio Pearson è uno dei punti fermi della squadra Crescent Racing, struttura che nel 2016 ha accolto il programma ufficiale Yamaha in Superbike. Il corso ha rappresentato una svolta: dopo anni con altri costruttori, il team si è trovato a gestire una moto completamente diversa, la YZF-R1 sviluppata nel segno dell’elettronica avanzata e dell’elevata efficienza ciclistica.

Per un capo tecnico come Pearson, l’arrivo di Yamaha ha significato ripartire da una base in parte nuova, integrando procedure, metodologie e strumenti dell’ambiente racing della Casa giapponese. Una sfida che ha richiesto capacità di adattamento e, al tempo stesso, la solidità di un gruppo di lavoro affiatato e con lunga esperienza comune.

Il binomio con Guintoli e il debutto di Phillip Island

Nel progetto WorldSBK 2016, Yamaha ha scelto come uno dei suoi piloti di punta, affidandolo alla gestione tecnica proprio di Lez Pearson. Il francese, campione del mondo Superbike nel recente passato, porta in dote un bagaglio di sensibilità e conoscenze preziose nello sviluppo di una moto nuova nel contesto del campionato.

Il primo banco di prova è stato il round di apertura a , tracciato veloce e tecnico che mette in luce da subito caratteristiche e limiti di una moto. Il rientro dai box australiani ha offerto a Pearson e al suo staff le prime indicazioni concrete sul comportamento della nuova R1 in condizioni di gara, con pneumatici, temperature e ritmo da mondiale.

L’obiettivo dichiarato del team per il 2016 non è soltanto raccogliere risultati immediati, ma costruire una base solida per riportare la YZF-R1 stabilmente ai vertici della Superbike. In questo contesto, il confronto costante tra Guintoli e Pearson diventa lo strumento principale per tradurre le sensazioni del pilota in interventi tecnici efficaci su ciclistica, elettronica e gestione gara.

La sfida tecnica del ritorno Yamaha in Superbike

Il ritorno di Yamaha in WorldSBK comporta un lavoro di messa a punto che va oltre il singolo weekend di gara. La YZF-R1, derivata dal modello stradale ma profondamente adattata alle specifiche del regolamento, deve trovare il proprio equilibrio in un contesto estremamente competitivo, contro rivali con anni di sviluppo alle spalle.

Il ruolo del capo tecnico è quindi quello di coordinare un processo complesso, che coinvolge ingegneri, meccanici e reparti di sviluppo, mantenendo come riferimento costante le esigenze del pilota. Ogni turno in pista diventa una raccolta di dati da trasformare in passi avanti concreti, gara dopo gara.

La collaborazione tra Yamaha, il team Crescent e una figura esperta come Lez Pearson rappresenta uno degli elementi centrali di questo progetto. Se la YZF-R1 punta a tornare stabilmente nelle posizioni di vertice del mondiale, sarà anche grazie al lavoro spesso invisibile ma decisivo di chi, come il capo tecnico di Guintoli, costruisce le prestazioni a partire dal box.

  • Oltre 20 anni di esperienza tra BSB, 500cc GP e WorldSBK
  • Dieci anni di continuità con la struttura Crescent Racing
  • Nuovo ruolo nel progetto ufficiale Yamaha con la YZF-R1
  • Gestione tecnica di Sylvain Guintoli nel 2016
  • Primo test reale del pacchetto al round di Phillip Island