L’Italia punta al titolo all’Europeo Enduro di Harfsen

A dieci giorni dalla FIM ISDE 2016, la Maglia Azzurra Enduro torna subito in azione. Il 28 e 29 ottobre l’Italia sarà protagonista all’Europeo Enduro di Harfsen, in Olanda, dove verranno assegnati i titoli continentali individuali e per nazioni, con una doppia formazione azzurra al via.
Harfsen decide i titoli europei
L’appuntamento olandese chiude il campionato europeo di specialità e avrà quindi un peso decisivo tanto per le classifiche dei singoli piloti quanto per quelle delle nazionali. In due sole giornate si concentrerà l’intero confronto tra le squadre più forti del continente, con un format di gara pensato per mettere alla prova resistenza, velocità e gestione della pressione.
Il tracciato prevede ogni giorno un anello di circa 90 chilometri da ripetere tre volte, per un totale di 12 Prove Speciali complessive nell’arco del weekend. Il risultato finale di ciascuna nazionale verrà calcolato sommando i tre migliori tempi dei piloti in gara, con lo scarto del crono più alto: una scelta che obbliga ogni squadra a schierare un gruppo compatto e competitivo, senza margine per errori o cali di concentrazione.
In questo contesto, l’Italia arriva con l’obiettivo dichiarato di confermare quanto di buono mostrato nelle ultime uscite internazionali e di chiudere la stagione continentale da protagonista, sfruttando anche l’inerzia positiva maturata alla recente Sei Giorni.
Due squadre azzurre tra Trofeo e Junior
Per Harfsen, il Commissario Tecnico FMI Cristian Rossi ha scelto di schierare due formazioni: una squadra Trofeo e una Junior, per un totale di otto piloti convocati. La presenza di un gruppo numeroso permette alla Maglia Azzurra di coprire più classi e di puntare sia alla classifica assoluta sia a quella riservata ai giovani.
Nella squadra Trofeo l’Italia si affida all’esperienza e alla velocità di Nicolò Bruschi su Husqvarna, Guido Conforti su Suzuki, Maurizio Micheluz su Husqvarna e Nicolas Pellegrinelli su KTM. Una formazione eterogenea per marchi e caratteristiche di guida, ma accomunata da buoni risultati recenti e da una conoscenza approfondita delle competizioni internazionali.
La Maglia Azzurra Junior sarà invece il terreno di crescita dei talenti emergenti: Emanuele Facchetti, Lorenzo Macoritto e Matteo Pavoni, tutti su KTM, insieme ad Andrea Verona su Husqvarna. Una squadra che rappresenta il futuro dell’enduro italiano e che a Harfsen avrà l’occasione di misurarsi con i migliori coetanei europei in una gara dall’altissimo valore tecnico e agonistico.
Lo stesso Rossi sottolinea come il gruppo arrivi all’Europeo particolarmente motivato, deciso a confermare i risultati già messi a segno nelle scorse stagioni. Tra gli avversari indicati come più pericolosi spicca l’Inghilterra, considerata una delle squadre da tenere maggiormente sotto controllo nel confronto diretto per il titolo.
Obiettivo podio tra nazionale e individuali
Le due giornate di Harfsen avranno un doppio peso sul bilancio della stagione azzurra. Da un lato c’è la corsa ai titoli per nazioni, in cui l’Italia punta a ribadire il proprio ruolo di riferimento nell’enduro europeo; dall’altro, la posta in palio per i singoli piloti è altrettanto alta, perché le prove in programma saranno determinanti per chiudere le classifiche individuali del campionato.
Il format con tre tempi validi e uno scartato per ciascuna giornata impone a tutti i piloti di mantenere un livello costante di performance: non sarà sufficiente una singola prova veloce, ma servirà regolarità lungo tutto l’anello di 90 chilometri, da gestire per tre giri al giorno. Errori, cadute o problemi meccanici potrebbero pesare in modo decisivo sui conti finali, sia per la squadra sia per la classifica personale.
In questo scenario, l’approccio della Maglia Azzurra sarà improntato all’equilibrio tra attacco e gestione. I piloti dovranno spingere per restare agganciati ai migliori, ma senza oltrepassare il limite che potrebbe compromettere l’intero weekend. Il gruppo arriva consapevole che proprio queste ultime due giornate possono cambiare il volto del campionato europeo, trasformando un buon percorso stagionale in un risultato di prestigio, tanto per i colori italiani quanto per le ambizioni dei singoli.
Harfsen diventa così il teatro di un finale ad alta tensione, con l’Italia pronta a giocarsi le proprie carte in un confronto diretto con le principali scuole dell’enduro europeo, in un anno che ha già offerto conferme importanti sul livello della disciplina nel nostro Paese.