8 Febbraio 2026

Mototurismo, in Italia vale già tre miliardi di euro

Mototurismo, in Italia vale già tre miliardi di euro

Il in Italia genera un indotto stimato in tre miliardi di euro e si conferma un segmento turistico ad alto potenziale di crescita, soprattutto per i territori che puntano su accoglienza dedicata e servizi mirati ai motociclisti. È quanto emerso a Ride to FIM Awards – The future of the Motorcycling, l’appuntamento organizzato a Rimini da FIM (Federazione Internazionale di Motociclismo) e (), con Moab Sport & Marketing e Transitalia, interamente focalizzato sul .

Mototurismo, un indotto da tre miliardi

Ad aprire i lavori è stato Damiano Zamana, vice direttore generale FIM, che ha quantificato il valore economico del comparto: tre miliardi di euro solo in Italia, con prospettive di ulteriore sviluppo guardando a un parco circolante europeo di 35 milioni di moto. Ride to FIM Awards si inserisce nel percorso che porterà al grande evento del 3 dicembre a Rimini, quando verranno premiati tutti i campioni del mondo delle discipline motociclistiche FIM.

Zamana ha sottolineato come la manifestazione si muova lungo un filo conduttore chiaro: il futuro del motociclismo declinato in chiave sostenibile, sociale, ambientale ed economica. Il programma ha preso il via dalla MotoGP di con un workshop dedicato ai giovani piloti e prevede anche una tappa al Museo di Bologna, del know-how tecnologico e della progettazione made in Italy.

Sostenibilità al centro delle politiche FMI

Il tema della sostenibilità è stato approfondito da Giancarlo Strani, coordinatore della Commissione Ambiente FMI, che ha ricordato come nove componenti coordinino oggi il lavoro di 28 delegati ambientali incaricati di vigilare sul rispetto del Regolamento Ambiente durante le manifestazioni sportive.

La Commissione studia l’impatto delle attività motoristiche con un approccio sul campo, producendo dati e indicazioni operative per rendere sempre più compatibili eventi e territorio.

Rimini e la Motor Valley pronte ai FIM Awards

Grande soddisfazione è stata espressa dagli amministratori locali. Andrea Corsini, assessore al Turismo della Regione Emilia-Romagna, il sindaco di Rimini Jamil Sadegholvaad e l’assessore allo Sport del Comune di Rimini Moreno Maresi hanno sottolineato il legame profondo tra il territorio, la passione per i motori e la Motor Valley, distretto che riunisce marchi iconici, campioni e mezzi desiderati in tutto il mondo.

Per la prima volta l’Italia ospiterà i FIM Awards, con Rimini scelta come sede di un evento che porterà in città ospiti da 119 Paesi e avvicinerà i campioni al grande pubblico. Il cuore della manifestazione sarà il Teatro Galli.

La ricerca CAST sul profilo del mototurista

Nel corso dell’incontro, il direttore del CAST – Centro Studi Avanzati sul Turismo dell’Università di Bologna, Andrea Guizzardi, ha introdotto una ricerca dedicata al mototurismo. Il centro, che da anni analizza a Rimini dinamiche e tendenze del turismo con il lavoro di circa 40 ricercatori, ha applicato la stessa metodologia a un segmento ancora poco esplorato.

Progetto Mototurismo: come viaggia il biker

La ricercatrice CAST Debora Casoli ha presentato i risultati di Progetto Mototurismo, indagine condotta sui partecipanti agli eventi organizzati da Minoa Group, promotrice della Transitalia Marathon e di altri appuntamenti dedicati al turismo su due ruote.

Il campione, composto da 952 questionari compilati, restituisce una fotografia dettagliata del mototurismo, delle sue potenzialità e delle esigenze specifiche da soddisfare.

  • Età e frequenza di viaggio: il mototurista ha prevalentemente più di 35 anni e viaggia molto, con la maggior parte del campione che supera i 10 giorni di viaggio l’anno.
  • Durata dei viaggi: spesso gli itinerari durano più di quattro giorni e si distribuiscono su tre stagioni – primavera, estate, autunno – senza differenze significative tra loro.
  • Viaggi durante tutto l’anno: oltre il 25 per cento dei rispondenti dichiara di viaggiare in moto lungo l’intero arco dell’anno.
  • Escursioni giornaliere e viaggi in solitaria: solo il 13 per cento si sposta prevalentemente per un solo giorno, mentre i viaggi in solitaria riguardano appena il 21 per cento del campione, confermando la prevalenza di viaggi di gruppo.

