Mondiale Enduro Youth, Andrea Verona ancora a podio in Gran Bretagna

Prosegue la striscia positiva di Andrea Verona nel Mondiale Enduro Youth. Il giovane veneto, già campione del mondo con una prova d’anticipo, ha centrato una doppia terza posizione nel GP di Gran Bretagna a Hawkstone Park, confermandosi costantemente tra i migliori nonostante un weekend di gara particolarmente impegnativo.
GP d’Inghilterra: format inedito e weekend selettivo
Il fine settimana britannico ha proposto una formula di gara diversa dal solito, articolata su due specialità distinte: Enduro Sprint al sabato e Cross Country alla domenica. Una scelta pensata per rendere l’azione più intensa e spettacolare, che ha messo a dura prova piloti e mezzi, ma che ha offerto al pubblico un confronto serrato dall’inizio alla fine.
Nel Day 1, caratterizzato da sei Cross Test consecutivi, Verona è partito con il passo del campione, mantenendosi nelle posizioni di vertice nella prima parte di gara. Nella seconda metà, però, alcune difficoltà ripetute gli hanno fatto perdere terreno, fino a chiudere con 47 secondi di ritardo dal vincitore di giornata.
La domenica, con la formula Cross Country, il tracciato di Hawkstone Park si è confermato ancora più selettivo. Verona ha dovuto fare i conti con alcuni passaggi particolarmente difficili in cui è rimasto bloccato, accumulando un distacco finale di circa tre minuti dal primo classificato. In entrambe le giornate il successo è andato al cileno Ruy Barbosa, sempre davanti al francese Leo Le Quere e allo stesso Verona, che ha comunque difeso il podio in tutte e due le manches.
Verona già iridato ma ancora affamato di risultati
Il weekend inglese arrivava a titolo già assegnato: Verona aveva infatti conquistato matematicamente il Mondiale Enduro Youth a fine luglio in Portogallo. L’appuntamento di Hawkstone Park rappresentava quindi un banco di prova per correre senza la pressione della classifica, ma con la libertà di misurarsi sul passo puro con i migliori della categoria e con i tempi della Junior.
Nonostante qualche errore e le insidie del percorso britannico, il veneto ha mostrato di non voler rallentare il proprio processo di crescita, mantenendo un approccio competitivo e cercando costantemente il confronto con i riferimenti delle classi superiori. Le prestazioni di Barbosa e Le Quere, solidi su entrambe le giornate, hanno elevato il livello della sfida, rendendo il doppio podio di Verona un risultato significativo in un contesto tutt’altro che scontato.
La particolare impostazione del GP d’Inghilterra, con prove ravvicinate e un ritmo sempre alto, ha messo in luce anche la capacità di adattamento dei piloti, costretti a passare rapidamente da speciali a forte impronta crossistica a tratti più enduristici, con fondo variabile e passaggi tecnici che hanno creato selezione soprattutto nella giornata di domenica.
Facchetti e Spandre, luci e ombre nella classe EJ
Nel fine settimana di Hawkstone Park si sono messi in evidenza anche gli italiani impegnati nella classe EJ, chiamati a gestire ritmo, difficoltà del tracciato e condizione fisica in un format di gara particolarmente intenso.
Sabato Emanuele Facchetti è riuscito a entrare nella top 10, chiudendo all’ottavo posto. Nelle prime fasi di gara era nel gruppo di testa, a ridosso dei migliori, salvo poi perdere qualche posizione a causa di errori negli Enduro Test che gli hanno impedito di lottare fino alla fine per piazzamenti più prestigiosi. Le forti contusioni rimediate nel Day 1 gli hanno consentito di presentarsi al via della domenica, ma non di concludere la prova, costringendolo al ritiro.
Più altalenante la gara di Mirko Spandre, anch’egli impegnato nella EJ. Nel primo giorno ha faticato soprattutto nei tratti a carattere crossistico, salvo poi trovare un buon ritmo nelle prove più enduristiche. Alcune sbavature nel finale hanno però compromesso il risultato, con una tredicesima posizione conclusiva. Domenica è riuscito a migliorare leggermente le proprie prestazioni, chiudendo dodicesimo al termine di un’altra giornata molto impegnativa.
Il fine settimana inglese ha dunque confermato Verona sul podio mondiale Youth e mostrato segnali alterni ma incoraggianti da parte dei giovani italiani nella EJ, in un contesto di gara duro, selettivo e pensato per esaltare spettacolo e resistenza.