Motogiro d’Italia 2026, Tomassini e Zanetti dominano l’edizione sarda

Campioni e partecipanti alla cerimonia di chiusura del Motogiro d'Italia 2026 in Sardegna

La cerimonia di chiusura ha celebrato i vincitori e l'organizzazione del Motogiro d'Italia 2026 in Sardegna.

Il Motogiro d’Italia 2026 si chiude sul lungomare di Santa Lucia di Siniscola dopo sei tappe e oltre 1.600 chilometri, confermandosi come una delle rievocazioni storiche più prestigiose del panorama motociclistico. L’evento, organizzato dal Moto Club Terni “L. Liberati – P. Pileri”, ha visto brillare la formula della rievocazione storica del Motogiro d’Italia accanto alla forte dimensione turistica e culturale.

Rievocazione storica del Motogiro d’Italia, i campioni 2026

Nella classe Rievocazione Storica anni 50, considerata la categoria regina perché richiama la gran fondo disputata tra il 1953 e il 1957, è arrivata l’undicesima vittoria – la sesta consecutiva – per Marco Tomassini. Il folignate, in sella alla Gilera Super 175, ha impostato una gara di grande regolarità, imponendosi nella prima e nella quinta tappa e restando sempre tra i migliori anche nelle frazioni vinte dal lombardo Marco Bonanomi ( 175 CSTL), poi secondo per alcune penalità fatali nelle prove contro il cronometro. Terzo posto per Giacomo Viganò (Moto Morini GT 175), davanti a un combattivo Paolo Mattioli (Morini Tre Sette Sprint 175) che ha preceduto di un soffio l’inglese Jonathan Hewtson (Mondial FB Extra Lusso).

Nella Rievocazione Storica anni 60, che ripropone il Motogiro nella formula di regolarità, il lombardo Giovanni Zanetti (Norton Dominator) ha costruito il successo con tre vittorie di tappa, un secondo e un terzo posto, presentandosi all’ultima frazione con un margine ormai incolmabile. Alle sue spalle la statunitense Robin Webster ( Monza 160), vera veterana dell’evento alla sua decima partecipazione, ha conquistato un meritato secondo posto precedendo per una manciata di punti il britannico Roger Manning, seguito a sua volta dai connazionali Ian Broughton e Peter Gill, tutti su bicilindriche 160 4T.

La categoria Classic ha registrato un elevato numero di iscritti e una lotta serrata alle spalle del dominatore Maurizio Paloni. Il pilota ternano, con la MV Agusta 350 del 1973, ha stravinto grazie a tre successi di tappa e tre secondi posti, lasciando che il confronto per il podio si giocasse tra cinque avversari racchiusi in pochi punti. Alla fine secondo posto per Franco Granato (Moto Morini 3½ GT), che ha preceduto Francesco Arturi ( Imola 350), Davide Valcamonica (Honda CBX400) e Carlo Molet ( R100).

Turismo, Heritage e Scooter: un Motogiro aperto a tutti

Accanto alla rievocazione storica del Motogiro d’Italia hanno trovato spazio le classi dedicate alle moto moderne e alle specialità turistiche. Nella Motogiro Turismo, riservata alle moto attuali, il giornalista romano Claudio Antonaci ha centrato il successo alla sua quinta partecipazione, grazie alla TRK 500 fornita ufficialmente dalla casa pesarese. Sul podio con lui la tedesca Brigitte Benner ( Trident), veterana dell’evento, e il connazionale Thomas Kueht ( Tuono V4RR), seguiti dal tre volte iridato della 125 Pier Paolo Bianchi con la Benelli Leoncino 125 ufficiale e da Aldo Vitali su BMW R1250 R.

