8 Febbraio 2026

Pirelli, ultima sfida WorldSBK 2022 a Phillip Island

Pirelli, ultima sfida WorldSBK 2022 a Phillip Island

Pirelli si prepara a chiudere la stagione del Campionato Mondiale FIM Superbike sul circuito di , in Australia, uno dei tracciati più impegnativi in assoluto per i pneumatici. Il round, in programma il prossimo fine settimana, rappresenta l’ultima e più delicata prova dell’anno per lo sviluppo gomme della casa milanese.

Phillip Island, il circuito più duro per le gomme

Situato sull’omonima isola a sud di Melbourne e inaugurato nel 1956, il circuito di Phillip Island è noto per il layout old-style, rimasto sostanzialmente invariato da oltre mezzo secolo. Il tracciato alterna una sequenza di curve veloci e ad ampio raggio, con solo due tornantini dove si concentrano molti sorpassi.

L’unico rettilineo significativo è quello davanti ai box: è in discesa e qui si raggiungono alcune delle velocità di punta più elevate dell’intero calendario WorldSBK. La combinazione di curvoni veloci, carichi laterali prolungati e alte velocità genera sui pneumatici un doppio stress, meccanico e termico, particolarmente marcato sul lato sinistro.

Per queste caratteristiche, Phillip Island è riconosciuto da tutti i costruttori come uno dei tracciati più aggressivi e difficili per le gomme, tanto da richiedere soluzioni tecniche dedicate, soprattutto al posteriore.

Le scelte Pirelli per la Superbike

Per affrontare le particolari esigenze del tracciato australiano, Pirelli ha messo a punto un’allocazione mirata di pneumatici, con l’impiego di diverse soluzioni di sviluppo, in particolare al posteriore.

All’anteriore non sono previste novità: i piloti Superbike avranno a disposizione le tre soluzioni in mescola morbida più usate e apprezzate durante la stagione:

  • SC1 di gamma
  • SC1 di sviluppo A0674 (SC1A)
  • SC1 di sviluppo A0843 (SC1B)

Più articolata la scelta al posteriore, dove Pirelli ha previsto tre opzioni:

  • SC0 di gamma: la soluzione più morbida, destinata principalmente alle qualifiche e alla Race, non adatta a coprire la distanza delle gare lunghe.
  • A1126 (mescola media): adotta una struttura più robusta rispetto alla gomma di gamma, pensata anche per far fronte alle alte temperature, in analogia con l’anteriore A0843.
  • B0152 (mescola media): utilizza la stessa mescola della A1126 ma rappresenta un’ulteriore evoluzione in termini di struttura, studiata per resistere meglio alle sollecitazioni termo-meccaniche di Phillip Island.

WorldSSP: nuove soluzioni di sviluppo al posteriore

Anche nella Supersport Pirelli introduce soluzioni specifiche per gli pneumatici posteriori, mantenendo invece un approccio più tradizionale all’anteriore.

Per il WorldSSP, all’anteriore saranno disponibili:

  • SC1
  • SC2

Al posteriore, come per la Superbike, i piloti potranno contare su due nuove soluzioni di sviluppo in mescola media:

  • A1128 (SC1A): sfrutta la stessa mescola della SC1 di gamma ma con una struttura più robusta, pensata per affrontare le elevate sollecitazioni tipiche del tracciato.
  • B0625 (SC1B): utilizza anch’essa la mescola della SC1 di gamma ma si differenzia dalla A1128 per una struttura diversa, sviluppata per offrire un comportamento ancora più mirato alle esigenze di Phillip Island.

La variabile meteo e la sfida finale Pirelli

L’appuntamento australiano chiude il Campionato Mondiale Superbike e, per Pirelli, rappresenta anche il banco di prova più estremo dell’anno.

Come sottolinea Giorgio Barbier, Direttore Attività Sportive Moto di Pirelli, il layout di Phillip Island, così particolare e invariato da decenni, rende il tracciato estremamente affascinante ma al tempo stesso unico per il lavoro richiesto alle gomme, soprattutto al posteriore, che è l’asse maggiormente sollecitato.

Per questo motivo non è una pista affrontabile con le sole soluzioni di gamma standard: servono pneumatici di sviluppo progettati quasi su misura, con strutture più robuste e specifiche per sopportare la combinazione di stress meccanico e termico.

Un’ulteriore incognita è rappresentata dal periodo dell’anno: tradizionalmente il round australiano apre la stagione a febbraio, mentre questa volta si corre a novembre. Le condizioni di temperatura e meteo, mai sperimentate prima in questo periodo, potrebbero aggiungere una variabile extra su un tracciato già di per sé estremamente impegnativo per piloti, moto e pneumatici.