Sei Giorni di Enduro 2026, l’Italia pronta a difendere i titoli

L’Italia affronta a Grândola la 100ª Sei Giorni di Enduro da campione in carica nel Trofeo, nel Trofeo Junior e nel Club Team Award.
L’Italia si prepara alla Sei Giorni di Enduro 2026 da campione in carica e con l’obiettivo di confermare il risultato storico ottenuto un anno fa a Bergamo. Dal 12 al 17 ottobre, a Grândola in Portogallo, la Nazionale azzurra affronterà la 100ª edizione dell’International Six Days Enduro, appuntamento che riunisce le migliori selezioni del panorama mondiale.
La squadra italiana arriverà alla gara dopo aver conquistato nel 2025 il Trofeo, il Trofeo Junior e il Club Team Award. Un tris che ha riportato l’enduro nazionale al centro della scena internazionale e che renderà la Maglia Azzurra una delle formazioni più attese sulle speciali portoghesi.
Sei Giorni di Enduro, una sfida da campioni in carica
L’edizione di Grândola avrà un valore particolare non soltanto per il prestigio della ricorrenza, ma anche per il livello della sfida che attende l’Italia. La Sei Giorni di Enduro è infatti la più antica competizione a squadre nazionali della disciplina e mette alla prova piloti, mezzi e organizzazioni per sei giornate consecutive di gara.
Il gruppo convocato dal commissario tecnico FMI Cristian Rossi mantiene una forte continuità con quello vincente nell’edizione di casa. La formazione del Trofeo presenta un solo cambiamento rispetto al 2025: Matteo Cavallo entra nel quartetto azzurro, portando con sé l’esperienza di una vittoria alla Six Days nel 2021. Confermata integralmente, invece, la selezione del Trofeo Junior, mentre il Moto Club Italia si presenterà con una formazione inedita.
La concorrenza sarà ampia e qualificata, con Spagna, Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti indicati tra i Paesi in grado di puntare ai vertici. L’Italia potrà però contare sui risultati raccolti dai propri piloti nei campionati nazionali e internazionali del 2026, oltre che su un gruppo già abituato a lavorare insieme nelle competizioni di maggior peso.
Le squadre azzurre per il Portogallo
Nel Trofeo, la categoria principale della manifestazione, l’Italia schiererà Samuele Bernardini, Matteo Cavallo, Morgan Lesiardo e Andrea Verona. Si tratta di un quartetto costruito su piloti impegnati nelle classi E1 ed E2, con Verona e Cavallo chiamati a contribuire in E2 e Bernardini e Lesiardo in E1.
La squadra Junior, che nel 2025 aveva centrato il successo a Bergamo, ripartirà da Kevin Cristino, Alberto Elgari e Manuel Verzeroli. Cristino gareggerà nella classe E3, Elgari in E1 e Verzeroli in E2: una formazione giovane ma già consolidata, chiamata a difendere un titolo che confermerebbe la profondità del vivaio italiano nell’enduro.
- Trofeo: Samuele Bernardini, Matteo Cavallo, Morgan Lesiardo e Andrea Verona
- Trofeo Junior: Kevin Cristino, Alberto Elgari e Manuel Verzeroli
- Moto Club Italia: Simone Cagnoni, Manolo Morettini e Pietro Scardina
Nel Club Team Award, il Moto Club Italia sarà rappresentato da Simone Cagnoni, Manolo Morettini e Pietro Scardina. Cagnoni e Scardina saranno al via in classe C2, mentre Morettini correrà nella C1. Anche in questo caso la selezione tricolore avrà il compito di raccogliere l’eredità dell’ultima edizione, nella quale l’Italia aveva completato una tripletta senza precedenti davanti al pubblico bergamasco.
L’Italia alla Sei Giorni di Enduro con un gruppo solido
Per la Federazione Motociclistica Italiana, l’appuntamento portoghese rappresenta un banco di prova importante per l’intero movimento. Il presidente FMI Giovanni Copioli seguirà la manifestazione per tutta la sua durata insieme a Franco Gualdi, coordinatore del Comitato Enduro FMI, in una trasferta che darà ulteriore visibilità alla disciplina e ai suoi protagonisti.
La scelta di confermare gran parte degli azzurri punta sulla continuità tecnica e sullo spirito di squadra, due elementi decisivi in una gara lunga e impegnativa come la Sei Giorni di Enduro. Il precedente di Bergamo offre fiducia, ma non riduce il peso delle aspettative: a Grândola l’Italia dovrà confrontarsi con avversari di alto profilo e dimostrare di saper trasformare il ruolo di favorita in un nuovo risultato di rilievo internazionale.