Africa Eco Race 2024: trionfano Cerrutti, Paulin e Tomecek

Africa Eco Race 2024: trionfano Cerrutti, Paulin e Tomecek

La 15ª edizione dell’ cala il sipario con una tappa conclusiva tutt’altro che semplice, come annunciato alla vigilia dal direttore sportivo Manfred Kroiss. Navigazione insidiosa, terreno complesso e 247 km di speciale non hanno però scalfito i leader delle varie categorie, che hanno difeso le proprie posizioni fino all’arrivo verso .

Cerrutti porta Aprilia al primo titolo nei grandi rally

Nella categoria moto, l’ultima speciale ha visto Pol Tarres dettare il ritmo. L’andorrano della 700 Ténéré ha voluto chiudere il rally da protagonista, imponendosi nella tappa davanti alla 450 del francese Attilio Fert, autore di un finale di gara in forte crescendo.

La festa grande però è tutta per Jacopo Cerrutti. L’italiano, terzo di giornata e soprattutto davanti al connazionale , conquista l’Africa Eco Race e firma una vittoria storica per : è il primo trionfo assoluto della casa di Noale in un grande rally tout terrain.

Alle spalle di Cerrutti, chiudono la generale i due ufficiali Yamaha: Alessandro Botturi in seconda posizione e Pol Tarres terzo. Distacchi minimi dopo oltre 4000 km di speciali, a testimonianza di una battaglia serrata tra i tre bicilindrici per tutta la durata dell’evento.

Vaudan miglior rookie, Predrero porta la Harley a Dakar

Subito dietro al trio di testa si mette in luce la rivelazione su due ruote di questa edizione: lo svizzero Alexandre Vaudan. In sella a una KTM, Vaudan vince la classe 450 e si aggiudica anche il challenge Rookie Rider by Acerbis, riservato ai piloti under 35 alla prima esperienza in un rally più lungo di otto giorni.

La categoria oltre 450 va invece all’italiano Giovanni Stigliano su , che chiude 17° assoluto. Tra le donne, la migliore è la britannica Vanessa Ruck, 27ª nella classifica moto con la sua KTM.

Nella graduatoria Junior, riservata agli under 25, svetta l’italiano Marco Menichini, autore di un eccellente 7° posto assoluto su Husqvarna. Il primo tra i Veterani (over 40) è Alessandro Botturi, che abbina quindi il podio assoluto al primato di categoria.

Capitolo a parte merita l’impresa di Joan Pedrero: lo spagnolo riesce a portare la Harley-Davidson 1250 Pan America ufficiale fino a Dakar, classificandosi 25°. Una sfida che in molti ritenevano impossibile, trasformata in realtà lungo le piste africane.

Da sottolineare anche la qualità del parco partenti moto: su 47 piloti partiti da Monaco il 30 dicembre, ben 34 taglieranno il traguardo al Lac Rose, dove si terrà la cerimonia di premiazione.

Paulin domina tra auto e SSV con il nuovo Apache ibrido

Nelle quattro ruote, la speciale conclusiva va ai belgi Pascal Feryn e Kurt Keysers. Con il loro Toyota Hilux V8 precedono di 4 minuti e 24 secondi il SSV Can-Am dei portoghesi Ricardo Sousa e Jorge Brandao, consolidando la seconda posizione assoluta e soprattutto aggiudicandosi la vittoria nella categoria Auto. Un successo dal forte valore simbolico, ottenuto al volante dell’ex 4×4 di Jacky Loomans, pilota belga recentemente scomparso, cui l’equipaggio rende così omaggio.

Terzo di tappa è l’equipaggio formato da Pierre-Louis Loubet e François Borsotto su Apache. Per il campione del mondo WRC2 si tratta di un ultimo assalto d’orgoglio dopo diversi problemi di gioventù del mezzo che hanno frenato le ambizioni: senza questi inconvenienti, la coppia avrebbe potuto puntare a ben più della 11ª posizione finale.

Se il primo Apache ha pagato qualche difetto di sviluppo, il secondo esemplare della giovane squadra francese Apache Automotive è stato invece impeccabile. L’affidabilità, unita a un ottimo livello di performance della nuova tecnologia ibrida, ha permesso a Gautier e Remi Boulanger di firmare un risultato clamoroso: vittoria assoluta nella generale e primato nelle classifiche Auto, SSV e Camion.

Per Paulin, leggenda del francese alla sua prima gara da automobilista, è un debutto da sogno. Per Apache, un costruttore al debutto assoluto nelle competizioni, è una consacrazione immediata. La loro supremazia è stata netta: 7 vittorie di tappa su 11, di cui 5 firmate da Loubet. Al termine del rally, l’equipaggio n. 260 conquista l’Africa Eco Race con 3 ore, 45 minuti e 8 secondi di margine sul secondo, senza incorrere in alcuna penalità.

Tomecek re dei camion per la quinta volta

Tra i giganti del deserto, Tomas Tomecek centra un sigillo. Il ceco, solo al volante del suo “vecchio” Tatra, chiude 4° assoluto e conquista così la sua quinta vittoria all’Africa Eco Race nella categoria camion, confermando una volta di più il proprio status di specialista delle lunghe maratone africane.

Alle sue spalle si piazza l’equipaggio olandese formato da Aad Van Velsen, Michel Van Veslen e Marco Siemons, che con lo Scania vincono l’ultima tappa e salgono fino al 5° posto assoluto. Il podio di giornata e dell’evento è completato dal Ginaf di Cédric Feryn, Bjorn Burgelman e Tom De Leeuw.

Classic: dominio Clays con il Toyota BJ73

Nella gara Classic, dedicata ai veicoli storici in regolarità, Tom ed Eric Clays si impongono con autorità. Dopo 27 zone di regolarità e oltre 1000 km di piste, l’equipaggio belga chiude con una netta superiorità sugli avversari.

Per Tom Clays, che festeggia i 70 anni, la vittoria assume un sapore speciale: sarà lui a portare sul podio il Toyota BJ73 del 1986 per ricevere il trofeo di questa prima edizione dell’Africa Eco Race Classic.

Gran finale al Lac Rose

Domenica 14 gennaio 2024 il rally vivrà il suo epilogo con un ultimo trasferimento di 248 km verso il leggendario Lac Rose, nei pressi di Dakar, e una breve speciale sulla spiaggia dal carattere simbolico. Poi, uno alla volta, vincitori e finisher saliranno sul podio per ricevere trofei e medaglie dell’Africa Eco Race 2024, coronando due settimane di gara nel solco della grande tradizione africana dei rally raid.