Nella classe Heritage, dedicata alle moto d’epoca di particolare pregio, l’inglese Nawal Saigal ha fatto valere il fascino e l’affidabilità della sua Indian bicilindrica 500 del 1936, autentico pezzo da collezione. A impreziosire il parco partenti anche la Vincent A Twin 350 del 1938 del giornalista statunitense Vincent Speet e numerose piccole cilindrate anni 50 e 60. Tra queste spiccava la Terrot 125 2T del 1956 del francese Lionel Mugnier, modello diffusissimo in Francia ma quasi sconosciuto in Italia perché mai importato, e la Riverside 360, la prima moto venduta nei supermercati americani della catena Montgomery Ward, prodotta da Benelli e portata in gara dal collezionista Tod Wallis.

Spazio anche alle ruote piccole con la classe Scooter, vinta dalla romana Chiara Negro Gromm su Vespa PX 125, a conferma del carattere inclusivo dell’evento. Nella classifica a squadre ha primeggiato il team Carate Brianza, formato da Giacomo Viganò, Marco Tomassini e Marco Bonomi, davanti a Romagna Mia e alla formazione inglese Honda Run.

  • Oltre 1.600 km in sei tappe, tre in linea e tre ad anello
  • 152 iscritti, 102 al traguardo finale di Santa Lucia di Siniscola
  • Presenza ufficiale di e Guardia di Finanza
  • Moto d’epoca rarissime tra Heritage e classi storiche
  • Forte componente turistica e culturale lungo i percorsi sardi

Sardegna protagonista e anticipazioni sul Motogiro 2027

Il tracciato 2026 ha trasformato la Sardegna in un grande palcoscenico per il Motogiro d’Italia moderno: sei tappe, tre in linea e tre a margherita, hanno toccato tutti i capoluoghi di provincia e molti centri dell’isola, privilegiando strade a basso traffico, asfalto di ottima qualità e persino barriere di sicurezza di nuova generazione. Lungo il percorso l’accoglienza delle comunità locali è stata uno degli elementi distintivi, con Pro Loco, Moto Club e amministrazioni comunali impegnati nell’allestimento di soste gastronomiche a base di specialità tipiche, pane carasau e vini Doc molto apprezzati soprattutto dagli stranieri.

Il villaggio del Motogiro, allestito a ogni arrivo con le strutture della , di Benelli, della Guardia di Finanza e dell’organizzazione, ha rappresentato il centro nevralgico della manifestazione. A Nuoro, nella prima tappa, hanno preso parte alla giornata il presidente FMI Giovanni Copioli e il capo di Stato Maggiore della Guardia di Finanza, generale Giuseppe Arbore, in sella a una Moto Guzzi V7 del 1971 proveniente dal museo storico del Corpo. La FMI ha seguito da vicino l’evento anche con il vicepresidente Giuseppe Bartolucci, presente per l’intera settimana e protagonista delle premiazioni finali, durante le quali ha sottolineato la qualità organizzativa del Moto Club Terni.

Non è mancato il tradizionale momento turistico-culturale, con la visita alla necropoli punica-romana di Senorbì, dove lo staff locale ha accolto i partecipanti con grande cura. Il bilancio in termini di sicurezza è stato positivo, con solo qualche scivolata senza conseguenze, favorito dal traffico limitato e dall’ottimo fondo stradale. La cerimonia di chiusura al Resort Alba Dorata di Orosei ha visto un ricco sorteggio di premi offerti dagli sponsor, tra cui una Benelli 125 griffata Motogiro assegnata dopo ben quattro estrazioni al numero 51, quello del tre volte campione del mondo Pier Paolo Bianchi.

Nel suo intervento conclusivo, il presidente del Moto Club Terni “L. Liberati – P. Pileri” Massimo Mansueti ha ringraziato lo staff di oltre sessanta persone che ha reso possibile la rievocazione storica del Motogiro d’Italia 2026 e ha anticipato che l’edizione 2027 porterà nuove interessanti novità, con un percorso che con ogni probabilità avrà come scenario principale la Puglia, sempre a fine maggio.