GP Qatar MotoGP al Lusail International Circuit, tracciato che mette alla prova i freni

Il GP Qatar MotoGP porta i piloti a Lusail, dove velocità elevate e staccate impegnative sollecitano gli impianti frenanti.

Il GP chiude la parentesi asiatica del campionato e porta il al Lusail International Circuit per il terzultimo appuntamento della stagione. La gara in notturna sul tracciato alle porte di Doha propone una sfida particolare per gli impianti frenanti, chiamati a gestire velocità elevate e staccate impegnative in un contesto reso ancora più suggestivo dall’illuminazione artificiale.

Quella del 2026 è la ventiduesima edizione del del Qatar, anche se la MotoGP è scesa in pista a Lusail in 21 occasioni: l’appuntamento del 2020 non si disputò infatti a causa della pandemia. È inoltre soltanto la seconda volta che l’evento viene programmato a novembre, dopo l’edizione 2023, quando occupava la posizione di penultimo round stagionale.

GP Qatar MotoGP, un tracciato da difficoltà media

Lungo 5,38 chilometri, il Lusail International Circuit viene classificato da Brembo come un circuito mediamente impegnativo per i freni. Nella scala di difficoltà da 1 a 6, il tracciato qatariota riceve un indice pari a 3, un valore che riflette un bilanciamento tra le numerose frenate e le caratteristiche complessive del giro.

In ogni tornata i piloti affrontano 11 sezioni di frenata, per un totale di 34 secondi. Tre sono considerate ad alta severità, quattro di livello medio e altre quattro a bassa intensità. Un quadro che non colloca Lusail tra i circuiti più estremi dell’intero calendario dal punto di vista della frenata, ma che richiede comunque precisione e costanza, soprattutto nelle fasi più concitate della gara.

Il fattore principale è rappresentato dalla conformazione del tracciato, che alterna tratti scorrevoli a punti nei quali le moto devono ridurre rapidamente la velocità. L’asfalto del Qatar ospita da anni il Motomondiale e ha conosciuto anche una seconda gara nel 2021, disputata con la denominazione di GP Doha. Per questo il conteggio degli appuntamenti iridati MotoGP disputati sul circuito è superiore al numero delle singole edizioni del Gran Premio del Qatar.

La curva 1 è la frenata decisiva di Lusail

Il punto più impegnativo per l’impianto frenante si trova alla curva 1, al termine del rettilineo principale lungo 1,068 chilometri. Qui le MotoGP arrivano a 337 km/h e devono rallentare fino a 99 km/h in appena 4,9 secondi, percorrendo 259 metri durante la staccata. È un passaggio determinante anche sul piano sportivo, perché la prima curva concentra spesso le opportunità di attacco nelle fasi iniziali e nei duelli ravvicinati.

Secondo i dati diffusi da Brembo, i piloti applicano sulla leva un carico di 5,6 kg e sono sottoposti a una decelerazione di 1,5 g. La pressione dell’impianto raggiunge 12,1 bar, mentre la temperatura dei dischi supera i 550 °C. Numeri che restituiscono l’intensità della frenata più severa del circuito e spiegano perché la gestione dell’ingresso in curva possa fare la differenza tanto nella ricerca del tempo sul giro quanto nella battaglia in pista.

Il GP Qatar MotoGP si distingue anche per l’orario della gara, fissato alle 20 locali. Nelle staccate più violente, i dischi in carbonio possono apparire incandescenti lungo la circonferenza. Non si tratta però di temperature eccezionali rispetto ad altri circuiti: l’effetto risulta più visibile soprattutto per l’assenza della luce solare, che rende percepibile all’occhio umano la particolare emissione luminosa prodotta dai dischi ad alta temperatura.

Ducati punta Yamaha nella storia del Qatar

Oltre all’aspetto tecnico, Lusail offre un confronto interessante sul piano dei risultati. guida l’albo d’oro del circuito con 10 vittorie, mentre arriva all’appuntamento con la possibilità di raggiungere quel primato. ha conquistato le altre tre affermazioni nelle gare MotoGP disputate in Qatar e a Doha.

La tendenza più recente, tuttavia, parla Ducati. La Casa di Borgo Panigale ha vinto le ultime quattro edizioni con quattro piloti diversi, a conferma della competitività espressa negli anni sul tracciato qatariota:

  • Enea Bastianini nel 2022
  • Fabio Di Giannantonio nel 2023
  • Francesco nel 2024
  • Marc Marquez nel 2025

Tutte le 22 gare disputate a Lusail sono state vinte da moto dotate di freni Brembo. Il legame tra l’azienda italiana e la classe regina è consolidato: dal GP del Qatar 2016 tutti i piloti MotoGP presenti in griglia hanno utilizzato impianti Brembo. In quella stagione i piloti potevano scegliere fra pinze in alluminio light duty, pensate per pastiglie standard, e heavy duty, destinate alle pastiglie high mass. Fu anche l’anno in cui le pinze in alluminio-litio uscirono di scena, in seguito al divieto regolamentare.

Per il mondiale, la tappa di Lusail rappresenta dunque un passaggio decisivo verso la conclusione della stagione. Per piloti e squadre sarà importante trovare il giusto equilibrio tra prestazione, gestione della gara e precisione nelle frenate, con la curva 1 pronta a essere ancora una volta uno dei punti chiave dell’intero weekend.

Il video Brembo della frenata più impegnativa

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