David Alonso è il primo iridato Moto3 dell’era Pirelli

Il Gran Premio del Giappone a Motegi consegna alla storia David Alonso: il colombiano del CFMOTO Gaviota Aspar Team è il primo Campione del Mondo Moto3 dell’era Pirelli e il primo pilota latino-americano a conquistare un titolo iridato nel Motomondiale dal 1986, quando il venezuelano Carlos Lavado vinse il suo secondo Mondiale nella 250.
Con la vittoria a Motegi, Alonso si è assicurato matematicamente il titolo con quattro gare di anticipo, chiudendo un weekend in cui ha firmato record, rimonta e una superiorità tecnica netta anche sul piano del passo gara.
Alonso, rimonta e record verso il titolo Moto3
Scattato dalla terza casella in griglia, Alonso ha vissuto una gara in rimonta dopo essere scivolato fino alla settima posizione nelle prime fasi. Da lì ha costruito con lucidità la sua progressione, risalendo il gruppo fino a prendersi il comando e tagliare il traguardo per la sua decima vittoria stagionale su 16 gare disputate.
Il nuovo campione Moto3 ha impreziosito il successo con un giro record: al nono passaggio dei 17 previsti ha fermato il cronometro in 1’55.675, circa 1,4 secondi più veloce del precedente record in gara firmato da Ayumu Sasaki nel 2023 e quasi mezzo secondo sotto il vecchio all-time lap record del tracciato.
Il ritmo imposto dal gruppo è stato complessivamente elevatissimo: ben 21 piloti sono scesi sotto il precedente record della pista e la gara, durata 33’03.606, è risultata oltre 22 secondi più rapida rispetto all’edizione 2023, con un miglioramento medio superiore a 1,5 secondi al giro.
Scelte di pneumatici e prestazioni in Moto3
In una domenica asciutta per la Moto3, la chiave tecnica è stata la gestione delle mescole Pirelli.
- All’anteriore la maggioranza dei piloti (15 su 26) ha scelto la medium SC2, mentre i restanti 11 hanno optato per la soft SC1.
- Al posteriore la soft SC1 è stata largamente preferita, montata da 22 piloti su 26.
- La combinazione più utilizzata è stata SC2 anteriore e SC1 posteriore, scelta da 13 piloti, tra cui lo stesso David Alonso.
Le prestazioni messe in mostra a Motegi confermano il livello dell’accoppiata Alonso–CFMOTO–Pirelli, con costanza di risultati e capacità di sfruttare al massimo il pacchetto tecnico.
Parla Pirelli: strategia e record a Motegi
Dalla direzione tecnica Pirelli arrivano complimenti chiari al nuovo campione e una lettura lucida della domenica giapponese: la prestazione di Alonso, con dieci vittorie in 16 gare, viene definita una dimostrazione di costanza impressionante e il titolo un coronamento naturale di questi risultati.
La gara Moto3 è stata sottolineata per l’eccezionale giro record di Alonso, addirittura 1,5 secondi più rapido rispetto al precedente riferimento, e per l’altissimo livello generale che ha visto la gran parte della griglia migliorare i tempi 2023.
Lo sguardo di Pirelli si sposta ora sull’ultimo blocco di tre gare consecutive in Australia, Thailandia e Malesia, prima del gran finale di stagione a Valencia, dopo un weekend di pausa.
Moto2: Gonzalez vince scommettendo sulle slick
Se in Moto3 l’asfalto asciutto ha favorito la pura prestazione, la Moto2 ha vissuto una domenica condizionata dal meteo. La gara è stata interrotta quasi subito per la pioggia e poi ripartenza in condizioni miste, con leggere gocce, asfalto umido e tratti ancora bagnati: uno scenario che ha reso decisiva la strategia pneumatici.
Prima dello stop per pioggia, l’intera griglia aveva optato per le mescole slick: soft SC0 al posteriore e SC1 all’anteriore. Alla ripartenza, però, la maggior parte dei piloti è passata a pneumatici da bagnato, mentre pochi hanno deciso di osare restando su gomme da asciutto.
La scelta si è rivelata vincente per chi ha mantenuto le slick: Manuel Gonzalez (QJMOTOR Gresini Moto2/Kalex) ha conquistato il successo davanti all’idolo di casa Ai Ogura (MT Helmets – MSI/Boscoscuro) e a Filip Salac (Elf Marc VDS Racing Team/Kalex), tutti e tre su pneumatici slick. Miglior interprete tra chi ha scelto le rain è stato Celestino Vietti (Red Bull KTM Ajo/Kalex), settimo al traguardo.
La gara Moto2 si è disputata sulla distanza ridotta di 12 giri rispetto ai 19 previsti inizialmente, con 26 gradi Celsius di temperatura dell’asfalto e 20 gradi dell’aria. In queste condizioni ibride, Pirelli evidenzia come la componente di strategia, unita a una inevitabile dose di fortuna, sia parte integrante delle corse.