Quadricicli in Italia, mercato in crescita e svolta elettrica
Il mercato dei quadricicli in Italia si conferma una nicchia dinamica e in trasformazione, sospesa tra nuove regole, evoluzione degli utenti e forte spinta verso l’elettrico. A fotografare la situazione è uno studio di Confindustria ANCMA, che mette in fila dati economici, tendenze di utilizzo e prospettive green per questi veicoli leggeri a quattro ruote sempre più presenti nelle città.
Che cosa sono i quadricicli e come sono regolati
I quadricicli sono veicoli a quattro ruote omologati secondo normativa comunitaria e appartengono a categorie diverse rispetto alle autovetture tradizionali. Sono classificati in quadricicli leggeri (L6eB), equiparati ai ciclomotori, e quadricicli pesanti (L7eC), parificati ai tricicli, con limiti distinti in termini di potenza, velocità e massa.
I quadricicli leggeri possono raggiungere al massimo 45 km/h con potenza fino a 6 kW e massa in ordine di marcia entro 425 kg. In Italia si guidano dai 14 anni con patente AM, dopo esame teorico e pratico e certificato medico di idoneità. I quadricicli pesanti arrivano invece fino a 15 kW e 80 km/h, con massa di 450 kg per il trasporto persone (600 kg per il trasporto merci), e richiedono almeno 16 anni e patente B1.
L’omologazione è regolata da direttive e regolamenti europei che fissano requisiti per pneumatici, cinture, illuminazione, emissioni inquinanti e sonore, vetri, sistemi di tergitura e sicurezza funzionale. Il Regolamento UE 168/2013 ha aggiornato il quadro, innalzando i limiti di potenza e massa per i quadricicli leggeri per migliorarne sicurezza e fruibilità e introducendo prescrizioni più stringenti in materia di antinquinamento e sicurezza.
Numeri del settore e identikit degli utenti
Il fatturato del comparto quadricicli vale circa 50 milioni di euro in Italia, contro un giro d’affari europeo di circa 290 milioni. A livello continentale l’industria dà lavoro a circa 20.000 addetti, diretti e indiretti, con una filiera che vede motori spesso di provenienza giapponese, ma un indotto in gran parte europeo e con forte presenza di aziende italiane.
La rete distributiva si appoggia soprattutto ai concessionari moto (50%) e auto (40%), con una quota minoritaria di operatori specializzati in minicar. Tra i principali costruttori attivi in Europa figurano Driveplanet (con i marchi Microcar e Ligier), Aixam, Chatenet, Casalini, Bellier e Piaggio.
La crisi economica dell’ultimo decennio ha colpito duramente il settore: dalle oltre 10.000 immatricolazioni del 2007 si è scesi al minimo di 3.686 veicoli nel 2014, con un calo del 65%. Negli ultimi anni, però, si registra un cambio di passo, con una crescita del 64% in due anni e un mercato italiano che nel 2015 rappresenta il 15% delle vendite europee, alle spalle della Francia, che da sola concentra il 52% delle immatricolazioni.
Nel 2016 in Italia sono stati venduti 6.058 quadricicli, di cui 5.207 destinati al trasporto persone (86%) e 851 al trasporto merci (14%). Il parco circolante nazionale ha raggiunto nel 2017 circa 80.000 unità. Roma è la città leader, con il 15% del mercato, seguita da Milano, Firenze, Napoli e Catania.
Tre i profili principali di utilizzatori identificati dallo studio:
- Senior: utenti maturi, spesso in aree rurali o scarsamente servite dal trasporto pubblico, che vedono nel quadriciclo un mezzo economico e semplice per mantenere autonomia.
- Junior: giovani urbani di famiglie con buona capacità di spesa; i genitori preferiscono spesso la minicar a scooter e moto per ragioni di sicurezza e di status.
- Urban professionals: professionisti delle grandi città che apprezzano maneggevolezza, facilità di parcheggio, accesso alle ZTL e integrazione nei servizi di car sharing.
Se fino alla metà degli anni Duemila i senior rappresentavano quasi la totalità degli utenti in alcune aree, l’introduzione di requisiti più severi per il rilascio della patente ha ridotto questa componente. Oggi la quota di utenti junior è stimata tra il 70% e l’80% del totale.
Svolta elettrica, emissioni e sicurezza
La componente più dinamica del mercato è quella dei quadricicli elettrici. Nel 2007 si contavano appena 58 immatricolazioni, pari all’1% del totale. Nel 2016 si è arrivati a 1.533 unità, il 25% del mercato, grazie all’arrivo di nuovi modelli, di nuovi marchi e all’inserimento di questi veicoli nelle flotte di car sharing in città come Milano, Roma e Firenze. Secondo lo studio EMISIA, entro il 2030 gli elettrici potrebbero arrivare a rappresentare il 33% dei quadricicli circolanti.
Nei primi due mesi del 2017 il mercato italiano ha registrato un calo complessivo del 15%, imputato soprattutto alla contrazione dell’elettrico, mentre i quadricicli con motore termico sono rimasti in crescita (+4,7%). In forte progresso i quadricicli leggeri per il trasporto persone, saliti del 19% con 833 unità vendute tra gennaio e febbraio.
Dal punto di vista ambientale, i quadricicli presentano consumi medi contenuti, intorno a 3 litri ogni 100 km, e percorrenze annue inferiori alle autovetture, circa 5.675 km secondo un’indagine Doxa per ANCMA. Il Regolamento 168/2013 ha introdotto nuove fasi omologative con l’adozione dell’Euro 4 nel 2017 e dell’Euro 5 nel 2020, con un drastico abbattimento delle emissioni: meno 85% di monossido di carbonio e meno 84% di idrocarburi e ossidi di azoto rispetto all’Euro 2, oltre all’introduzione della misurazione del particolato.
Sul fronte sicurezza, l’evoluzione tecnologica e normativa sta elevando gli standard del segmento. Le cinture di sicurezza sono obbligatorie, molti modelli adottano freni a disco su tutte le ruote e strutture a deformazione programmata ispirate al mondo auto. Le case effettuano crash test presso centri specializzati, pur non essendo ancora previsti protocolli normativi dedicati. Il Regolamento 168/2013 ha poi inserito prescrizioni sulla protezione degli occupanti e degli altri utenti della strada, sull’obbligo di luci diurne o accensione automatica dei fari e su sistemi anti-manomissione.
All’interno di questo scenario, Confindustria ANCMA – che rappresenta oltre 150 aziende del settore ciclo, motociclo, quadricicli e accessori e si avvale anche della piattaforma espositiva di EICMA – continua a lavorare su norme, sicurezza e sviluppo di mercato, in un comparto che guarda sempre più a giovani, mobilità urbana e transizione elettrica.