Dal punto di vista del parco mezzi e del comportamento turistico, il profilo che emerge è quello di un motociclista che possiede mediamente più di una moto e che, nei propri spostamenti, effettua in media cinque pernottamenti per viaggio.

Cosa cerca il mototurista nelle strutture

L’indagine evidenzia chiaramente quali siano le priorità del mototurista in termini di accoglienza.

  • Accoglienza e flessibilità: la cordialità dell’ospitalità e la capacità della struttura di adattarsi alle esigenze del viaggiatore in moto rappresentano un elemento chiave.
  • Sicurezza per la moto: la presenza di un parcheggio sicuro è un requisito essenziale.
  • Servizi tecnici dedicati:
    • spazi per aerare e asciugare l’ tecnico
    • possibilità di lavare la moto
    • presenza di una piccola officina
    • contatto facile e immediato con un meccanico
  • Tipologia di alloggio: la scelta del pernottamento si distribuisce in modo abbastanza uniforme tra B&B, hotel e agriturismi.
  • Canali di prenotazione: la maggior parte delle prenotazioni passa attraverso agenzie online.
  • Soddisfazione complessiva: le esperienze vissute vengono giudicate positive, con un grado medio di soddisfazione pari a 3,85 su 5.

La conclusione dei ricercatori è netta: il mototurista è innanzitutto un turista, quindi al centro resta l’accoglienza della persona. Ma il legame con la moto è così forte da rendere imprescindibile uno standard specifico di servizi per il mezzo.

Un potenziale ancora inespresso per i territori

Dalla ricerca emerge come il mototurismo resti un settore dal potenziale non ancora pienamente sfruttato, in particolare in Italia. Si tratta però di una nicchia strategica per lo sviluppo di borghi, aree periferiche e percorsi panoramici, capace di generare ricadute economiche importanti.

Attraverso l’indotto, il turismo in moto può diventare un driver per:

  • la diffusione di pratiche ecosostenibili
  • la valorizzazione del commercio locale
  • la promozione dell’enogastronomia tipica
  • la tutela e la scoperta del patrimonio naturale, storico, artistico e culturale dei territori attraversati

Romagna Motorcycle, la risposta del territorio

Una delle risposte concrete a queste esigenze arriva dalla Romagna con il progetto Romagna Motorcycle, sviluppato da Visit Romagna.

La direttrice Chiara Astolfi ha spiegato come sia stato creato un gruppo di lavoro dedicato, capace di integrare competenze di diversi ambiti, con la consapevolezza che il mototurismo rappresenta un dalle potenzialità enormi. Proprio in questi giorni, ha aggiunto, un tour operator internazionale ha avviato contatti per costruire pacchetti turistici rivolti a mototuristi stranieri, in particolare da Stati Uniti e Canada.

Sulla ricchezza di itinerari della zona sono intervenuti anche i media blogger Emilio Salvatori e Cristina Zoli, che hanno sottolineato la generosità del territorio romagnolo in termini di percorsi immersi nella natura. I due stanno sperimentando anche viaggi con moto elettriche, una dimensione definita nuova e coinvolgente.

Ambiente, compensazione e responsabilità

Ulteriori spunti sul fronte ambientale sono stati offerti dal tenente colonnello Cosimo Chiumiento, comandante del Gruppo Carabinieri Forestale di Rimini. L’ufficiale ha evidenziato il lavoro congiunto con la Federazione Motociclistica Italiana per analizzare le emissioni prodotte durante gli eventi in pista e per attivare iniziative di compensazione tramite la piantumazione di alberi.

In ambito stradale, ha ricordato Chiumiento, ogni 100 chilometri una moto produce circa 10 kg di CO2, mentre un albero in un anno ne assorbe mediamente 170 kg. Un dato che indica la necessità di continuare a investire in progetti di mitigazione e nella consapevolezza di una responsabilità condivisa verso l’ambiente.

In chiusura, il vicepresidente FMI Rocco Lopardo ha richiamato lo spirito di coesione che anima il lavoro sui temi ambientali, frutto dell’impegno quotidiano di numerose società sportive e dei loro dirigenti, protagonisti sul territorio di un cambiamento culturale ormai avviato.