Abu Dhabi Desert Challenge 2026, gara rally-raid nel deserto degli Emirati Arabi Uniti

L’Abu Dhabi Desert Challenge 2026 sarà il quinto e ultimo appuntamento del FIA-FIM World Rally-Raid Championship.

L’Abu Dhabi Desert Challenge sarà il quinto e ultimo appuntamento del FIA- World Rally-Raid Championship 2026. La 35ª edizione della gara, organizzata da Emirates Motorsports Organization, andrà in scena dal 22 al 27 novembre e assegnerà gli ultimi verdetti della stagione su un percorso profondamente rinnovato, da Al Ain fino alle aree occidentali dell’Emirato di Abu Dhabi.

Per la prima volta dalla nascita del campionato, sarà proprio la competizione emiratina a ospitare il gran finale del W2RC. Un passaggio significativo per una prova storicamente legata alla navigazione nel deserto, che quest’anno proporrà 1.931 chilometri complessivi e 1.326 chilometri di prove speciali.

Abu Dhabi Desert Challenge, Al Ain al centro del percorso

Al Ain sarà per la prima volta sede sia della partenza sia dell’arrivo. Situata a circa 150 chilometri a est della capitale Abu Dhabi, vicino al confine con l’Oman, la seconda città dell’Emirato rappresenterà il fulcro sportivo e logistico della manifestazione. Il traguardo dell’ultima tappa, venerdì 27 novembre, coinciderà inoltre con le premiazioni della gara e con la cerimonia conclusiva della stagione W2RC.

Il tracciato introdurrà due località inedite nel rally: Madinat Zayed e Al Sila. Madinat Zayed, capoluogo della regione di Al Dhafra, sarà il bivacco principale dell’edizione e ospiterà l’arrivo di tre delle cinque tappe. Al Sila, all’estremità occidentale dell’Emirato, accoglierà invece il campo maratona in riva al mare, tappa centrale della trasferta verso ovest.

Il disegno della gara prevede un prologo FIM e uno shakedown FIA nella giornata di domenica 22 novembre, seguiti da cinque tappe: quattro in linea e una ad anello. La prima parte porterà i concorrenti da Al Ain a Madinat Zayed, prima del doppio passaggio fra quest’ultima e Al Sila; quindi la carovana tornerà verso Al Ain per l’epilogo del campionato.

Più varietà e navigazione nel deserto emiratino

Rispetto all’immagine più classica della gara, l’Abu Dhabi Desert Challenge 2026 punterà su una maggiore varietà di fondi. Le dune rappresenteranno il 23% del percorso, mentre piste sabbiose e tratti fuoripista copriranno il 44%. Il resto comprenderà chott, piste sterrate e sezioni rocciose, queste ultime particolarmente rilevanti lungo l’avvicinamento alla penisola di Al Sila.

Le prime due tappe in linea, da Al Ain a Madinat Zayed e poi fino al campo maratona, seguiranno un asse inedito attraverso il Tropico del Cancro. Saranno previste piste veloci e, in alcuni punti, molteplici possibilità di scelta: condizioni che renderanno la navigazione un fattore decisivo, soprattutto nel viaggio di andata e ritorno fra Madinat Zayed e Al Sila.

La quarta frazione, con partenza e arrivo a Madinat Zayed, riporterà invece i protagonisti fra le dune più spettacolari del deserto di Liwa, in direzione del Rub Al Khali. L’ultima giornata proporrà aree ancora nuove e il passaggio dalle grandi dune di Al Quaa prima del rientro ad Al Ain, in un finale nel quale il margine di errore sarà inevitabilmente ridotto per chi lotterà per i titoli iridati.

Le cinque tappe decisive del W2RC 2026

Il programma agonistico inizierà il 22 novembre con il prologo FIM di 77 chilometri, dei quali 7 cronometrati. Le cinque tappe successive metteranno insieme trasferimenti, lunghi tratti selettivi e il bivacco maratona, dove tutti i concorrenti saranno coinvolti nel formato già sperimentato nell’edizione precedente.

  • 23 novembre: tappa 1, Al Ain-Madinat Zayed, 336 km totali e 226 km di speciale
  • 24 novembre: tappa 2, Madinat Zayed-Al Sila, 389 km totali e 330 km di speciale
  • 25 novembre: tappa 3, Al Sila-Madinat Zayed, 401 km totali e 286 km di speciale
  • 26 novembre: tappa 4, anello di Madinat Zayed, 351 km totali e 258 km di speciale
  • 27 novembre: tappa 5, Madinat Zayed-Al Ain, 377 km totali e 219 km di speciale

Con cinque giornate di gara e una distanza cronometrata superiore ai 1.300 chilometri, la prova emiratina promette dunque di essere un banco di prova completo per motociclisti, auto e tutti i protagonisti del mondiale rally-raid. Il itinerario, meno concentrato esclusivamente sulle dune e più esigente sul fronte dell’orientamento, offrirà un ultimo confronto ad alta intensità prima dell’assegnazione dei titoli 2026.

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