Portimao da record per Pirelli: Canet e Holgado al top

Il Gran Premio del Portogallo 2024 regala a Pirelli un fine settimana da incorniciare nelle classi Moto2 e Moto3. Sul tracciato di Portimao, Aron Canet (Fantic Racing/Kalex) domina in Moto2 mentre Daniel Holgado (Red Bull GASGAS Tech3/GASGAS) si impone in Moto3 al termine di una gara combattuta fino all’ultima curva. In entrambe le categorie, le prestazioni delle gomme italiane consentono ai piloti di abbattere i record sul giro e di migliorare in maniera significativa i tempi complessivi di gara.
Record e prestazioni: il bilancio di Pirelli
Al termine del secondo Gran Premio della stagione, in casa Pirelli il giudizio è nettamente positivo. I tecnici sottolineano come le gomme abbiano garantito livelli di grip e costanza tali da permettere ai piloti di girare più veloci che in passato.
In Moto2, il ritmo gara è stato elevatissimo e Fermín Aldeguer (Beta Tools SpeedUp/Boscoscuro) ha messo il sigillo sul nuovo giro record in 1’42.221 all’undicesimo passaggio, limando quasi tre decimi il primato che Remy Gardner deteneva dal 2020 (1’42.504). Anche il tempo totale di gara risulta leggermente migliore rispetto alla scorsa stagione.
Ancora più marcato il salto prestazionale in Moto3: la corsa è stata complessivamente 18 secondi più veloce rispetto al 2023, con un progresso medio di quasi 1 secondo al giro. David Alonso (CFMOTO Gaviota Aspar Team/CFMOTO) ha aggiornato il giro record di gara fermando il cronometro su 1’46.985 al sesto giro, migliorando di quasi sei decimi il riferimento di Deniz Öncü del 2023 (1’47.563).
Dai dati raccolti, Pirelli ribadisce la propria filosofia costruttiva: realizzare pneumatici capaci di offrire un alto livello di aderenza e prestazioni tali da consentire un miglioramento costante di record e tempi gara. Usura e degrado sono considerati parte integrante del gioco e componenti che i piloti possono gestire in funzione del proprio stile e della strategia, con l’obiettivo di avere gare veloci, spettacolari e combattute fino alla bandiera a scacchi.
Scelte di mescole e strategie in Moto2
In Moto2 la scelta delle gomme posteriori è stata praticamente unanime: tutti i piloti hanno optato per la mescola soft SC0, segno di una fiducia crescente nella capacità della gomma più morbida di reggere la distanza di gara con un’usura ritenuta molto buona.
Più variegato il quadro all’anteriore, dove la mescola morbida SC1 è risultata la più utilizzata (17 piloti su 27). Interessante la differenza di strategia tra i piloti saliti sul podio:
- Aron Canet (Fantic Racing/Kalex), vincitore della gara, ha scelto la SC2 all’anteriore, la soluzione più dura disponibile.
- Joe Roberts (OnlyFans American Racing Team/Kalex) ha optato per la SC1 all’anteriore.
- Manuel Gonzalez (QJMOTOR Gresini Moto2/Kalex), poleman del sabato, ha utilizzato anch’egli la SC1 all’anteriore.
Il quadro conferma come, con il posteriore soft ormai riferimento per tutti, il margine di interpretazione e adattamento sia soprattutto sull’anteriore, dove ogni pilota cerca il miglior compromesso tra feeling, stabilità in frenata e costanza sull’intera distanza.
Moto3: mescole miste e gara record
In Moto3 le combinazioni di mescole sono state decisamente più diversificate, ma tutte si sono dimostrate valide e competitive. I tre piloti sul podio hanno scelto configurazioni differenti, a conferma dell’ampia finestra di utilizzo dei pneumatici Pirelli:
- Daniel Holgado (Red Bull GASGAS Tech3/GASGAS), vincitore, ha montato la medium SC2 sia all’anteriore sia al posteriore.
- Jose Antonio Rueda (Red Bull KTM Ajo/KTM), secondo al traguardo, ha puntato sulla soft SC1 su entrambi gli assi.
- Ivan Ortola (MT Helmets – MSI/KTM), terzo, ha scelto SC2 all’anteriore e SC1 al posteriore.
Guardando all’intero schieramento, la SC2 è stata la mescola anteriore più utilizzata (18 piloti su 26), mentre al posteriore la preferita è risultata la SC1, scelta da 15 piloti su 26. Naturale che le soluzioni più morbide abbiano mostrato un’usura più marcata, ma senza compromettere il rendimento complessivo, come dimostra il notevole abbassamento dei tempi sul giro e della durata totale di gara.
La combinazione tra grip elevato e possibilità di scelta tra più mescole ha permesso ai protagonisti della Moto3 di spingere dal primo all’ultimo giro, regalando una corsa particolarmente serrata, conclusa con il successo in volata di Holgado e con nuovi riferimenti cronometrici fissati per la categoria.